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Truffa SMS multe: falsi ACI e Polizia di Stato puntano alla carta

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Una nuova ondata di truffe via SMS sta colpendo gli utenti italiani in questi giorni, e il meccanismo è tanto semplice quanto insidioso. I messaggi annunciano il pagamento di presunte multe e il mittente si presenta come ACI oppure come Polizia di Stato. Dentro c’è sempre un collegamento da aprire, ed è proprio lì che si nasconde il pericolo. Cliccare è assolutamente da evitare.

Il fenomeno ha un nome preciso, smishing, nato dalla fusione tra SMS e phishing. Purtroppo i tentativi di raggiro telefonici non si fermano mai e i malintenzionati continuano a sfruttare enti noti e rassicuranti per convincere le persone a saldare una violazione che in realtà non esiste.

Come funziona il raggiro che sfrutta il nome di ACI

Secondo quanto segnalato dall’Automobile Club d’Italia, la campagna fraudolenta utilizza nome, logo e grafiche dell’ente per spingere i destinatari a pagare una sanzione da 150 euro per una presunta infrazione al Codice della strada. Testo e cifra possono cambiare leggermente da un messaggio all’altro, ma lo schema resta identico. La vittima riceve la notifica della violazione insieme a un link per procedere al pagamento.

Quel collegamento porta a un sito contraffatto che chiede di inserire i propri dati personali. Si parte da nome, cognome e targa del veicolo per arrivare infine ai dati della carta di pagamento, che rappresentano il vero obiettivo dei truffatori.

Tra le varianti in circolazione compare anche la Polizia di Stato. In questo caso il messaggio parla di una multa da 17 euro, in diversi casi legata al Grande Raccordo Anulare, da versare entro la giornata. Per mettere ancora più pressione sul destinatario il testo minaccia una sanzione molto più pesante, pari a 291 euro, oltre alla perdita di punti della patente se il pagamento non arriva in tempo. A rendere tutto più credibile ci pensa l’indirizzo in fondo all’SMS, che imita quello ufficiale delle forze dell’ordine: il link fasullo è poliziadistato.info/it mentre il portale autentico è www.poliziadistato.it.

Lo scenario ricorda da vicino un episodio già emerso il mese scorso. Anche allora si parlava di sanzioni stradali da saldare e lo scopo era sempre lo stesso, cioè sottrarre informazioni personali e credenziali di pagamento.

Perché il messaggio fa leva sull’urgenza e cosa fare

Il rischio non dipende dal sistema operativo dello smartphone. “Su Android come su iPhone il rischio è lo stesso: non c’è nessuna app da installare, il danno parte dal link. Se un SMS vi chiede di pagare qualcosa entro oggi, non cliccate e verificate dal sito o dall’app ufficiale”, ha spiegato Canio Campaniello, fondatore di Hackita. Alla base della truffa c’è infatti una tecnica di ingegneria sociale costruita sull’urgenza e sulla paura di conseguenze economiche e amministrative. L’idea è spingere chi legge ad agire d’impulso senza controllare l’autenticità della comunicazione.

La regola più importante è non toccare mai collegamenti sospetti e non inserire alcun dato personale o bancario. L’esistenza di una sanzione reale va sempre verificata attraverso i canali ufficiali dell’ente competente, raggiungendolo in autonomia e senza passare dai link ricevuti per messaggio. Chi avesse già digitato i dati della propria carta dovrebbe contattare subito la banca, sempre tramite i canali ufficiali, per valutarne il blocco.

Per segnalare comunicazioni sospette o chiarire eventuali dubbi è possibile inoltrare il messaggio originale alla casella di posta dedicata al malware del CERT AGID, conservando possibilmente il testo completo dell’SMS e il collegamento ricevuto.

Fonte: TecnoAndroid

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