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Trent’anni dopo aver scritto il Task Manager di Windows, Dave Plummer riprende in mano la stessa idea e la trasforma in qualcosa di completamente nuovo. Il progetto si chiama TMOG, acronimo di Task Manager OG, e non si limita a mostrare quanto il computer stia lavorando. Vuole far capire quale processo o quale sottosistema stia provocando rallentamenti, ventole al massimo, consumi anomali o picchi improvvisi.
La storia parte dalla prima metà degli anni Novanta, quando Plummer sviluppò l’antenato dell’attuale strumento come progetto personale. Fu Dave Cutler, figura chiave nello sviluppo di Windows NT, a favorirne l’ingresso nel codice Microsoft, e il programma arrivò agli utenti con Windows NT 4.0 nel 1996. Pesava poche decine di kilobyte e nasceva con un requisito che ancora oggi resta fondamentale per un monitor di sistema, cioè continuare a funzionare anche quando il resto del computer manifesta problemi evidenti.
Tutto in una schermata e niente zeri inventati
Il nuovo software raccoglie in un’unica scheda chiamata Summary l’attività della CPU, i processi più pesanti, memoria, dischi, rete e le altre metriche disponibili sulla macchina. Task Manager e Monitoraggio risorse restano strumenti validi, ma costringono spesso a mettere insieme informazioni sparse su schede diverse. Qui l’obiettivo è rispondere a una domanda molto pratica, ovvero perché il PC sia diventato lento proprio adesso. La sezione Processes consente di ordinare e filtrare la gerarchia dei processi confrontando CPU, memoria, disco, rete ed energia, anche se il comodo trucco del tasto CTRL per ora non funziona.
Le pagine dedicate all’hardware scavano più a fondo. Sul processore TMOG distingue i processori logici e separa Performance Core ed Efficiency Core quando l’architettura li espone, e mostra come CPU e RAM sono organizzate nei diversi nodi NUMA, una funzione utile soprattutto su workstation e server. C’è poi un’attenzione particolare all’identità dei processi. Siccome un PID da solo non è un identificatore permanente, il programma lo associa alle informazioni sulla creazione del processo, così da ridurre il rischio che un’azione finisca su un processo diverso che nel frattempo ha ottenuto lo stesso numero.
Plummer insiste anche su una distinzione che nei programmi di monitoraggio passa spesso inosservata, perché zero e dato non disponibile non significano la stessa cosa. Se un sensore non fornisce una misura il software non la rimpiazza con uno zero apparentemente plausibile, e se il flusso dei campioni si interrompe il grafico mostra un intervallo vuoto invece di interpolare l’andamento. Una GPU indicata a 0 W sembra non consumare energia, mentre una GPU di cui non si riesce a leggere il consumo rappresenta una situazione del tutto diversa.
Tre applicazioni native e il Flight Recorder
La scelta architetturale è netta. Niente interfaccia web pesante racchiusa in Electron o in una WebView. Alla base c’è un motore comune scritto in C++20 che gestisce misure, modelli, serializzazione e significato delle metriche, e sopra girano tre interfacce native, visto che il programma funziona su Windows, macOS e Linux. Su Windows usa C++ e Win32, richiede Windows 11 ed è disponibile per x64 e ARM64 come installer o archivio ZIP portabile. Su Mac sfrutta Swift e AppKit, chiede macOS 14 o successivo e supporta sia Apple Silicon sia Intel, con app firmata e notarizzata. La versione Linux si appoggia a C++ e Qt 6, supporta X11 e Wayland e arriva come AppImage, DEB e tar.gz per x64 e ARM64. Servono almeno glibc 2.35 e libstdc++ 12, mentre DEB e tar.gz richiedono Qt 6.4 o successivo installato. Ubuntu 22.04 e Debian 12 sono compatibili, alcune distribuzioni basate su RHEL 9 invece no, e su Ubuntu 22.04 la strada più semplice resta AppImage.
Il pezzo forte però è il Flight Recorder. Il limite classico di chi deve diagnosticare un PC è temporale, perché quando si apre il monitor il rallentamento è già finito, che si tratti di una CPU satura per 30 secondi, di un’unità di memorizzazione al 100% o di un picco termico della GPU. Questa funzione registra la telemetria e permette di scorrere la sequenza avanti e indietro, salvando le sessioni nel formato .tmogtrace che si riapre su tutte e tre le piattaforme. Se il computer rallenta ogni tanto basta lasciare attiva la registrazione, attendere che il fenomeno si ripresenti, fermare la cattura e analizzare la finestra temporale precedente.
Lo strumento non pretende di sostituire il Task Manager integrato nel sistema né programmi specialistici come Process Explorer. Il Flight Recorder è utilizzabile soltanto acquistando una licenza TMOG Pro con pagamento una tantum.
Fonte: TecnoAndroid








