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Avengers: Doomsday, i Russo girano senza sceneggiatura definitiva

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Che Avengers: Doomsday arrivi sugli schermi senza una sceneggiatura chiusa e definitiva non è il genere di dettaglio che ci si aspetta da una produzione di questa portata, eppure è esattamente quello che hanno raccontato i registi. Il film è tra i più attesi dagli appassionati di cinecomic, dovrebbe rilanciare il Marvel Cinematic Universe e presentarsi come blockbuster di peso, però il metodo di lavoro scelto dietro le quinte è stato molto meno rigido di quanto la macchina Marvel abbia abituato a immaginare.

Di solito questi progetti vengono pianificati fin nei minimi particolari, con mesi di preparazione e ogni scena messa nero su bianco prima ancora che qualcuno accenda una luce sul set. Stavolta no. La produzione ha preferito lasciare spazio all’improvvisazione, adattando il copione mentre le riprese andavano avanti.

Le parole dei registi di Avengers: Doomsday

A spiegare la scelta è stato Joe Russo, che ha usato un’immagine piuttosto diretta per descrivere il modo in cui lui e il fratello trattano il materiale su cui lavorano. “Consideriamo sempre la sceneggiatura come un organismo vivente”, ha dichiarato il regista. Non un documento intoccabile, quindi, ma qualcosa che cresce e cambia forma man mano che il set prende vita.

Il ragionamento prosegue e chiarisce meglio la filosofia dei due registi. “Siamo registi che lavorano molto sull’improvvisazione e sulle prove. Ci piace vedere cosa gli attori portano ai personaggi, e a volte non li si ha a disposizione fino a pochi giorni o poche settimane prima delle riprese. E molto spesso è proprio lì che avviene la magia.”

Tradotto in pratica, significa che parte del film è nata sul momento, dal confronto con il cast e da ciò che i singoli interpreti hanno saputo tirare fuori dai propri personaggi. Una scelta che ha un suo fascino, certo, ma che su una produzione con un cast tanto affollato porta con sé un margine di rischio non indifferente. Quando gli attori diventano disponibili solo pochi giorni prima di girare, costruire una struttura narrativa granitica in anticipo diventa complicato, e l’alternativa è appunto quella di lasciare che il copione respiri.

Cosa aspettarsi dal film Marvel

L’appuntamento con Avengers: Doomsday è fissato per dicembre, momento in cui si capirà se questa impostazione avrà premiato oppure se il risultato finale si rivelerà sotto le aspettative di chi attende il film da anni. È il tipo di scommessa che può regalare sequenze memorabili oppure lasciare qualche cucitura visibile, e con un progetto di questa dimensione il margine di errore percepito dal pubblico tende a restringersi parecchio.

Nel frattempo l’attesa continua a produrre contenuti di ogni tipo attorno alla pellicola. Il trailer è già stato ricreato in versione LEGO, con un risultato davvero riuscito che ha fatto il giro degli appassionati, mentre Disney+ ha pubblicato la lista dei film da recuperare prima di affrontare la visione, una specie di percorso di ripasso per chi vuole arrivare preparato all’appuntamento senza perdere i riferimenti sparsi nel corso degli anni.

Il quadro, insomma, è quello di un film costruito con un approccio inusuale per gli standard dei grandi cinecomic, dove la scrittura ha continuato a muoversi anche durante la lavorazione. Le parole di Joe Russo sull’idea di sceneggiatura come organismo vivente restano la chiave per leggere il lavoro fatto sul set di Avengers: Doomsday.

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