Si chiama deprezzamento e in certi casi diventa una mazzata che fa più male di un incidente. Prendete una supercar che, dopo appena 3.800 chilometri, perde la bellezza di 40.000 euro di valore. Non è uno scenario campato in aria, è la fotografia di un mercato dove certe auto sportive, una volta uscite dalla concessionaria, iniziano a perdere terreno a una velocità che farebbe impallidire qualsiasi cronometro. Il deprezzamento, per chi compra questo tipo di vetture, resta il vero nemico silenzioso. Siete curiosi? Si tratta della Chevrolet Corvette Z06.
Quando il valore crolla più in fretta dei chilometri
Il dato fa riflettere. Una supercar percorre poco meno di 4.000 chilometri, praticamente quelli di un anno di utilizzo molto tranquillo, e nel frattempo lascia sul piatto decine di migliaia di euro. Tradotto in soldoni significa che ogni chilometro percorso è costato al proprietario una cifra che farebbe storcere il naso anche a chi questo genere di acquisti se li può permettere senza troppi pensieri.
La logica dietro a questo fenomeno è abbastanza spietata. Le auto ad alte prestazioni vivono spesso di edizioni limitate, lanci roboanti e prezzi che al debutto toccano vette altissime. Poi però arriva il momento della verità, quello in cui l’auto passa di mano e il valore di mercato si allinea a ciò che qualcuno è davvero disposto a pagare. E lì il salto verso il basso può essere brusco.
Perché certe auto perdono così tanto
Non tutte le sportive seguono lo stesso destino della Corvette Z06, sia chiaro. Alcune diventano oggetti da collezione e con gli anni vedono crescere il loro prezzo, altre invece scivolano giù appena toccano l’asfalto. La differenza la fanno parecchi fattori, dalla rarità del modello alla domanda effettiva, passando per il fascino che quel marchio riesce a mantenere nel tempo.
Quando una vettura sportiva non riesce a costruirsi quell’aura di desiderabilità che trasforma un’auto in un investimento, il conto da pagare lo sente eccome il primo proprietario. È lui che assorbe la fetta più grossa della perdita, quella che si concentra nei primi mesi e nei primi chilometri.
Il caso dei 40.000 euro bruciati in 3.800 chilometri diventa così un piccolo monito per chi guarda a questo segmento con gli occhi del sognatore. Comprare una supercar vuol dire mettere in conto che l’emozione di guidarla ha un costo, e che quel costo non si misura soltanto al distributore di benzina. Si misura anche, e soprattutto, nel momento in cui si decide di rivenderla.