La singolare circostanza che il nostro Paese si sta ritrovando ad affrontare, in questo momento di crisi sanitaria e di emergenza per via della diffusione del Covid-19, ha indotto lo Stato a prendere seri provvedimenti in materia fiscale.

Le norme restrittive fino a questo momento adottate, non ultima la chiusura fino a data da destinarsi di tutte le filiere produttive non essenziali, ha avuto come immediato riscontro la diminuzione del benessere di moltissime famiglie. Famiglie che, oltretutto, sarebbero state soggette al normale pagamento dei tributi e delle imposte se il Governo non fosse intervenuto anche nella proroga delle scadenze di alcune categorie di tasse.

Un altro importante provvedimento preso al fine di cristallizzare momentaneamente la situazione corrisponde allo stop dei controlli fiscali.

Controlli fiscali, sospeso il monitoraggio del Fisco per l’emergenza Coronavirus

La manovra in questione risulta contenuta nel decreto Cura Italia, che ha anche permesso di congelare le scadenze delle tassazioni per questi due mesi (al netto di situazioni di urgenza o altre circostanze più “coercitive”).

Tale proroga, però, non riguarda soltanto il termine ultimo per corrispondere una data imposta: assieme ad esso andrà anche ad allungarsi il tempo concesso per poter completare i controlli fiscali, cioè posticipando il termine di prescrizione per gli accertamenti relativi all’anno 2015. Per questo aspetto, si fa appello ad una norma prevista dal decreto legislativo n. 159/2015.

Appare chiaro dunque che la situazione sia solo temporanea (e che i nodi verranno comunque al pettine eventualmente, benché più tardi), e sia stata pensata per poter diffondere un clima di fiducia tanto per i cittadini e le famiglie quanto per gli imprenditori, i lavoratori e i commercianti.