Le previsioni sulle vendite di Steam Machine non lasciano spazio a grandi entusiasmi. Piers Harding-Rolls, analista di Ampere Analysis, ha le idee piuttosto chiare su quanto piazzerà il dispositivo di Valve nel suo primo anno sul mercato e i numeri che mette sul tavolo sono tutt’altro che straordinari.
Secondo l’analista, raggiungere quota un milione di unità vendute andrebbe già considerato un buon risultato. “Se Steam Machine totalizzerà oltre un milione di unità vendute quest’anno sarà da considerarsi un buon risultato alla luce della disponibilità, del prezzo e di scenari di utilizzo ancora poco consolidati”, ha scritto Harding-Rolls. Non un commento entusiasta, insomma, soprattutto considerando il segmento a cui il prodotto dovrebbe rivolgersi.
Un prodotto poco appetibile per il pubblico PC
Il punto debole, stando all’analista, riguarda proprio i giocatori che bazzicano il mondo del gaming su PC. “Si tratta di un dispositivo non molto interessante per gli appassionati di gaming su PC che cercavano un aggiornamento economico del proprio hardware”, ha aggiunto, mettendo l’accento sulle specifiche tecniche del set top box, definite tutt’altro che esaltanti.
Per capire quanto le aspettative siano contenute basta un confronto rapido con le console di ultima generazione. PS5 ha venduto circa 15 milioni di unità nel suo primo anno, mentre Nintendo Switch 2 ha piazzato quasi sei milioni di pezzi nel solo primo mese. Numeri che fanno apparire quel milione di unità come un traguardo modesto, ma forse realistico per un prodotto che si muove in un territorio ancora poco esplorato.
Il prezzo influenzerà PS6 e Xbox Helix?
C’è poi la questione che riguarda le future console. Negli ultimi tempi alcuni addetti ai lavori hanno ipotizzato che PS6 e Xbox Helix possano arrivare a costare intorno ai 1000 euro, ma Harding-Rolls non crede che il listino di Steam Machine sia un campanello d’allarme in questo senso.
“Non penso che il listino di Steam Machine implichi necessariamente che le console di prossima generazione costeranno mille dollari o più”, ha precisato. “Sony dispone di una catena di fornitura migliore rispetto a Valve e di volumi produttivi molto più elevati sul fronte dell’hardware.” La differenza, secondo l’analista, sta tutta nella scala. Una macchina industriale come quella di Sony può permettersi margini diversi rispetto a Valve, che gioca una partita differente. “Si tratta di fattori che consentono all’azienda giapponese di essere più competitiva per quanto concerne i costi. Inoltre, tra due anni la disponibilità dei componenti sarà probabilmente migliore, contribuendo ulteriormente a contenere i prezzi.”