TikTok finisce di nuovo sotto la lente di Bruxelles, questa volta per il modo in cui gestisce i profili dei più giovani. La Commissione europea ha deciso che le tutele per i minori messe in campo dalla piattaforma non bastano, e lo ha messo nero su bianco. Mentre la Francia ha approvato il divieto di utilizzo dei social per i minori di 15 anni, l’Europa continua a tenere d’occhio le grandi piattaforme per verificare quanto proteggano davvero i più piccoli. E dopo aver già puntato i riflettori sui metodi di verifica dell’età che TikTok sta introducendo nel Vecchio Continente, ora l’attenzione si sposta sulla privacy degli account che appartengono proprio ai minorenni.
Cosa contesta Bruxelles alla piattaforma
Il 24 luglio la Commissione ha inviato a TikTok le proprie conclusioni preliminari. Il punto è che le impostazioni predefinite degli account dei ragazzi non rispetterebbero gli standard di sicurezza chiesti dal Digital Services Act. Il nodo principale riguarda gli utenti tra i 13 e i 15 anni, che potrebbero rendere pubblico il proprio profilo con troppa facilità. Non solo. Gli account di chi ha tra i 16 e i 17 anni resterebbero visibili a chiunque, comprese le persone che nemmeno hanno un profilo sulla piattaforma. Poi c’è la questione del feed For You, che secondo Bruxelles finirebbe per spingere i contenuti pubblicati dai più giovani verso un pubblico decisamente più ampio. Un portavoce della Commissione è stato piuttosto netto. I contenuti dei minori non dovrebbero mai finire sotto gli occhi di estranei, e le impostazioni pensate per i ragazzi non possono essere una semplice questione di facciata. Devono proteggere davvero. Un’esposizione di questo tipo, per Bruxelles, è pericolosa perché aumenta il rischio di contatti indesiderati, episodi di cyberbullismo e comportamenti predatori ai danni dei più piccoli.
Le richieste e quello che rischia TikTok
La Commissione europea ha quindi chiesto a TikTok di cambiare le impostazioni predefinite degli account dei minori, limitando la visibilità ai soli utenti che il ragazzo stesso ha accettato. Insieme a questo, arriva la richiesta di togliere i contenuti pubblicati dai minorenni dal sistema di raccomandazione del feed principale. La piattaforma avrà comunque modo di esaminare il fascicolo e rispondere alle contestazioni prima che tutto si chiuda in via definitiva. Le conclusioni, infatti, restano per ora preliminari e non anticipano l’esito finale dell’indagine. Se però venissero confermate, TikTok rischierebbe una multa fino al 6% del suo fatturato globale annuo, il tetto massimo previsto dal Digital Services Act per chi non si mette in regola.
Vale la pena ricordare che non è il primo procedimento aperto contro la piattaforma di ByteDance. Ci sono già altre due indagini formali della Commissione. Una riguarda il presunto design che crea dipendenza, basato su scroll infinito, autoplay e notifiche push, un po’ come contestato a Meta per Facebook e Instagram. L’altra tocca l’accesso ai dati da parte dei ricercatori. Un terzo procedimento, sulla trasparenza pubblicitaria, si è invece già chiuso a dicembre dell’anno scorso, con l’azienda che si è impegnata a garantire più chiarezza sulle pratiche pubblicitarie rivolte agli utenti europei. I dettagli specifici di quegli impegni, però, non sono mai stati resi pubblici.


