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L’aggiornamento di anteprima KB5124010 porta con sé una decisione che farà storcere il naso a chi cambia computer con una certa frequenza, perché Microsoft ha rimosso da Windows 11 la funzione che permetteva di spostare file e impostazioni direttamente da un PC all’altro. Il pacchetto è arrivato nel canale Release Preview per le versioni 24H2 e 25H2, come build 26100.9539 e 26200.9539, e nelle note di accompagnamento la frase è secca: la migrazione PC-to-PC non è più disponibile, chi cambia macchina usi Windows Backup.
La funzione in italiano si chiamava Trasferisci informazioni su un nuovo PC ed era integrata proprio in Windows Backup. Metteva in comunicazione diretta due computer sulla stessa rete e si occupava di portare file, impostazioni e preferenze dal vecchio sistema a quello nuovo durante la configurazione iniziale. Nessun caricamento preventivo di centinaia di gigabyte nel cloud, nessuna chiavetta USB da usare come intermediario. Un’idea che ricordava in parte il vecchio Windows Easy Transfer.
Perché KB5124010 elimina il trasferimento diretto tra computer
Microsoft non lo spiega. Nelle note di KB5124010 non c’è traccia di una vulnerabilità, di problemi di integrità dei dati, di un utilizzo troppo basso o di un sostituto in arrivo. Zero indizi su un problema tecnico specifico. Restano però le limitazioni che la stessa azienda aveva documentato, e quelle raccontano qualcosa sulla posizione piuttosto scomoda che la funzione occupava dentro il sistema operativo.
Le condizioni erano parecchie. Il computer di partenza poteva avere Windows 10 oppure Windows 11, quello di arrivo doveva necessariamente eseguire Windows 11. Entrambi dovevano vedersi sulla stessa rete Wi-Fi o LAN e il supporto riguardava principalmente sistemi Intel e AMD. Sul nuovo PC serviva poi un account Microsoft privo di backup già esistenti, altrimenti scattava il normale ripristino.
Tutto girava attorno all’OOBE, la procedura che compare alla prima accensione. Due strade alternative: con un backup nel cloud si passava dal ripristino, senza backup si apriva la possibilità del trasferimento diretto. Il problema è che, una volta saltato o completato quel passaggio, non si poteva riaprire la procedura a piacimento. Per rivedere l’esperienza di migrazione poteva servire riportare il computer alla configurazione iniziale. Molto meno flessibile di un comune programma di trasferimento dati.
E comunque non era una clonazione. Venivano spostati i file personali presenti nelle cartelle e nelle unità locali, insieme a impostazioni come sfondo, temi e personalizzazione. Fuori dal pacchetto restavano:
- applicazioni installate
- file di sistema e cartelle come Program Files e ProgramData
- password e credenziali salvate
- file già archiviati in OneDrive
- dati su unità BitLocker ancora cifrate
Per le unità protette con BitLocker, Microsoft chiedeva addirittura di decrittografarle prima.
Windows Backup non fa lo stesso lavoro
L’alternativa indicata è Windows Backup, ma i due meccanismi lavorano in modo profondamente diverso. Il trasferimento diretto passava dalla rete locale, mentre Windows Backup si appoggia all’account Microsoft e a OneDrive. Desktop, Documenti, Immagini, Video e Musica vengono sincronizzati sul cloud, le impostazioni restano legate all’account e tornano al primo accesso sul nuovo dispositivo.
La differenza pratica si vede subito. Spostare 200 GB di fotografie e progetti su una LAN Gigabit era una cosa, farli passare da Internet è un’altra. L’account gratuito offre appena 5 GB di spazio OneDrive, quindi per quantità serie occorre spazio aggiuntivo, per esempio quello incluso negli abbonamenti Microsoft 365. Con un upload lento, molti dati da muovere o semplicemente la volontà di non archiviare nulla nel cloud, il cambio di approccio pesa.
Su altri fronti, però, Windows Backup è più generoso: memorizza preferenze di accessibilità, personalizzazione, preferenze linguistiche, varie impostazioni di Windows e persino reti Wi-Fi con relative password. Conserva anche l’elenco delle applicazioni installate, non i programmi veri e propri. Sul nuovo PC tornano i collegamenti, quelli del Microsoft Store si reinstallano, per il resto il sistema rimanda al web.
Le altre novità del pacchetto
KB5124010 tocca anche Esplora file. Il riquadro di anteprima dei file scaricati dal web cambia comportamento: per i documenti HTML compare un pulsante che permette di accettare il rischio e vedere comunque l’anteprima, mentre i file non HTML come i PDF possono tornare a essere mostrati direttamente. Esplora file ora ricorda quali sezioni della Home erano aperte o compresse e migliorano le miniature dei file sul cloud.
Interessante la modifica a WinRE, l’ambiente di ripristino, che può recuperare e riutilizzare i profili Wi-Fi già presenti nell’installazione normale di Windows. Strumenti come Quick Machine Recovery o le ricostruzioni tramite cloud si collegano così alla rete da soli, senza reinserire le credenziali. Attiva per impostazione predefinita, disattivabile dagli amministratori IT. Arrivano poi un plug in di gestione remota per WinRE rivolto ai fornitori MDM, nuove gesture per i touchpad di precisione e la possibilità di far comportare il tasto fisico Copilot come CTRL destro oppure come tasto del menu contestuale.








