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Con l’apertura del portale sulla Baia di Rirga, Helldivers 2 spinge i suoi soldati oltre la soglia del Vuoto degli Illuminati, una dimensione dove le regole della guerra galattica cambiano parecchio. Il nuovo aggiornamento porta le forze della Super Terra dentro un territorio che nessuno aveva mai davvero esplorato, con pianeti trasformati, rovine aliene da documentare e una controffensiva da organizzare in fretta. Gli Illuminati hanno fatto irruzione, e la risposta arriva adesso.
Il presupposto narrativo affonda le radici nella campagna “Tuono demografico”, quella in cui gli Helldiver hanno accumulato riserve consistenti di campioni di tessuti dei Senzavoto provenienti proprio dal Vuoto. Materiale prezioso, finito nelle mani del Ministero della Scienza della Super Terra, che grazie a quelle analisi ha individuato un metodo per aprire e stabilizzare un wormhole. Il varco è operativo e la prima ondata di soldati è già stata spedita dall’altra parte.
Un pianeta Origine da liberare, senza stelle in cielo
Dentro il Vuoto lo spazio funziona in modo strano. Niente stelle, niente panorami celesti da ammirare alzando lo sguardo dalla superficie. I mondi trascinati là dentro sono stati mutati e rinati sotto una forma diversa, coperti da una flora inquietante che ha poco a che vedere con la vegetazione conosciuta. Ogni pianeta custodisce rovine degli Illuminati e tecnologie antiche che vanno prima documentate e poi rase al suolo, secondo il manuale di democrazia controllata che gli Helldiver conoscono bene.
L’obiettivo grosso porta un nome preciso: pianeta Origine, quello che prima era conosciuto come Seasse. Trovarlo significa attraversare mondi sconosciuti, liberarlo significa affrontare quello che è rimasto di un pianeta ormai divorato dal Vuoto. Perché Seasse oggi è soltanto l’ombra di ciò che era, popolata da creature che il gioco introduce per la prima volta. L’Abominio e il Trituratore sono le due minacce principali, e si muovono nelle terre abominevoli che ormai coprono buona parte della superficie.
Obiettivi casuali, videocamera tattica e fughe da organizzare
La struttura delle missioni cambia rispetto al passato, ed è forse la novità più interessante per chi gioca da tempo. Addio percorsi lineari: nel Vuoto ogni operazione propone obiettivi primari casuali, più di uno, distribuiti sul pianeta senza uno schema fisso. Vuol dire decisioni rapide, coordinamento vero tra i membri della squadra e la necessità di capire al volo dove conviene atterrare e da dove conviene sparire.
Uno degli strumenti nuovi è la videocamera tattica, pensata per registrare tutto quello che si trova al di là del portale. Le strutture degli Illuminati vanno distrutte, certo, ma prima vanno riprese. Ci sono missioni di ricognizione, prove da raccogliere, crimini di guerra da mettere agli atti prima di chiudere la partita a colpi di esplosivo. Un modo per dare senso all’esplorazione oltre al semplice conteggio dei nemici abbattuti.
Il tempo stringe e l’estrazione diventa un problema
Restare troppo a lungo nel Vuoto non conviene. Il messaggio è chiaro: completare gli obiettivi e togliersi di mezzo, perché il posto è pericoloso e il tempo lavora contro la squadra. Per aumentare le possibilità di rientrare sul Destroyer, gli Helldiver possono sbloccare zone di estrazione secondarie sui pianeti del Vuoto, punti di raccolta alternativi che diventano fondamentali quando la situazione degenera.
Il supporto non manca. Le squadre FAST affiancano i giocatori nell’esplorazione, aiutando a svelare i segreti nascosti in questa dimensione e a risalire all’origine dell’anomalia. L’ultimo aggiornamento, intitolato Privo di Libertà, è già disponibile per tutti. Il gioco richiede accesso a internet e un abbonamento attivo su console, venduto separatamente.










