Bastano sei secondi per capire se una persona è adatta a lavorare in fabbrica, almeno secondo Toyota. Il colosso giapponese ha messo a punto un test di coordinazione occhio mano che negli ultimi tempi è diventato virale, proprio perché sembra facilissimo da superare. Peccato che l’apparenza inganni, e non poco.
I colloqui di lavoro sono cambiati parecchio. La classica domanda del “perché vuoi lavorare da noi” ormai suona quasi antica. Soprattutto nei settori della finanza, della consulenza e della tecnologia, chi si candida viene messo alla prova con casi pratici, esercizi pensati per capire come ragiona una persona e come reagisce quando la pressione sale. Toyota fa parte di questo gruppo di aziende che amano vedere i candidati all’opera, senza troppi giri di parole.
Toyota: secondi per completare la sfida
Il test più chiacchierato si chiama Rope Twist ed è uno degli strumenti di allenamento “dojo” che Toyota usa con chi vuole entrare nei suoi stabilimenti. In pratica bisogna avvolgere una corda attorno a sei pioli fissati alla parete, seguendo l’ordine e la direzione giusti, il tutto in meno di sei secondi. Detto così sembra un gioco da bambini, ma provateci sotto cronometro e la storia cambia in fretta.
Non è l’unica prova nel repertorio della casa giapponese. C’è anche la sfida “gira e posiziona”, che punta tutto su memoria e coordinazione. Chi lavora già in azienda e chi si candida deve usare entrambe le mani per ruotare dieci coppie di piccoli dischi, simili a quelli da hockey, ovviamente entro un tempo prestabilito. Una persona qualunque ci mette circa 20 secondi. Un dipendente medio di uno stabilimento Toyota lo fa in 14.
Precisione e ritmo, il vero segreto della fabbrica
Queste tecniche servono a due cose insieme, preparare gli operai già in forza e selezionare i nuovi. L’obiettivo è misurare qualcosa di preciso, cioè precisione, ritmo costante, ergonomia e attenzione al dettaglio quando il tempo stringe. Non conta solo essere veloci, conta esserlo bene.
L’azienda valuta la destrezza manuale anche con altri esercizi. Il passaggio di pioli o bulloni usando tutte e due le mani, il montaggio di pezzi minuscoli in un ordine specifico e con un limite di tempo, i simulatori di linea, la gestione di più attrezzi nello stesso momento in vista della catena di produzione. Roba che richiede allenamento vero, non improvvisazione.
C’è poi un aspetto culturale che pesa parecchio. Toyota tiene moltissimo al concetto di Monozukuri, letteralmente l’arte di fare le cose bene, e al lavoro standardizzato. Per questo controlla se il lavoratore segue esattamente la sequenza prevista, senza saltare nessun controllo di qualità, anche quando pensa di conoscere una scorciatoia più rapida. Viene valutata pure la capacità di individuare gli errori durante il montaggio. Del resto un motivo ci sarà se Toyota resta il più grande produttore di automobili al mondo.


