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Le impostazioni audio di Windows 11 stanno per cambiare parecchio, e chi ancora si ritrova a scavare nel vecchio Pannello di controllo per sistemare un microfono o un paio di cuffie avrà finalmente vita più facile. Microsoft ha annunciato nelle scorse ore un pacchetto di novità piuttosto corposo dedicato proprio alla gestione del suono, già in distribuzione tra i tester del circuito Insider. Non si tratta di un ritocco cosmetico, ma di un altro passo di quella migrazione lenta e faticosa che dovrebbe, prima o poi, mandare in pensione il pannello ereditato dalle versioni storiche del sistema.
Il tutto rientra nell’iniziativa battezzata internamente K2, con cui il colosso di Redmond ha deciso di dedicare al proprio sistema operativo le attenzioni che merita, dopo anni di lamentele e critiche arrivate dagli utenti. Perché il punto, alla fine, è sempre lo stesso: due interfacce diverse per fare le stesse cose, una moderna e una vecchia di decenni, con l’utente costretto a indovinare quale delle due nasconde l’opzione giusta.
Cursori del volume ridisegnati e opzioni finalmente al posto giusto
Si parte dai cursori del volume, che nelle impostazioni dedicate al suono ricevono un design nuovo e soprattutto mostrano l’attività audio in tempo reale, per esempio durante la riproduzione di musica o di un video. Tradotto in pratica, si regola il volume e si vede subito l’effetto della modifica, senza dover andare a tentoni. Un dettaglio piccolo, certo, ma di quelli che si notano ogni singolo giorno.
Più interessante è quello che arriva dal Pannello di controllo. Diverse opzioni che fino a oggi erano sepolte lì dentro passano finalmente nelle impostazioni moderne. Si potrà configurare direttamente la modalità esclusiva dei dispositivi audio, attivare l’accelerazione hardware quando è supportata e impostare separatamente il dispositivo predefinito per le comunicazioni, cosa che chiunque usi cuffie diverse per le chiamate e per l’ascolto conosce bene.
C’è poi la gestione dei livelli audio adattivi, che abbassa automaticamente il volume degli altri contenuti quando il sistema rileva un’attività di comunicazione in corso. Funzione già esistente, ma finora nascosta in un angolo poco frequentato del sistema operativo.
Dispositivi audio riorganizzati e un aiuto in più da Phone Link
Anche la pagina che raccoglie tutti i dispositivi audio viene rimessa in ordine. L’idea è rendere immediatamente riconoscibile la differenza tra periferiche di input e di output, permettere di cambiare al volo quelle predefinite e decidere se mostrare o meno i dispositivi disabilitati, scollegati o non connessi. Chi lavora con schede audio esterne, microfoni USB e interfacce varie sa quanto quella lista possa diventare un caos.
Le proprietà dei singoli dispositivi, inoltre, indicheranno anche se serve o meno un jack per il collegamento. Informazione banale in apparenza, utile quando si ha a che fare con configurazioni miste tra porte fisiche e connessioni wireless.
L’ultima novità riguarda invece Phone Link e l’integrazione tra computer e smartphone. Passando con il mouse sulla barra delle applicazioni, sopra un’app aperta all’interno di una finestra di Phone Link, il sistema suggerirà di scaricare la versione nativa per Windows di quella stessa app, se esiste, così da proseguire l’attività direttamente sul PC. Una scorciatoia pensata per chi usa lo specchio del telefono più per abitudine che per necessità reale, quando magari sul desktop esiste già un’alternativa più comoda.
Tutte queste modifiche, va ricordato, sono per ora riservate ai partecipanti al programma Insider, il canale con cui Microsoft testa le funzioni prima del rilascio generale. Il percorso verso l’abbandono definitivo del Pannello di controllo continua quindi un pezzo alla volta, con il comparto audio che diventa uno dei capitoli meglio curati di questo trasloco.








