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Il vaccino di AstraZeneca è quello più controverso di tutti e i motivi sono diversi, ma il principale riguarda la reale possibilità di causare eventi trombotici a causa dei coaguli di sangue. Il trattamento continua a rimanere sicuro visto l’alta efficacia e il rischio bassissimo dell’appena citata reazione, ma ci sono delle differenze importanti.

Diversi studi hanno sottolineato come il vaccino di AstraZeneca ha più benefici che rischi nella popolazione anziana e più si scende con l’età la situazione cambia. Nella fascia sotto i 30 anni i rischi sembrano superare i benefici in un certo senso. Anche per questo diversi paesi hanno già deciso di fare a meno del trattamento, come Norvegia e Danimarca.

Questi due paesi hanno potuto decidere di fare a meno del vaccino di AstraZeneca soprattutto grazie al basso numero di contagi giornalieri che equivale anche a un numero inferiore di morti. L’Italia da questo punto di vista non può permetterselo, ma potrebbe raggiungere presto un livello possibile.

AstraZeneca: l’Italia dovrebbe fare a meno del vaccino?

In Italia sono stati somministrati più di 32 milioni di dosi di vaccino. La maggior parte sono di Pfizer con più di 22 milioni mentre AstraZeneca si attesta a 7 milioni. È giusto dire che a questo punto sta risultato un trattamento strategico per poter raggiungere la soglia di immunità di gregge che permetterà un ritorno più concreto alla normalità.

Detto questo, più andiamo avanti con le vaccinazioni più si avvicina il momento di vaccinare i più giovani che come abbiamo detto sono quelli che ottengono meno vantaggi da quello di AstraZeneca. Rinunciare ad usarlo per ridurre a zero i rischi potrebbe essere una soluzione intelligente, ma ci sarebbe anche altro da considerare.

Pfizer dovrebbe aumentare le dosi spedite che potrebbero di fatto sostituire quelle di AstraZeneca, ma finché non avverrà, rinunciare a questo vaccino potrebbe interrompere l’ottimo andamento del piano vaccinale che a sua volta potrebbe far fatica a riprendersi nell’immediato. In sostanza, rinunciare al trattamento non è una decisione semplice e solo il tempo potrà dire cosa succederà.