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5G in Italia, quota test al 37,2%: il podio è più vicino

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Il 5G in Italia continua a guadagnare terreno, e i numeri lo confermano: secondo le rilevazioni di nPerf, tra il 1° gennaio e il 1° luglio 2026 la quota di test effettuati su rete di quinta generazione nel nostro Paese ha raggiunto il 37,2%. Un dato che, messo a confronto con quello di nazioni di dimensioni simili, colloca l’Italia sul terzo gradino del podio. Non male, considerando quanto si è discusso negli anni scorsi sui ritardi nella diffusione di questa tecnologia.

La percentuale racconta qualcosa di concreto. Non parla di copertura teorica sulla carta, ma di quante volte gli utenti, usando davvero il telefono, si sono ritrovati agganciati a una rete 5G. Ed è proprio questo il punto che rende interessante la misurazione: si tratta di esperienza reale, non di proiezioni.

5G: Italia terza, davanti solo Grecia e Regno Unito

La classifica presa in esame da nPerf considera i Paesi con una superficie compresa tra i 100.001 e i 250.000 chilometri quadrati. In cima si trova la Grecia con il 39,9%, seguita dal Regno Unito con il 38,9%. Poi arriva l’Italia con il suo 37,2%, quindi a pochissima distanza dai primi due.

Il distacco verso il basso, invece, è decisamente più marcato. La Polonia si ferma al 32,2%, cinque punti abbondanti sotto il dato italiano. Ancora più indietro la Bulgaria con il 26,4% e la Romania con il 26%, mentre la Tunisia chiude con il 13,5%, quasi 24 punti in meno rispetto all’Italia.

Sono scarti che dicono molto sulle differenze nel dispiegamento e nell’adozione della connettività di quinta generazione. Perché una cosa è installare antenne, un’altra è avere un parco dispositivi compatibile, tariffe che includano il 5G e una copertura sufficientemente capillare da far sì che gli utenti ci si aggancino davvero. Tutti fattori che incidono, e parecchio, sulla qualità percepita delle connessioni mobili.

Cosa cambia per chi naviga tutti i giorni

Una quota di test 5G in crescita significa, molto banalmente, navigazione più fluida e streaming in alta definizione senza intoppi. Le pagine si caricano prima, i video partono senza quel fastidioso momento di attesa, le videochiamate reggono meglio. Sono i vantaggi pratici che rendono la tecnologia 5G qualcosa di più di una sigla commerciale sulla bolletta.

Vale la pena spiegare come funziona la raccolta dei dati. nPerf è una piattaforma indipendente che misura le prestazioni di Internet basandosi sull’esperienza concreta degli utenti. Chiunque può contribuire scaricando gratuitamente l’app per gli speedtest disponibile sul Google Play Store. Più misurazioni arrivano, più il quadro diventa affidabile.

Gli operatori italiani nella classifica di gennaio

Sul fronte dei singoli gestori, nel mese di gennaio la palma di miglior operatore era andata a Vodafone, che dal 2025 fa parte di Fastweb. Alle sue spalle si erano piazzati WINDTRE, Fastweb, TIM e Iliad. La rete dell’operatore rosso aveva raccolto diversi riconoscimenti, confermandosi come punto di riferimento nelle rilevazioni.

Il quadro complessivo, dunque, mostra un’Italia che nel confronto europeo si difende bene sul fronte della quinta generazione. Il 37,2% registrato nella prima metà del 2026 rappresenta un valore in crescita rispetto al passato e testimonia un’adozione della tecnologia ormai entrata nella normalità quotidiana per una fetta consistente di utenti. Il terzo posto tra i Paesi di superficie comparabile, con Grecia e Regno Unito appena davanti, fotografa una situazione tutt’altro che sfavorevole.

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