Una notizia che fa rumore nel campo dell’oncologia: daraxonrasib, farmaco sperimentale sviluppato dall’azienda statunitense Revolution Medicines, ha mostrato risultati preliminari davvero notevoli nel trattamento del tumore del pancreas. Lo studio clinico di fase III, denominato RaSolute 302, ha evidenziato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti nella sopravvivenza dei pazienti affetti da adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico (Pdac), che resta una delle neoplasie con la prognosi più sfavorevole in assoluto.
Il tumore del pancreas, vale la pena ricordarlo, è tra le forme tumorali più aggressive e con i peggiori tassi di sopravvivenza. Si tratta anche del tumore più frequentemente dipendente dal sistema Ras. Oltre il 90% dei pazienti presenta mutazioni nelle proteine Ras. I primi farmaci a bersaglio molecolare approvati negli ultimi anni, pur essendo in grado di bloccare l’azione degli oncogeni che codificano queste proteine, hanno un’efficacia limitata perché le cellule tumorali riescono in poco tempo a sviluppare resistenza. Un altro passo avanti significativo è arrivato dai ricercatori della Northwestern University. Essi in uno studio clinico randomizzato di fase 2, pubblicato su Nature Medicine, hanno dimostrato come i pazienti trattati con il farmaco sperimentale elraglusib in aggiunta alla chemioterapia abbiano avuto il doppio delle probabilità di essere ancora in vita dopo un anno, rispetto a chi aveva ricevuto solo la chemioterapia.
Tumore del pancreas, i risultati dello studio di fase III su daraxonrasib
Nello studio clinico di fase III sono stati arruolati 501 pazienti con carcinoma pancreatico duttale metastatico già precedentemente trattati. I partecipanti sono stati randomizzati per ricevere daraxonrasib per via orale una volta al giorno oppure chemioterapia endovenosa. I numeri parlano piuttosto chiaro. Daraxonrasib ha portato a una sopravvivenza globale mediana di 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi della chemioterapia. Praticamente il doppio. Il farmaco, inoltre, è stato ben tollerato, con un profilo di sicurezza definito gestibile dai ricercatori.
Brian M. Wolpin, autore dello studio, ha commentato così: “I risultati indicano che daraxonrasib rappresenta un passo avanti chiaro e significativo per i pazienti con tumore al pancreas che hanno manifestato una progressione della malattia dopo precedenti trattamenti, in genere la chemioterapia. Credo che questo nuovo approccio rappresenti un progresso molto importante per il settore, destinato a cambiare la pratica clinica dei medici e a migliorare l’assistenza ai pazienti con tumore al pancreas metastatico precedentemente trattato”.
Come funziona daraxonrasib e cosa succede adesso
Daraxonrasib è un farmaco orale progettato per colpire i tumori causati da un’ampia gamma di mutazioni Ras comuni. Non agisce solo sull’adenocarcinoma duttale pancreatico, ma potenzialmente anche sul carcinoma polmonare non a piccole cellule e sul carcinoma del colon retto. Il suo meccanismo d’azione consiste nel sopprimere direttamente la segnalazione Ras, alla base della proliferazione tumorale in questi casi.
Sulla base di questi risultati, Revolution Medicines intende presentare i dati alle autorità regolatorie globali, inclusa la statunitense Food and Drug Administration, per avviare una futura domanda di autorizzazione all’immissione in commercio. L’amministratore delegato Mark A. Goldsmith ha dichiarato: “Daraxonrasib, in quanto farmaco mirato, ha determinato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma pancreatico metastatico precedentemente trattato, rispetto alla chemioterapia standard. Questi risultati rappresentano un progresso potenzialmente rivoluzionario per i pazienti e sottolineano il potenziale di daraxonrasib di ridefinire il panorama terapeutico. Stiamo procedendo con urgenza verso le richieste di autorizzazione regolatoria a livello globale”.