In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Chi passa buona parte della giornata dentro le chat di gruppo lo sa bene, ci sono messaggi che vanno letti subito e altri che possono aspettare. Proprio per questo l’arrivo del nuovo tag @tutti su WhatsApp promette di cambiare parecchio le abitudini, nel bene e forse anche nel male. L’app di messaggistica ha infatti annunciato una serie di novità pensate per rendere la comunicazione più diretta, e questa in particolare farà discutere.
Come funziona il nuovo tag @tutti su WhatsApp
L’idea è semplice, quasi banale nella sua utilità. Basta scrivere @tutti (oppure @all nella versione inglese) e in un colpo solo vengono menzionati tutti i partecipanti del gruppo. Niente più liste infinite di nomi da citare uno per uno quando c’è da avvisare l’intera comitiva. La differenza rispetto a un messaggio normale sta tutta qui, il tag genera una notifica anche quando la chat è silenziata.
Pensiamo a un cambio d’orario improvviso per una cena, a una scadenza che incombe, a una comunicazione scolastica dell’ultimo minuto. In questi casi avere la certezza che il messaggio arrivi a tutti, forte e chiaro, fa comodo. Chi però teme di venire sommerso da avvisi indesiderati può stare tranquillo, perché resta possibile disattivare le notifiche generate dal tag, gruppo per gruppo. C’è poi un limite pensato per i gruppi più affollati, quelli con oltre 32 partecipanti. Lì solo gli amministratori potranno usare il tag, così da evitare che qualcuno lo sfrutti a sproposito riempiendo di notifiche decine di persone.
I sondaggi diventano più flessibili
Oltre al tag, arrivano diverse rifiniture sui sondaggi, uno strumento ormai usatissimo per mettersi d’accordo su qualsiasi cosa. La prima novità riguarda la possibilità di impostare una data e un orario di chiusura automatica. In pratica, una volta raggiunta la scadenza stabilita le votazioni si bloccano da sole, senza dover intervenire a mano.
C’è poi un’opzione che farà piacere a chi preferisce non esporsi troppo. Ora si possono nascondere i nomi dei votanti, così da garantire una partecipazione più discreta senza rendere pubbliche le preferenze di ciascuno. Utile quando la domanda tocca argomenti un po’ delicati, o semplicemente quando si vuole votare in tranquillità.
Infine un ritocco che salverà più di qualcuno dai classici errori di battitura. Chi crea un sondaggio potrà modificare la domanda fino a 15 minuti dopo la pubblicazione. Un margine di tempo sufficiente per correggere un refuso, chiarire meglio un punto o sistemare una formulazione poco felice, senza dover cancellare tutto e ricominciare da capo. Piccoli aggiustamenti, certo, ma di quelli che nell’uso quotidiano si fanno sentire.









