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Chi passa buona parte della giornata dentro WhatsApp potrebbe presto trovarsi tra le mani uno strumento in più, pensato per chi si ritrova sempre con la stessa scocciatura: una foto orizzontale che, caricata negli Stati, lascia due bande vuote sopra e sotto. L’app di Meta sta infatti lavorando a una funzione basata sull’intelligenza artificiale capace di espandere le immagini fino al formato 9:16, quello verticale che riempie tutto lo schermo dello smartphone. Non un ritaglio, non uno stiramento forzato, ma la generazione vera e propria di porzioni nuove attorno ai bordi della fotografia.
Il lavoro è in corso sulla versione Android e a occuparsi della parte pesante sarà Meta AI, che analizzerà il contenuto dello scatto e proverà a ricostruire ciò che sta intorno. L’immagine originale resta intatta, senza deformazioni, mentre ai lati compare materiale generato dall’algoritmo. La novità è stata individuata nella beta per Android 2.26.33.2, anche se al momento non risulta attiva nemmeno per chi partecipa al programma di test.
Come funzionerà l’espansione delle foto
Il percorso, almeno sulla carta, sarà piuttosto lineare. Basterà aprire una fotografia nell’editor di disegno di WhatsApp, lo stesso ambiente già usato per ritagliare, aggiungere testo o applicare filtri, e spostarsi nella sezione dedicata agli strumenti di modifica. Lì dovrebbe comparire una voce inedita, quella per l’espansione dell’immagine. Un tocco, qualche secondo di attesa, e sullo schermo apparirà la versione riadattata con proporzioni 9:16, pronta per essere condivisa oppure rielaborata ancora una volta se il risultato non convince.
L’idea di fondo è togliere di mezzo il passaggio attraverso applicazioni di terze parti. Fino a oggi, per adattare una foto quadrata o panoramica al verticale pieno, serviva un editor esterno o ci si rassegnava a tagliare via mezza scena. Con questa funzione IA integrata, il tutto resta dentro l’app, senza esportazioni, senza rimbalzi tra un software e l’altro.
Perché il formato verticale conta così tanto negli Stati
Il beneficio più evidente riguarda proprio gli Stati di WhatsApp, dove il 9:16 rappresenta lo standard di fatto. Un’immagine orizzontale, in quel contesto, o viene circondata da spazi vuoti oppure subisce un ritaglio che sacrifica parte della composizione. Volti tagliati, dettagli persi, inquadrature rovinate. L’intelligenza artificiale interviene esattamente su questo punto, aggiungendo elementi che dovrebbero risultare coerenti con la scena originale. La qualità del risultato, però, non sarà uniforme. Dipenderà dalla quantità di informazioni presenti nello scatto di partenza: più contesto c’è, più l’algoritmo avrà materiale su cui lavorare per immaginare cosa ci sia oltre il bordo. Uno sfondo semplice e uniforme si presta bene, una scena affollata e complessa molto meno.
Chat, Stati e tempi di arrivo
Lo sviluppo procede su entrambi i fronti, sia per le conversazioni normali sia per gli Stati, anche se non è escluso che il debutto avvenga inizialmente solo in quest’ultima sezione. Una distribuzione graduale, insomma, come accade spesso con le novità di Meta, che tende a testare le funzioni su un bacino ristretto prima di allargare il raggio.
Sul calendario del rilascio pubblico, invece, nessuna indicazione. Non sono note né la data né le aree geografiche che potranno contare per prime sullo strumento. Il fatto che la voce non sia ancora accessibile ai beta tester suggerisce che il lavoro sia in una fase piuttosto iniziale, con margini di modifica ancora ampi.
Nel frattempo lo stesso WhatsApp risulta impegnato su un altro fronte, sempre lato Android, con interventi previsti sulla gestione dei sondaggi.









