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Xbox Cloud Playtime: giochi in cloud a ore, senza Game Pass

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Microsoft ha avviato con gli Xbox Insider la sperimentazione di Cloud Playtime, una nuova formula di cloud gaming che si avvicina parecchio al modello a consumo. L’idea è semplice. Chi possiede già giochi compatibili acquistati in passato può avviarli in streaming senza dover sottoscrivere un abbonamento a Game Pass. Al posto della quota mensile si paga il tempo effettivamente trascorso a giocare, o per essere più precisi si comprano pacchetti di ore da consumare con calma.

Per ora il test riguarda soltanto il programma Xbox Insider, cioè la cerchia di utenti che prova in anteprima le novità dell’ecosistema. Con il gioco in cloud il titolo gira su server remoti e arriva sullo schermo in streaming, un po’ come accade con un film o una serie TV. Si tratta quindi di una fase sperimentale, ma il meccanismo appare già ben definito nei suoi tratti principali.

Quanto costano i pacchetti di ore di Cloud Playtime

Il listino di Cloud Playtime prevede tre tagli. Il pacchetto più piccolo offre 10 ore a circa 3,5 euro, quindi intorno ai 35 centesimi l’ora. Salendo si trovano 25 ore a circa 7 euro, con un costo orario che scende a poco meno di 30 centesimi. Il taglio più grande include 50 ore a circa 10 euro e porta la singola ora a circa 20 centesimi. Più ore si acquistano e più il prezzo unitario diventa vantaggioso, tanto che il pacchetto maggiore costa circa il triplo di quello base ma garantisce cinque volte il tempo di gioco.

Un dettaglio non trascurabile riguarda la scadenza, che di fatto non esiste. Microsoft ha chiarito che le ore comprate restano disponibili finché non vengono esaurite, senza alcun limite temporale. Chi gioca saltuariamente può dunque acquistare un pacchetto e usarlo nell’arco di parecchio tempo senza il timore di perdere quanto pagato.

Va però tenuta presente una differenza sostanziale rispetto al Game Pass. Con l’abbonamento non serve comprare i giochi a parte, visto che nel catalogo sono già inclusi centinaia di titoli. Con la nuova formula invece i giochi vanno posseduti, con l’ovvia eccezione di quelli gratuiti e free to play. Sotto questo aspetto il funzionamento ricorda molto da vicino quello di GeForce Now, il servizio di streaming di NVIDIA che segue una logica del tutto analoga.

Dal modello di Google Stadia ai nuovi limiti del Game Pass

Il cloud gaming vive da anni una sorta di fase iniziale che non sembra mai concludersi del tutto. La maturità non è ancora stata raggiunta e nel frattempo le aziende del settore hanno provato strade molto diverse per rendere lo streaming dei videogiochi allettante, sia sul piano delle prestazioni sia su quello economico.

Google Stadia per esempio seguiva una logica esattamente opposta a quella di Cloud Playtime. Il gioco andava acquistato a prezzo pieno, mentre lo streaming era completamente gratuito. Un’impostazione ribaltata rispetto a quella ora in prova da Microsoft, dove i titoli si trovano già nella libreria dell’utente e a costare è il tempo trascorso a giocare in remoto.

Anche il servizio in abbonamento di Xbox, agli esordi, si mostrava molto più generoso con il gioco in streaming. Nel corso del mese scorso però Microsoft ha introdotto nuovi limiti piuttosto restrittivi, che fissano un tetto compreso tra 5 e 15 ore mensili a seconda del piano sottoscritto.

Fonte: TecnoAndroid

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