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Ridurre il traffico generato da Windows Update nelle reti aziendali è diventato un tema molto concreto, soprattutto dove ci sono decine o centinaia di postazioni collegate tramite WAN. Scaricare lo stesso pacchetto da Internet un numero spropositato di volte è uno spreco che si paga in banda, tempo e nervi. Per questo esiste Delivery Optimization, in italiano Ottimizzazione recapito, la tecnologia che permette a Windows di riutilizzare copie già presenti nella rete locale invece di ripartire ogni volta da zero.
La funzione non è una novità assoluta, visto che Microsoft l’ha introdotta con Windows 10 versione 1511, ma negli anni è cresciuta parecchio in capacità e controlli, fino a integrarsi con Windows Update, Microsoft Store, Microsoft 365 Apps, Microsoft Defender e Intune. Sui client Windows 11 la condivisione locale è normalmente attiva con la modalità di download impostata su Dispositivi nella rete locale, mentre Windows Server parte da impostazioni predefinite differenti. Ora Microsoft torna sull’argomento con indicazioni più operative, pensate per il patching su larga scala, per le filiali con poca banda e per il provisioning tramite Windows Autopilot.
Scaricare da Internet solo quando serve davvero
Il meccanismo è quello di un downloader HTTP con capacità peer to peer. Prima di chiedere i dati ai server Microsoft, quindi patch mensili, aggiornamenti qualitativi e di funzionalità, driver, definizioni di Defender, pacchetti dello Store e app Win32, Windows verifica se una copia è già disponibile su altri PC autorizzati oppure all’interno della Microsoft Connected Cache. Se non trova nulla, allora passa alla sorgente Internet.
Il consiglio per chi lavora con Intune è di partire dal Settings Catalog e toccare poche policy davvero decisive. In una rete Windows 11 ordinaria DODownloadMode con valore 1 mantiene la condivisione dentro la LAN ed è già il default sui client. Da lì si può alzare DOMaxCacheSize verso il 30%, abbassare DOMinFileSizeToCache da 50 MB a 5 MB e portare DOMaxCacheAge da 3 a 14 giorni. Più contenuti conservati, più a lungo, più probabilità che qualcun altro li riutilizzi. Il tetto mensile di upload può restare a 20 GB nella maggior parte degli ambienti.
Un avvertimento che vale la pena prendere sul serio riguarda i conflitti. Gestire la stessa policy da Settings Catalog, profili personalizzati e altri strumenti insieme è la ricetta perfetta per diagnosi impossibili. Meglio scegliere un unico punto di configurazione. Utile anche DORestrictPeerSelectionBy impostata su 1, che confina la scelta dei peer alla subnet ed evita che il traffico attraversi i collegamenti WAN.
VLAN separate, banda controllata e il trucco del primo gruppo
Quando una sede usa più subnet o VLAN, la modalità LAN perde efficacia, perché due PC nello stesso edificio possono semplicemente non vedersi. La soluzione passa da DODownloadMode con valore 2, il cosiddetto Group Mode, abbinato a un DOGroupID specifico per quella sede. Tutti i computer che condividono lo stesso identificatore entrano nello stesso gruppo di distribuzione, subnet diverse comprese.
Sul fronte banda, DOPercentageMaxBackgroundBandwidth permette di limitare la quota occupata dai trasferimenti. Si può partire da una forbice tra 10 e 25% della banda disponibile, mentre DOSetHoursToLimitBackgroundDownloadBandwidth applica il limite solo in certe fasce orarie, lasciando campo libero durante la notte.
C’è poi la raccomandazione più semplice di tutte, quella che non richiede competenze di rete. Evitare di lanciare lo stesso aggiornamento su tutti i dispositivi in contemporanea. Un primo seeder ring formato dal 5 o 10% dei PC scarica in anticipo e popola le cache, così i gruppi successivi trovano già parte dei dati in locale. Il vantaggio collaterale è evidente, perché su un campione ristretto si verifica anche che l’aggiornamento non crei problemi.
Le policy principali a colpo d’occhio
DODownloadMode va impostata a 1 per la LAN e a 2 per il Group Mode. DORestrictPeerSelectionBy a 1 limita i peer alla stessa subnet. DOMaxCacheSize tra 20 e 30%, fino al 50% nei provisioning massivi. DOMaxCacheAge tra 7 e 14 giorni, DOMinFileSizeToCache a 5 MB, DOMonthlyUploadDataCap a 20 GB oppure 0 nei deployment controllati.
Per la banda, DOPercentageMaxBackgroundBandwidth tra 10 e 25% sulle WAN limitate e tra 25 e 50% con Internet locale, con DOSetHoursToLimitBackgroundDownloadBandwidth agganciata all’orario lavorativo. DOGroupID richiede un identificativo distinto per ogni sede, DOCacheHost vuole l’FQDN del server MCC, DOCacheHostSource a 1 abilita la discovery via DHCP Option 235 e DOGroupIdSource a 3 recupera il Group ID tramite DHCP Option 234. Infine DODelayForegroundDownloadFromHttp a 30 secondi e DODelayBackgroundDownloadFromHttp a 60 secondi stabiliscono quanto attendere una sorgente locale prima di ripiegare su HTTP.










