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StarCraft, lo sparatutto non sarà un Destiny-like: i nuovi indizi

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Le voci su StarCraft come sparatutto continuano a muoversi, e l’ultima indicazione arriva da Jason Schreier, che ha smorzato una delle ipotesi più diffuse: il presunto shooter ambientato nell’universo Blizzard non dovrebbe seguire la strada tracciata da Destiny. Parole misurate, senza dettagli tecnici, ma abbastanza precise da spostare l’attenzione altrove. «Non conterei sul fatto che questo gioco sia un Destiny-like, questo posso dirlo», ha detto, chiudendo la porta al paragone più ovvio.

Il contesto in cui è nata quella frase aiuta a capirne il peso. La conversazione era con Ryan Gilliam, che sperava nell’arrivo di un altro studio con risorse abbastanza solide per raccogliere l’eredità di Destiny 2. L’aspettativa, in sostanza, riguardava uno sparatutto live service, un genere su cui Blizzard ha già costruito una certa esperienza con più di un titolo di grande successo. La risposta di Schreier ha raffreddato quell’entusiasmo, senza però spiegare cosa il gioco sia davvero.

Space Marine 2 e Far Cry come punti di riferimento

A proporre coordinate diverse è stato Jez Corden, che in un messaggio su X ha accostato quanto visto a Warhammer 40,000: Space Marine 2 e alla serie Far Cry. Una vicinanza a entrambi, ha spiegato, pur ammettendo di non conoscere con certezza la formula complessiva del gameplay. Il paragone, quindi, si limita alle informazioni che ha a disposizione, non a una descrizione completa del progetto.

Il richiamo alla saga Ubisoft, però, non arriva dal nulla. Secondo le indiscrezioni precedenti sullo sviluppo, alla guida dello shooter ci sarebbe Dan Hay, già responsabile proprio di Far Cry. Il suo nome era stato associato al progetto Blizzard prima di questo nuovo intervento, e il collegamento professionale con uno dei due riferimenti citati diventa a quel punto piuttosto evidente. Non una conferma sul funzionamento del gioco, ma un indizio che si incastra con il resto.

Nel frattempo il futuro del franchise coinvolge anche altri protagonisti dell’industria. Ricostruzioni precedenti hanno attribuito a Nexon, sviluppatore ed editore coreano, l’acquisizione dei diritti per realizzare un seguito della serie fantascientifica. Anche questo elemento resta nel perimetro delle voci non ufficiali, mentre le dichiarazioni sullo shooter si concentrano soprattutto sulla sua possibile impostazione di gioco.

Il sito di StarCraft II e la finestra della BlizzCon

Un segnale in più è arrivato da un posto piuttosto inaspettato: il sito ufficiale di StarCraft II, dove sono comparse anomalie visive. Effetti grafici strani, glitch, disturbi che molti hanno letto come un teaser mascherato per un annuncio legato alla saga. Un dettaglio che, sommato alle informazioni sui progetti in sviluppo, ha rimesso il marchio al centro dell’attenzione dopo anni di silenzio relativo.

La finestra temporale è già indicata. La BlizzCon si terrà il 12 e 13 settembre, e la cerimonia di apertura viene considerata l’occasione più probabile per la presentazione del gioco. L’ipotesi nasce proprio dall’accostamento tra i segnali comparsi sul sito e l’appuntamento dedicato ai titoli della casa, una combinazione che nel mondo Blizzard è raramente casuale.

Resta il fatto che, al momento, il quadro è fatto di tessere separate. Da un lato un progetto shooter che secondo Schreier non va inquadrato come un erede di Destiny, dall’altro paragoni che guardano a Space Marine 2 e a Far Cry, con la presenza di Dan Hay che rafforza almeno uno dei due accostamenti. In mezzo, un sito che si comporta in modo anomalo e una data di settembre che tutti hanno segnato in calendario. La formula di gioco del nuovo StarCraft, per ora, rimane l’unico pezzo davvero mancante.

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