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Xpeng Mona L05: il SUV elettrico cinese punta all’Europa

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Il nome, diciamolo subito, in Italia farà sorridere più di qualcuno: la Xpeng Mona L05 è il nuovo SUV elettrico della casa cinese, già fotografato durante i collaudi su strada in Cina e destinato a uscire dai confini nazionali per affrontare i mercati globali. Sarà il terzo modello della famiglia Mona, dopo la berlina M03 e il crossover L03, e almeno sulla carta ha tutto per infilarsi in uno dei segmenti più affollati d’Europa. Sul nome, invece, qualche riflessione a Shanghai forse conviene farla: nel Nord Est italiano quella parola ha un significato piuttosto colorito.

Le misure raccontano di un’auto pensata per le famiglie e non per le nicchie. Lunghezza di 4,87 metri, passo di 2,94 metri, cinque posti. Un SUV di medie dimensioni, quindi, con proporzioni allineate a quelle dei rivali europei più venduti. Lo stile riprende il linguaggio già visto sugli altri modelli della gamma Mona, con frontale completamente chiuso, fari anteriori a forma di Y e un cofano inclinato che dà quell’aria affilata ormai obbligatoria sulle elettriche cinesi.

Due anime sotto il pavimento: elettrica pura oppure EREV

Il dettaglio più interessante riguarda le motorizzazioni, perché Xpeng ha scelto di giocare su due tavoli. La versione a batteria affida tutto a un motore da 183 kW, circa 245 CV, sistemato sull’asse posteriore e alimentato da un pacco LFP da 71,1 kWh. L’autonomia dichiarata oscilla tra 615 e 660 chilometri secondo il ciclo cinese CLTC, con variazioni legate all’allestimento scelto. Numeri da prendere con le pinze, come sempre quando si parla di CLTC, ma la sostanza c’è.

Chi non vuole rinunciare alla flessibilità troverà invece la variante EREV, cioè elettrica con generatore a bordo. Stesso motore elettrico posteriore, affiancato da un benzina aspirato 1.5 da 70 kW, circa 94 CV, che non muove le ruote e serve solo a ricaricare la batteria. In questo caso il pacco scende a 37,2 kWh e l’autonomia in solo elettrico si attesta tra 237 e 253 chilometri, sempre secondo il ciclo cinese. Una soluzione che in Cina sta andando forte e che diversi costruttori stanno provando a portare anche altrove. Tornando all’esterno, la vettura avvistata durante i test mostra maniglie delle porte seminascoste, tetto dall’effetto sospeso e una firma luminosa posteriore che attraversa tutta la coda. Ci sono anche i vetri posteriori oscurati, le pinze dei freni gialle e le telecamere per il monitoraggio dell’angolo cieco integrate nei parafanghi anteriori. I cerchi sono da 20 pollici, che su un’auto di queste dimensioni non passano inosservati.

Dentro, la solita ricetta minimalista

L’abitacolo della Mona L05 non si discosta dalla filosofia già adottata dal marchio. Plancia dominata da un grande schermo centrale, selettore del cambio spostato dietro un volante ovale a due razze, pochissimi comandi fisici in vista. I pannelli delle porte seguono la stessa impostazione essenziale, mentre il tunnel centrale ha forme morbide e arrotondate e ospita la ricarica wireless per lo smartphone, due portabicchieri e un vano portaoggetti abbastanza generoso. Il quadro complessivo conferma la direzione che Xpeng ha imboccato negli ultimi mesi, sempre più orientata verso i mercati internazionali. La Mona L03 è stata lanciata praticamente in contemporanea in Cina e nel resto del mondo, una scelta che segna un cambio di ritmo rispetto al passato, quando i modelli cinesi arrivavano in Europa con anni di ritardo. Difficile pensare che per la L05 il copione sia diverso.

Prezzi e tempistiche per l’Europa, per ora, non sono stati comunicati. Il debutto globale del SUV elettrico sembra però una questione di mesi più che di anni, con la sola incognita di come verrà presentato quel nome sui listini italiani.

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