Vai al contenuto
Offerte

Windows 11 dice no al Liquid Glass di Apple: ecco perché

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Windows 11 non avrà il Liquid Glass di Apple, e non è una questione di limiti tecnici. Mentre a Cupertino puntano tutto sugli effetti di trasparenza spinti, a Redmond preferiscono restare con i piedi per terra. La priorità va alla leggibilità, all’accessibilità e a una serie di cose che Microsoft ritiene semplicemente più urgenti. Insomma, chi sperava in un restyling vetroso del proprio desktop dovrà mettersi l’anima in pace, almeno per ora.

C’è una certa ironia in tutto questo. Perché l’effetto vetro Microsoft lo conosceva bene, e parecchio prima di Apple. Basta tornare indietro a Windows Vista, che già nel 2007 vestiva finestre e barra delle applicazioni con effetti traslucidi grazie ad Aero Glass. Riflessi, trasparenze, quel look da vetro smerigliato che ha definito la sua identità visiva. Eppure, a quasi vent’anni di distanza, il sistema attuale resta molto più sobrio. E non lascia nemmeno all’utente la libertà di accentuare la trasparenza dell’interfaccia come preferisce.

Da Aero Glass a Mica, il lungo dietrofront di Microsoft

Il punto è che Microsoft quella strada l’aveva già percorsa, per poi tornare indietro. L’estetica di Aero Glass venne abbandonata con Windows 8, salvo poi rivedere qualche timido ritorno con Acrylic su Windows 10 e infine con Mica sulla versione più recente. Niente a che vedere, però, con la direzione presa da Cupertino. Apple ha spinto tutto verso il Liquid Glass, mentre a Redmond hanno preferito frenare.

La questione è saltata fuori grazie a uno scambio di messaggi tra March Rogers, responsabile del design in Microsoft, e un utente che chiedeva una cosa piuttosto semplice: un cursore per regolare la trasparenza della barra delle applicazioni e del menu Start. La risposta di Rogers non lascia molto spazio all’immaginazione. Nessuna modifica immediata alle opzioni di trasparenza già presenti nel sistema. E fine della storia, almeno per adesso.

Curioso il caso dell’utente in questione, che sul suo desktop aveva già ottenuto quello che cercava usando Windhawk, uno strumento di terze parti. Vetro smerigliato bello marcato su menu Start, calendario e notifiche, con i testi che restavano perfettamente leggibili. Prova che la cosa si può fare, insomma. Ma altro è che Microsoft decida di integrarla ufficialmente.

Perché la trasparenza non è una priorità

Rogers ha spiegato che dietro un semplice cursore c’è molto di più di quanto sembri. Aggiungere un’opzione nelle Impostazioni significa valutare quanti utenti ne trarrebbero davvero beneficio, tenere conto dei vincoli di ergonomia e accessibilità e assicurarsi che il risultato sia coerente in ogni angolo del sistema. Non è roba da poco, insomma.

La porta non è chiusa a doppia mandata, sia chiaro. Ma il vetro smerigliato non figura tra le cose che tolgono il sonno a Redmond in questo momento. Microsoft peraltro tiene d’occhio quello che combinano gli sviluppatori indipendenti, proprio con progetti come Windhawk, lasciando che gli appassionati di personalizzazione facciano i loro esperimenti senza dover per forza portare tutto dentro il sistema fin da subito.

Le energie, per ora, vanno altrove. Windows 11 è ancora nel pieno della modernizzazione del menu Start, della barra delle applicazioni e di parecchie interfacce ereditate dal passato. Senza dimenticare il famoso regime dimagrante, quello pensato per alleggerire l’impatto sulla RAM. Con una lista di lavori del genere sul tavolo, un cursore per la trasparenza può tranquillamente aspettare il suo turno.

Condividi:
111 Condivisioni