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La crisi dei chip di memoria potrebbe diventare ancora più pesante nel 2027, almeno per il mondo dei PC. Secondo le previsioni degli analisti di TrendForce, i banchi di RAM saranno sempre più difficili da reperire e, come conseguenza quasi inevitabile, i prezzi continueranno a salire. Non è una bella notizia per chi aveva in mente di aggiornare il proprio computer o di assemblarne uno nuovo nei prossimi mesi.
Alla base di tutto c’è una scelta industriale piuttosto netta. I produttori di DRAM stanno dedicando una fetta crescente dei propri macchinari alla realizzazione dei chip di memoria più raffinati, in particolare le HBM, sigla che sta per High Bandwidth Memory. Sono componenti pensati per i datacenter dedicati all’intelligenza artificiale, dove servono prestazioni elevatissime nel trasferimento dei dati. Il rovescio della medaglia è che a pagare il conto sono le care vecchie memorie DDR, quelle montate nei normali PC desktop e nei notebook di tutti i giorni.
Chi rischia di più tra notebook e desktop
Non tutti i segmenti del mercato verranno colpiti con la stessa intensità. Lo scenario più complicato riguarda i moduli di memoria venduti separatamente, cioè quelli che si comprano al dettaglio e che sono diffusi soprattutto tra i computer fissi. Chi costruisce un desktop su misura, o semplicemente vuole aggiungere un po’ di memoria a una macchina già esistente, potrebbe trovarsi davanti a scaffali sempre più vuoti e a cartellini decisamente meno amichevoli.
Il motivo di questa disparità ha a che fare con il peso contrattuale delle aziende coinvolte. I grandi produttori di computer portatili hanno già firmato accordi di fornitura a lungo termine, mettendosi così al riparo dalle oscillazioni più brusche. I marchi che vendono RAM al dettaglio, invece, giocano in un altro campionato: sono generalmente molto più piccoli in termini di volumi e, di conseguenza, possono contare su un potere negoziale nettamente inferiore. In una fase in cui la memoria scarseggia, chi ordina quantità minori rischia di restare in fondo alla fila e di fare molta più fatica ad assicurarsi le forniture.
Perché la capacità produttiva non cresce in fretta
Dal canto loro, i principali produttori di memoria stanno lavorando per far fronte a un picco di domanda anomalo, che si può tranquillamente definire senza precedenti. Le richieste legate all’intelligenza artificiale hanno ridisegnato in poco tempo le priorità dell’intero settore, e il resto del mercato si ritrova adesso a rincorrere una disponibilità che non riesce a tenere il passo.
Il nodo è che ampliare la produzione non è un’operazione che si completa dall’oggi al domani. I piani di espansione richiedono tempo anche ipotizzando un approccio “all in”, cioè una scommessa totale con investimenti massicci e immediati. Si tratta peraltro di una strada che le aziende cercano di evitare, perché il timore diffuso è che la situazione possa tornare prima o poi alla normalità, lasciando i produttori con impianti sovradimensionati rispetto alle reali necessità. Questa prudenza, unita alla priorità data alle HBM per i datacenter, è il motivo per cui il 2027 rischia di essere un anno ancora più difficile per chi cerca banchi di RAM destinati ai PC tradizionali.
Fonte: TecnoAndroid


