Il primo esemplare di Tesla Cybercab è ufficialmente uscito dalle linee di produzione, e la notizia ha colto un po’ tutti di sorpresa. Non tanto per il veicolo in sé, che era stato presentato ormai da tempo, quanto per il fatto che sia arrivato prima della tanto attesa Tesla Roadster, il cui debutto continua a essere rinviato senza una data certa. Il taxi autonomo, mostrato sette anni dopo la sportiva biposto, ha di fatto bruciato le tappe e si è guadagnato la priorità sulle linee di assemblaggio della Giga Texas, lo stabilimento di Austin dove vengono già prodotti Model Y e Cybertruck.
La mossa ha una sua logica precisa. Tesla vuole rafforzarsi nel segmento dei veicoli autonomi pensati come navette a chiamata. Negli Stati Uniti, il terreno è già presidiato da Waymo, che opera con i propri taxi in oltre una decina di città chiave. Tesla ha già messo in strada dei Robotaxi basati su Model Y, ma evidentemente non basta. Serve un mezzo progettato esclusivamente per questa missione, e il Cybercab nasce proprio con quell’obiettivo. Il suo aspetto, tra l’altro, è decisamente futuristico.
Un abitacolo che elimina ogni comando tradizionale
Tesla Cybercab è un coupé compatto con due porte e due posti. C’è chi avrebbe potuto scambiarlo per la piccola Tesla economica di cui si è parlato per anni, ma non è così. Questo veicolo è un autonomo puro, nato senza alcun tipo di comando manuale. La plancia è ridotta all’osso in un modo che fa sembrare la Model 3, già spartana di suo, un trionfo di bottoni e leve. Non c’è volante, non ci sono pedali: solo un schermo tattile posizionato al centro, pensato per intrattenere i passeggeri durante il tragitto. L’assenza della console centrale, poi, libera spazio per i due occupanti.
Dal punto di vista tecnico, il sistema di guida autonoma sfrutta l’intelligenza artificiale e si affida esclusivamente alle telecamere, seguendo la filosofia che Tesla porta avanti da sempre. La batteria è un’unità inedita da 35 kWh che garantisce un’autonomia di circa 320 km. Numeri che sembrano modesti sulla carta, ma che si spiegano con un’efficienza energetica notevole: il consumo dichiarato è di appena 11,4 kWh per 100 km. Per un veicolo che deve fare tratte urbane su chiamata, più che sufficiente.
Finitura dorata e obiettivi di produzione ambiziosi
Il primissimo esemplare uscito dalla fabbrica di Austin sfoggia una colorazione dorata con una finitura lucida piuttosto sorprendente, che non era presente sui prototipi mostrati in precedenza. L’effetto è quello di un veicolo più curato e “automobilistico” rispetto a quanto visto finora. I cerchi pieni restano identici a quelli dei prototipi, così come la forma complessiva della carrozzeria del Cybercab. Elon Musk punta a far salire rapidamente il ritmo produttivo, con un obiettivo dichiarato di 100 Cybercab assemblati a settimana. Una cifra che suona ancora contenuta, ma che rappresenta il punto di partenza per un modello che non ha equivalenti diretti nella gamma Tesla e che potrebbe ridefinire la strategia del marchio nel settore della mobilità autonoma.