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Chi ha passato ore su San Andreas se lo ricorda bene, e adesso GTA 6 riporta in scena una delle meccaniche più chiacchierate della saga: il corpo del protagonista cambia in base a quello che mangia, a quanto si allena e a quanto dorme. Tradotto in parole povere, mangiare troppo e muoversi poco porta a una pancia ben visibile, mentre l’allenamento costante scolpisce la silhouette. Una cosa che nella vita reale funziona più o meno allo stesso modo, e che nei videogiochi Rockstar è diventata una specie di firma riconoscibile.
La conferma arriva da un approfondimento pubblicato in anteprima sul gioco, dove viene spiegato che il personaggio giocabile avrà un fisico modellato dalle abitudini di chi tiene il pad in mano. Alimentazione, attività fisica e riposo diventano quindi variabili concrete, non semplici numeri nascosti in un menu. Saltare il sonno per troppo tempo, ad esempio, produce un aspetto visibilmente provato, con tutti i segni della stanchezza addosso.
Un ritorno che profuma di San Andreas e Red Dead Redemption 2
Chi ha giocato GTA: San Andreas conosce a memoria questo tipo di interazione tra avatar e comportamento del giocatore. Carl Johnson ingrassava, dimagriva, metteva su muscoli, e il gioco lo mostrava senza pietà. Lo stesso principio è tornato, in forma diversa, in Red Dead Redemption 2: Arthur Morgan si presentava con il corpo pieno di lividi dopo una scazzottata particolarmente violenta, e la barba cresceva a dismisura nei periodi passati lontano dalla civiltà, tra accampamenti e strade sterrate.
In sostanza, il fatto che GTA 6 ripercorra questa strada non rappresenta una novità assoluta per Rockstar. La differenza sta nel fatto che, fino a questo momento, nessuno sapeva con certezza se lo studio avrebbe mantenuto un livello di realismo così specifico anche nel nuovo capitolo. Adesso la risposta c’è, ed è affermativa. Un dettaglio che, messo insieme a tutto il resto, racconta parecchio della direzione presa dal gioco.
Va detto che meccaniche del genere, negli anni, hanno diviso il pubblico. C’è chi le considera un elemento di immersione formidabile e chi invece le vive come una scocciatura, una gestione in più da tenere sotto controllo mentre si vorrebbe solo guidare veloce e combinare guai. Il gradimento generale, però, resta alto, e la nostalgia per il sistema di San Andreas ha fatto il resto.
Il reveal su Netflix e la questione leak
Le informazioni sul gioco sono destinate a moltiplicarsi in fretta, perché il gameplay reveal di GTA 6 è fissato su Netflix per giovedì. Un appuntamento che arriva in un momento particolare, considerando le fughe di materiale che hanno circolato di recente in rete e che hanno anticipato, senza alcun controllo da parte dello studio, immagini e contenuti destinati a un’uscita ben più ordinata.
Su quel fronte Rockstar ha finalmente preso posizione pubblicamente. La società ha definito i leak “heartbreaking”, strazianti, aggiungendo che “questo ovviamente non è il modo in cui volevamo che il gioco venisse visto dopo tutto questo tempo”. Poche righe, ma sufficienti a far capire il clima interno dopo settimane complicate.
Nel frattempo il peso specifico dei due titoli di punta dello studio continua a essere argomento di discussione nel settore. Il responsabile della Gamescom li ha definiti “le stelle polari del gaming”, riferendosi proprio a GTA 6 e a Red Dead Redemption 2, precisando però che quel primato non è eterno, perché “la maggior parte dei giocatori non è interessata a un solo gioco”. Una considerazione che ridimensiona un po’ l’idea del titolo capace di monopolizzare tutto, per sempre. Intanto la lista delle certezze si allunga di una voce: nel nuovo capitolo della serie il corpo del protagonista racconterà, giorno dopo giorno, che tipo di vita gli è stata fatta vivere.










