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La tomba di Tutankhamon potrebbe nascondere ancora qualcosa, e non si tratta di un dettaglio secondario. Secondo un’ipotesi che da anni divide gli studiosi, dietro le pareti dipinte della sepoltura più famosa d’Egitto esisterebbero camere sigillate mai aperte, e in una di queste potrebbe riposare Nefertiti, la regina che avrebbe regnato prima del giovane faraone. Non è una suggestione nuova, ma quest’anno la questione torna sul tavolo in modo concreto, perché i ricercatori contano di riuscire finalmente a dare un’occhiata là dentro.
Il punto di partenza è semplice da capire anche per chi non mastica egittologia. La sepoltura di Tutankhamon è sempre sembrata piccola, quasi frettolosa, sproporzionata rispetto al tesoro straordinario che conteneva. Da qui l’idea che quello spazio fosse in origine pensato per qualcun altro, e che il ragazzo morto giovanissimo sia stato sistemato in una porzione ricavata all’ultimo momento di un complesso più grande. Se l’ipotesi regge, il resto della struttura sarebbe ancora lì, chiuso, intatto, a pochi metri dai turisti che ogni giorno sfilano nella Valle dei Re.
Tomba di Tutankhamon: perché il nome di Nefertiti torna sempre a galla
La figura di Nefertiti è una delle più affascinanti e sfuggenti di tutta la storia egizia. Sposa del faraone eretico Akhenaton, protagonista di un periodo di rottura religiosa e artistica, la sua sepoltura non è mai stata identificata con certezza. Da tempo diversi studiosi sostengono che la regina abbia avuto un ruolo di governo prima dell’ascesa di Tutankhamon, ipotesi che la collocherebbe esattamente nella posizione di predecessore. E se davvero ha regnato, deve esistere da qualche parte una tomba all’altezza del suo rango, mai trovata.
Da questa combinazione nasce la teoria delle camere nascoste: la sepoltura di Tutankhamon sarebbe l’anticamera, o meglio l’appendice, di una struttura molto più ampia costruita per la regina. Una tesi affascinante, che però fino a oggi è rimasta appesa a indizi indiretti e a letture discordanti dei dati raccolti sul posto. C’è chi la considera la scoperta archeologica del secolo in attesa di conferma, e chi invece la ritiene poco più di un’ipotesi suggestiva alimentata dal fascino del personaggio.
L’occasione per guardare oltre la parete
La novità è che gli studiosi sperano di poter verificare direttamente la situazione nel corso di quest’anno. Un passaggio non banale, perché parliamo di uno dei monumenti più delicati e più controllati al mondo, dove ogni intervento va pesato con estrema cautela. La Valle dei Re non è un cantiere qualunque, e l’idea stessa di avvicinarsi alle pareti dipinte della tomba mette in allarme chi si occupa di conservazione.
Il nodo, in fondo, è sempre lo stesso: capire se dietro quelle superfici ci sia roccia compatta oppure vuoto. Nel primo caso la teoria delle camere sigillate si chiude definitivamente, nel secondo si aprirebbe uno dei capitoli più clamorosi dell’archeologia moderna, con la possibilità concreta di trovarsi davanti a una sepoltura reale rimasta intatta per oltre tremila anni. La differenza tra i due scenari è enorme, e per questo l’attesa intorno a queste verifiche è cresciuta così tanto.
Nel frattempo la tomba continua a essere quello che è sempre stata dal momento della sua scoperta, ovvero il luogo che ha restituito il corredo funerario più ricco mai ritrovato in Egitto e che ha trasformato un faraone quasi sconosciuto nel volto più riconoscibile dell’antichità. Con la possibilità, adesso, che il suo mistero più grande non sia il tesoro già portato alla luce, ma quello che resta chiuso dall’altra parte del muro.
Fonte: TecnoAndroid








