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Il primo Virtua Fighter ritrova spazio sugli schermi di oggi grazie a un port non ufficiale per PC realizzato dai fan e già disponibile al download. Il progetto punta a conservare l’aspetto e le sensazioni della versione da sala giochi, ma accanto alla riproduzione dell’originale mette sul tavolo una serie di impostazioni che il vecchio cabinato non ha mai offerto ai giocatori. Il pezzo di storia resta quello, insomma, solo vestito in modo più adatto ai monitor moderni.
La novità che salta subito all’occhio riguarda la qualità dell’immagine. Il port consente di aumentarla fino a sei volte e arriva a supportare risoluzioni fino al 4K. I modelli dei lottatori però non cambiano natura e mantengono il loro inconfondibile stile low poly, con quelle forme spigolose che hanno reso riconoscibile il gioco fin dal primo sguardo. Sugli schermi attuali il risultato appare semplicemente più nitido, perché il lavoro si concentra sulla resa dei poligoni originali senza stravolgere l’identità visiva del picchiaduro.
Più spazio sullo schermo e una grafica più fluida
Anche l’inquadratura attorno ai combattenti si allarga. Il supporto ai formati widescreen e ultrawide permette infatti di mostrare una porzione più ampia degli scenari e dei cieli ai lati della scena. Le arene di Virtua Fighter possono così adattarsi a schermi con proporzioni diverse da quelle previste in sala giochi, lasciando intravedere più elementi ai margini dello scontro. Un dettaglio che a prima vista sembra secondario ma che cambia parecchio la percezione dell’ambiente.
Tra le opzioni video compaiono poi il supporto fino a 120 fotogrammi al secondo e l’antialiasing. Sono aggiunte che vanno di pari passo con l’aumento della risoluzione, dato che il progetto consente di intervenire tanto sulla fluidità quanto sui bordi delle figure. Si tratta di due aspetti della presentazione che sul sistema arcade dipendevano interamente dalle caratteristiche dell’hardware dell’epoca e che ora diventano invece regolabili a piacimento.
La conversione introduce inoltre un menu delle opzioni dedicato, da cui gestire le impostazioni dello schermo, dei controlli e dell’audio. Proprio sul fronte sonoro sono previste regolazioni separate per musica ed effetti. Chi preferisce dare più peso ai colpi e ai rumori dei combattimenti può quindi gestirli in modo indipendente rispetto all’accompagnamento musicale, direttamente dalle impostazioni del gioco e senza passaggi complicati.
Il confronto con MAME e gli altri classici arcade su PC
Il paragone tecnico più interessante chiama in causa MAME, il celebre emulatore. Nelle sue versioni più datate l’emulazione del titolo soffriva di diversi glitch, mentre questo port viene presentato come una riproduzione fedele dell’arcade del tutto priva di quei difetti. A sostegno del lavoro è stato diffuso anche un filmato dimostrativo con scene comparative, che mostra il risultato della conversione e mette in evidenza le differenze nella resa delle immagini.
Il tempismo ha qualcosa di curioso. Mentre il futuro della serie passa da Virtua Fighter 6, gli appassionati scelgono di recuperare il punto di partenza di tutto, quel capitolo che ha dato il via alla saga. E il fenomeno non è isolato, perché questa iniziativa si affianca ad altri port non ufficiali di grandi classici da sala giochi come Rave Racer e Time Crisis, già arrivati su PC grazie a progetti dedicati. Il download di Virtua Fighter è disponibile sulla pagina ufficiale del progetto.
Fonte: TecnoAndroid








