In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Una monoposto di Formula 1 che scivola dentro i tunnel della metropolitana di Madrid non è un fotomontaggio: Red Bull ha davvero portato sulle rotaie una delle sue vetture più celebri, la RB8, trasformandola in un mezzo ferroviario a tutti gli effetti per celebrare il ritorno del Gran Premio nella capitale spagnola. Il video dell’impresa ha fatto il giro del mondo in poche ore, e il motivo si capisce al primo sguardo: vedere l’auto con cui Sebastian Vettel vinse il titolo 2012 avanzare tra le pareti strette di una galleria sotterranea è uno di quei contenuti che non hanno bisogno di spiegazioni.
L’occasione, come detto, è il ritorno della Formula 1 a Madrid. Il Circus fa tappa in Spagna per la seconda volta nella stagione e inaugura il Madring, tracciato cittadino da 5,416 km che raccoglie l’eredità del Jarama, ultima sede madrilena del Gran Premio nel 1981. Quarantacinque anni di attesa, insomma. E un dettaglio che sta facendo discutere parecchio tra gli addetti ai lavori: la Monumental, curva sopraelevata con un banking superiore a quello della celebre parabolica di Zandvoort.
Un circuito nuovo e quattro squadre in agguato
Il Madring diventa il settimo circuito spagnolo a ospitare una tappa del Mondiale dopo Pedralbes, Jarama, Montjuïc, Jerez, Montmeló e Valencia. Sulla carta le caratteristiche del tracciato dovrebbero esaltare la Ferrari SF-26, ma nessuno a Maranello si illude di avere strada libera. Red Bull Racing, McLaren e Mercedes hanno tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagoniste, e su una pista inedita i riferimenti valgono poco o niente finché non si gira davvero.
La squadra di Milton Keynes, nel frattempo, ha pensato bene di arrivare all’appuntamento con un’operazione di immagine fuori scala. Niente showrun per le strade del centro, niente sgommate in piazza. I tecnici hanno fatto percorrere alla RB8 i tunnel della rete ferroviaria cittadina, portando per la prima volta una vettura di Formula 1 dove normalmente passano solo i convogli della metro. La monoposto, va ricordato, porta la firma di Adrian Newey, montava un motore Renault e nel 2012 regalò a Vettel il terzo titolo iridato consecutivo. L’altra guida era Mark Webber, che avrebbe poi chiuso la carriera nel 2013 al volante della RB9.
Ruote su misura e officine di Canillejas
Dietro il colpo d’occhio c’è un lavoro di ingegneria decisamente meno spettacolare ma parecchio complicato. Il reparto Heritage di Oracle Red Bull Racing ha collaborato con il collettivo spagnolo di ingegneria e creatività Andtonic, e il progetto è stato sviluppato nelle officine di Canillejas. Lì sono state disegnate e prodotte ruote metalliche specifiche, pezzi da 29,8 kg ciascuno, più o meno il doppio di una normale ruota da Formula 1. Il profilo serve a tenere la vettura ancorata ai binari e a farla avanzare negli spazi angusti della rete sotterranea, dove il margine di manovra è ridotto ai minimi termini. Durante le riprese il tratto utilizzato è rimasto chiuso al normale servizio passeggeri.
Il senso dell’operazione non è soltanto folkloristico. La campagna punta ad accendere i riflettori sulla rete metropolitana in vista del Gran Premio di Madrid, appuntamento durante il quale il servizio verrà potenziato per gestire l’arrivo dei tifosi. Un messaggio promozionale travestito da stunt, gestito con una certa eleganza. Al volante c’era Patrick Friesacher, ex pilota di Formula 1 oggi impegnato negli showrun del marchio austriaco. “È stata un’esperienza incredibile. Ho avuto la fortuna di vivere molte avventure con il nostro Heritage Team, ma guidare una Formula 1 sui binari è stato surreale. È molto bello poter aggiungere anche macchinista della metro al curriculum”, ha raccontato.
Sul versante sportivo, la squadra si presenta a Madrid con Max Verstappen e Liam Lawson, chiamati a verificare sul campo se il nuovo tracciato spagnolo premierà la monoposto di Milton Keynes.
Fonte: TecnoAndroid








