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Il debutto del DLSS 5 sulle schede grafiche RTX 50 si sta rivelando molto meno trionfale di quanto Nvidia avesse immaginato, perché i primi test indipendenti raccontano una storia curiosa: la nuova tecnologia fa scendere il numero di fotogrammi al secondo invece di aumentarlo. Il tutto mentre la GPU consuma più corrente. Un ribaltamento completo della logica con cui il Deep Learning Super Sampling era nato, e la cosa non è passata inosservata tra i giocatori.
La novità che caratterizza questa generazione è il rendering neurale guidato dal 3D, una tecnica che lavora direttamente sulla GPU e usa l’intelligenza artificiale per rielaborare le immagini, con l’obiettivo di renderle più realistiche. Sulla carta suona bene. Nella pratica, la comunità si è spaccata in due: da un lato chi parla di un passo concreto verso il fotorealismo nei videogiochi, dall’altro chi tira in ballo l’AI slop e accusa Nvidia di stravolgere la direzione artistica pensata dagli sviluppatori. A questo si aggiunge ora la questione più concreta di tutte, quella delle prestazioni.
I test sulla RTX 5090 raccontano un calo netto
Vale la pena ricordare cosa faceva il DLSS fin dalle origini: permetteva alla scheda video di calcolare l’immagine a una risoluzione più bassa rispetto a quella finale, ricostruendo poi il resto con vari artifici. Risultato, più fluidità a parità di dettaglio grafico oppure dettagli più spinti senza perdere fotogrammi. Con il DLSS 5 il meccanismo cambia perché l’intervento avviene sulla parte grafica vera e propria, e questo si traduce in un calo delle prestazioni.
Le misurazioni sono state effettuate con una RTX 5090 Founders Edition, con uscita in 4K, ingresso a 1920 x 1080p, nessuna generazione di fotogrammi attiva e parametri di rasterizzazione e ray tracing (o path tracing dove disponibile) portati al massimo. Al momento l’unico titolo ufficialmente compatibile è NBA 2K27, così per allargare il campo di prova è stato usato OptiScaler, lo strumento che forza l’attivazione di tecnologie come DLSS, FSR o XeSS su configurazioni normalmente non supportate.
Su Cyberpunk 2077 la scheda produce in media 88,3 fotogrammi al secondo con il DLSS disattivato. Accendendolo si scende a 51,3, quindi sotto la soglia dei 60. Nel frattempo il consumo passa da 482 a 551 W. Detto in modo diretto: più energia bruciata per un’immagine meno fluida. Su Hogwarts Legacy il divario è ancora più marcato, con 121,1 fotogrammi al secondo di media senza DLSS e 62,8 con il DLSS 5 attivo, praticamente la metà. Anche qui il consumo sale, da 417 a 547 W.
Il caso Control e il timore per le RTX 40
L’ultima prova è arrivata su Control, che resta un punto di riferimento quando si parla di ray tracing. La GPU consumer più potente del catalogo Nvidia, nella versione non personalizzata da produttori terzi, arriva a 87,5 fotogrammi al secondo sul titolo di Remedy. Con il DLSS 5 in funzione ci si deve accontentare di 50,9. Il consumo, in questo caso, cresce poco, da 563 a 575 W, ma solo perché la Founders Edition è tarata proprio su quel limite. La scheda, insomma, ha già dato tutto quello che poteva dare.
Un dettaglio importante: il supporto ufficiale dovrebbe garantire risultati migliori rispetto all’attivazione forzata via OptiScaler, però il margine di differenza si preannuncia contenuto. E qui arriva la parte che preoccupa di più, perché Nvidia ha già confermato che il DLSS 5 arriverà anche sulle RTX 40, schede dotate di un NPU meno potente. L’impatto sulle prestazioni, in quel caso, rischia di essere ancora più pesante. La speranza è che una serie di ottimizzazioni successive riesca a raddrizzare la situazione e a rendere il rendering neurale meno esoso. Fino a quel momento, tenere spento il DLSS 5 sembra la scelta più sensata per chi cerca fluidità.








