In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Slitta di qualche mese il ritorno in volo di Virgin Galactic, che ha fissato a febbraio 2027 l’entrata in servizio commerciale del nuovo spazioplano di classe Delta. La tabella precedente parlava del quarto trimestre 2026, ma serve tempo in più per chiudere l’installazione di avionica e sistemi di bordo e poi passare ai test. Nel frattempo l’azienda fondata da Richard Branson ha coinvolto clienti e dipendenti in una votazione per battezzare il veicolo, con quattro nomi rimasti in gara.
La sostanza del rinvio è tutta nei dettagli tecnici. I componenti vanno montati, verificati, provati a terra e infine in volo, e la fase di test dovrebbe cominciare in ottobre. Il CEO Michael Colglazier ha spiegato che la prima navicella dovrebbe entrare in servizio commerciale nel febbraio 2027 anziché nel quarto trimestre del 2026, proprio per avere più margine sul completamento dell’avionica e dei sistemi. La seconda unità, secondo i piani, si aggiungerà alla flotta nel marzo 2027.
Dal ritiro di SpaceShipTwo al nuovo spazioplano
Per capire dove si trova Virgin Galactic oggi conviene tornare al 29 giugno 2023, data della missione Galactic 01, la prima con passeggeri paganti a bordo. Lo spazioplano SpaceShipTwo di classe Unity portò cinque persone a circa 85 chilometri di altitudine, aprendo ufficialmente la fase commerciale. Dopo altre sei missioni il veicolo è stato ritirato all’inizio di giugno 2024, e il volo di fine maggio 2026 aveva finalità di solo addestramento.
Nel mezzo c’è stata anche una scelta industriale netta. Erano previsti due esemplari di SpaceShip III, battezzati VSS Imagine e VSS Inspire, ma lo sviluppo è stato fermato per concentrare risorse e ingegneri sul primo veicolo di classe Delta. La capacità di trasporto resta la stessa, fino a sei passeggeri, mentre cambia il ritmo operativo: grazie a procedure di manutenzione semplificate il nuovo spazioplano dovrebbe sostenere fino a 12 voli al mese, un numero che con Unity era impensabile.
Biglietti venduti, spazioporti e il nome da scegliere
Sul fronte commerciale i conti sembrano tenere. Colglazier ha comunicato che sono già stati venduti oltre 50 biglietti da circa 650.000 euro ciascuno a futuri turisti spaziali, cifra che dà l’idea di quale sia il pubblico a cui guarda l’azienda. Nessun ribasso all’orizzonte, nessuna promessa di voli di massa a breve termine, la scommessa resta su una nicchia disposta a pagare per pochi minuti oltre la soglia dello spazio.
Le partenze continueranno ad avvenire dallo Spaceport America, in New Mexico, base storica delle operazioni. In prospettiva però si guarda anche all’Europa, con la possibilità che alcune missioni decollino dallo spazioporto di Grottaglie, in Puglia, ipotesi che circola da tempo e che tornerebbe utile per allargare il raggio d’azione della flotta.
C’è poi la parte più leggera della vicenda, quella del nome. Fino al 27 agosto dipendenti e clienti possono votare per decidere come si chiamerà il primo spazioplano di classe Delta. Le proposte iniziali erano 276, poi ridotte a quattro finaliste: Horizon, Explorer, Ascend e Apeiron. Una scelta simbolica, certo, ma che serve anche a tenere calda la community di chi ha già acquistato un posto e attende da anni di salire a bordo.
Il calendario, quindi, si allunga ancora una volta. Test di volo da ottobre, primo servizio commerciale a febbraio 2027, secondo veicolo operativo il mese successivo. Con due navicelle in linea e una manutenzione più snella, Virgin Galactic punta a trasformare quello che finora è stato un programma a singhiozzo in un’attività con una cadenza regolare di voli suborbitali.










