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Volkswagen Mission Efficiency: 6,89 kWh per 100 km e 3 record

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Sulla base della ID. Polo, Volkswagen ha costruito un prototipo chiamato Mission Efficiency che ha appena messo in fila tre record di efficienza energetica, e il dato più clamoroso riguarda i consumi: 6,89 kWh ogni 100 chilometri, cioè meno di quanto serva a molti scooter elettrici per fare lo stesso percorso. Per anni il marchio di Wolfsburg è stato sinonimo di auto razionali, vendute a milioni, capaci di piacere un po’ a tutti senza troppi fronzoli. Eppure la voglia di sperimentare non si è mai spenta, e questo esercizio di stile lo dimostra bene. Chi ha buona memoria ci ritrova lo spirito della XL1, quella specie di navicella prodotta in appena 200 esemplari che puntava a consumare meno di un litro di gasolio ogni 100 chilometri. Stesso obiettivo, mondo diverso: oggi si gioca tutto sulla batteria.

Un coefficiente aerodinamico mai visto su un’auto stradale

Il numero che fa girare la testa agli ingegneri è 0,158 Cx. Nessuna vettura omologata per la circolazione su strada era mai scesa così in basso, almeno finora. E la cosa interessante è che il risultato non arriva da trucchi impraticabili nella vita reale. La Volkswagen Mission Efficiency conserva perfino gli specchietti retrovisori tradizionali ereditati dalla ID. Polo, rinunciando alle telecamere esterne che altri modelli votati all’aerodinamica adottano ormai per abitudine.

La carrozzeria è lunga 4,78 metri ed è stata modellata come una goccia d’acqua. Frontale, sottoscocca e ruote sono stati rivisti uno per uno per limitare le turbolenze. I tergicristalli spariscono sotto il cofano, le maniglie delle porte rientrano nella fiancata. Ogni dettaglio serve a tagliare l’aria nel modo più pulito possibile, e i risultati si vedono.

I numeri dei tre primati

Oltre al record aerodinamico, Volkswagen mette sul tavolo un consumo di appena 6,89 kWh/100 km, perdite di ricarica escluse, registrato lungo una percorrenza di 1.278 chilometri su strade aperte al traffico. Velocità media 67,7 km/h, con punte fino a 138 km/h. Quindi non un test da laboratorio a passo d’uomo, ma un utilizzo verosimile.

In condizioni ideali il valore è sceso ancora, fino a 6,48 kWh/100 km, uno dei migliori risultati mai ottenuti da un veicolo elettrico. Il dato omologato secondo il ciclo WLTP si ferma a 8,4 kWh/100 km, che resta comunque un riferimento assoluto nel panorama delle auto a batteria.

Sotto la scocca c’è roba destinata alla produzione di serie, non pezzi unici. La base è la piattaforma MEB+, la stessa che darà vita alla futura ID. Polo. Il motore elettrico eroga 99 kW, ovvero 135 CV, mentre la batteria NMC ha una capacità netta di 54,9 kWh. Con consumi del genere l’autonomia teorica va ben oltre quella delle compatte elettriche oggi in vendita. La velocità massima è di 160 km/h, lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 9 secondi e la ricarica rapida in corrente continua tocca i 105 kW.

Un concept che pensa già all’uso di tutti i giorni

Qui sta la differenza rispetto a tanti prototipi da salone. Il Mission Efficiency è stato pensato anche per essere usato davvero: Volkswagen precisa che rispetta i requisiti di sicurezza e che ha superato prove di stabilità e comportamento dinamico. Sul tetto trova posto un pannello solare che al momento alimenta i sistemi di bordo, ma che in prospettiva potrebbe dare una mano anche alla ricarica della batteria. Sparsi lungo la carrozzeria ci sono poi diversi vani portaoggetti.

Il bagagliaio dichiara 481 litri, ai quali se ne aggiungono altri 120 nel vano inferiore. Abbattendo gli schienali posteriori si arriva a 1.090 litri complessivi. Per ora resta un laboratorio su ruote, però il messaggio della casa tedesca è piuttosto diretto: l’autonomia di un’auto elettrica non cresce solo infilando dentro batterie più grandi e pesanti, a volte basta farla passare attraverso l’aria nel modo più intelligente possibile.

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