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Xiaomi, HyperOS 4, al via la beta: 33% di RAM libera in più

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La distribuzione globale della beta di HyperOS 4 è ufficialmente iniziata, e Xiaomi ha scelto di partire da un gruppo ristretto di dispositivi prima di allargare il cerchio. Dopo l’annuncio del reclutamento degli utenti per il programma di test, la casa cinese ha acceso i server e ha cominciato a spedire il nuovo firmware ai primi modelli selezionati, ovvero Xiaomi 17, Xiaomi 17 Ultra e Leica Leitzphone powered by Xiaomi. Un avvio contenuto, come da tradizione per le fasi sperimentali, ma sufficiente per iniziare a toccare con mano quello che bolle in pentola.

L’aggiornamento arriva soltanto a chi si è registrato al programma e ha superato la selezione. Nei prossimi giorni la lista si allunga: tocca a Xiaomi 17T Pro, Xiaomi 17T, Xiaomi 15 Ultra e Xiaomi 15, con le candidature che si aprono il 17 settembre 2026. Chi possiede uno dei modelli supportati può provarci passando da Xiaomi Community, poi ME, quindi Beta testing e infine Recruiting test, compilando il questionario che compare a schermo.

Cosa cambia sotto il cofano con HyperOS 4

Il lavoro più interessante, quello che non si vede ma si sente, riguarda le fondamenta del sistema. Xiaomi ha eliminato porzioni di codice ormai datate e ha riscritto alcuni componenti core usando un linguaggio di programmazione più efficiente. La gestione della RAM passa da un sistema di precaricamento basato sull’intelligenza artificiale, pensato per anticipare le richieste invece di rincorrerle.

Il dettaglio tecnico più concreto riguarda la deframmentazione della memoria. Finora il sistema doveva aspettare quel passaggio durante l’allocazione, con tutti i rallentamenti del caso. Adesso impara quanta memoria serve a ogni app al momento dell’avvio e si porta avanti con il lavoro, deframmentando in anticipo. Il risultato, stando al produttore, è una riduzione dei cali di frame rate e una migliore efficienza energetica complessiva. Il numero che Xiaomi mette sul tavolo è questo: dopo otto ore di utilizzo continuativo, lo stesso dispositivo dispone del 33% di memoria libera in più rispetto a HyperOS 3.

Interfaccia rinnovata e nuove funzioni AI

Sul fronte estetico la novità che salta all’occhio si chiama Soft Light Glass, un effetto costruito su luce diffusa, sfumature e strati traslucidi. Non è solo una questione di aspetto statico, perché gli effetti dinamici rispondono alle interazioni dell’utente, dal riordino delle icone sulla schermata iniziale all’attivazione dei comandi nel Centro di Controllo. Va detto che Xiaomi ha già chiarito un punto: questi effetti saranno riservati ai modelli più performanti, per evitare di appesantire i dispositivi meno potenti.

Il resto del pacchetto grafico comprende più opzioni di personalizzazione, un orologio dinamico ridisegnato sulla schermata di blocco e la possibilità di ridimensionare le cartelle scegliendo tra i formati 1×1, 1×2, 2×1, 2×2 e 4×2. Le notifiche vengono organizzate su schede multilivello, mentre diverse app di sistema ricevono layout aggiornati e pensati per adattarsi a qualsiasi diagonale di display.

Capitolo intelligenza artificiale, dove HyperAI estende il suo raggio d’azione alla comprensione di testo, voce e immagini in tutte le applicazioni di sistema. AI Voice Note trascrive gli appunti vocali trasformandoli in voci strutturate, mentre AI Speech Recognition consente di inserire marcatori visivi durante la registrazione audio, così da ritrovare i passaggi importanti senza riascoltare tutto. Smart Hub, infine, cambia veste con un layout aggiornato che raccoglie l’accesso ai dispositivi connessi e alle routine di automazione.

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