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Chi usa X in questi giorni si è ritrovato la casella di posta invasa da email di reimpostazione della password mai richieste, e la spiegazione arriva direttamente dall’azienda: dopo il lancio di X Money qualcuno sta provando a prendere il controllo degli account. Nessuna violazione confermata, almeno per ora, ma il fenomeno è abbastanza diffuso da spingere la piattaforma a intervenire pubblicamente.
A parlarne è stato Mridul Singhai, product engineer di X, che martedì ha pubblicato un messaggio sul social per spiegare cosa stesse succedendo. Le segnalazioni erano già parecchie, con utenti che ricevevano in sequenza decine di notifiche identiche. La ricostruzione fornita è piuttosto diretta: gli aggressori sembrano convinti che, ora che il servizio di pagamenti è disponibile su larga scala, ci sia qualcosa da guadagnare nel forzare l’accesso agli account altrui.
Cosa sta succedendo davvero dietro le email di reset
Le indagini interne, ha scritto Singhai, sono attive e finora non è emersa alcuna prova di violazioni andate a buon fine. Nel messaggio si legge anche una scusa per il bombardamento di email e un invito alla pazienza mentre il problema viene risolto. Un tono misurato, insomma, che stona un po’ con l’ansia che una raffica di notifiche del genere genera in chi la riceve.
Il meccanismo, spiegato in modo semplice, non ha nulla di sofisticato. Chi attacca sta attivando in massa il modulo di recupero password usando i nomi utente pubblici, quelli che chiunque può leggere sul profilo. Il sistema, di conseguenza, invia l’email di reset. Questo però non significa che qualcuno sia entrato: senza il codice o il link contenuto nel messaggio, la richiesta resta lettera morta. È stato anche Grok, il chatbot della piattaforma, a rispondere ad alcuni post confermando che si tratta di un’ondata di richieste automatizzate e che non ci sono prove di compromissioni di sistema o di prese di controllo su larga scala.
X Money, i pagamenti e l’attenzione dei malintenzionati
X Money è il nuovo servizio di pagamenti lanciato dalla società, che comprende una carta bancaria e una serie di altri vantaggi. L’idea di fondo è rendere più semplice per i creator incassare direttamente sulla piattaforma, spingendo così l’economia digitale interna al social. Un obiettivo ambizioso, che però porta con sé un effetto collaterale prevedibile: dove girano soldi, prima o poi arrivano anche i malintenzionati. Ed è esattamente la lettura che X dà di quanto sta accadendo.
Sul fronte comunicazione, l’azienda non ha ancora pubblicato nulla dai suoi canali ufficiali. A farsi sentire è stato invece James Burnham, general counsel della società, con un messaggio dai toni tutt’altro che diplomatici: i team legale e di sicurezza non si fermeranno davanti a nulla pur di identificare, localizzare e portare davanti alla giustizia chiunque tenti di fare vittime tra gli utenti della piattaforma, ovunque si trovi, sulla Terra o fuori.
Come proteggersi mentre gli attacchi continuano
Nel frattempo la comunità si sta autoregolando, come spesso accade in questi casi. Gli utenti si avvisano tra loro, ricordando a chi non l’avesse già fatto di attivare l’autenticazione a due fattori, che resta la barriera più solida contro tentativi di questo tipo. Anche Grok ha risposto ad alcuni messaggi elencando i passaggi da seguire, indirizzando le persone verso le impostazioni di sicurezza e privacy dove si trova la funzione Password Reset Protect. Il consiglio implicito, per chi riceve queste email, è semplice: ignorarle. Non cliccare, non inserire codici, non seguire link. Finché l’accesso al proprio indirizzo di posta resta al sicuro, il tentativo si esaurisce lì. Le indagini di X sul fenomeno restano aperte e la società non ha ancora risposto alle richieste di chiarimento arrivate dalla stampa sulla vicenda.










