Dopo decine di articoli e centinaia di segnalazioniabbiamo le prove, le Black Hour non sono una truffa. Le congetture, sul web, si sono susseguite rapidamente, in migliaia ci avete scritto contestando l’operato della società, ma finalmente siamo riusciti a scovare testimonianze di chi, effettivamente, è riuscito nell’impresa.

ePRICE: le Black Hour non sono una truffa, abbiamo le prove

Nel corso delle settimane, ricordiamo che le Black Hour sono attive fino al 23 novembre, migliaia di utenti e consumatori hanno aspramente criticato l’operato di ePRICE, per difficoltà di accesso al sistema.

Leggendo i vari commenti su Facebook, abbiamo scovato anche programmatori che, dopo aver osservato il codice javascript, sostenevano di aver scovato alcuni script che rendevano non disponibili i prodotti dopo 45 secondi. Le immagini parlano chiaro, 

Ma è anche vero che, ipotizzando oltre 100’000 utenti attivi sulla stessa pagina, è stato dimostrato che i 60 pezzi vengono esauriti in 6 secondi. Altri, invece, hanno controllato le richieste ajax della pagina, ed in particolare è stata notata l’invio della richiesta solamente ogni 20 secondi. In altre parole, dal momento in cui premete il pulsante, il sistema aspetta 20 secondi ad inviarlo, un tempo che, se considerate quanta gente vi è connessa, è davvero moltissimo. L’altro problema riguarda il carrello, come accade ad esempio su TicketOne, nel momento in cui mettete un oggetto nel carrello, questi è vostro per un periodo limitato. Su ePRICE non è la stessa cosa, anzi, tutti possono mettere il prodotto della black hour nel carrello, ma solamente il primo che conferma vince. La conseguenza è un aumento di traffico sul server, decisamente notevole.

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Ecco le prove

Vi avevamo promesso le prove, eccole. Spulciando la pagina Facebook di ePRICE, abbiamo scovato una serie di utenti che hanno annunciato di essere riusciti ad acquistare i prodotti scontati a soli 0,99 euro. Tutto, accompagnato dalle seguenti prove.

Ora non possiamo davvero dire più nulla, comprare a 0,99 euro si può, basta avere fortuna. Alla fine è come grattare un gratta e vinci, uno su un milione ce la fa.