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Spine ha finalmente una finestra di lancio: il gioco d’azione che ha reso popolare l’etichetta Gun Fu arriverà nell’estate 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. L’annuncio è arrivato durante il Future Games Show della gamescom 2026, dove un nuovo trailer ha mostrato in movimento quel misto di scontri a corto raggio e mazzate a mani nude che da tempo incuriosisce chi segue il progetto. Niente data precisa, per ora, ma un periodo abbastanza definito da mettere il titolo in agenda.
Il filmato non si limita a mostrare qualche colpo scenografico. Serve soprattutto a chiarire cosa sia davvero questo gioco, ovvero un’avventura d’azione cinematografica per giocatore singolo, costruita attorno a sparatorie ravvicinatissime che si intrecciano con il combattimento corpo a corpo senza soluzione di continuità. L’idea di fondo è quella di un ritmo che non si spezza mai: si spara, si colpisce, si torna a sparare, tutto dentro la stessa coreografia.
Redline, la protesi parlante e una città che assegna punteggi alle persone
Il protagonista, o meglio la protagonista, è Redline, artista di strada con una vena ribelle che si ritrova alleata di Spine, una protesi da combattimento dotata di autocoscienza e di una volontà tutta sua. Un dettaglio che pesa, perché non si tratta di un semplice gadget appiccicato al braccio, ma di un vero personaggio con cui condividere la scena. Insieme si fanno strada in una metropoli cyberpunk schiacciata dal regime autocratico di un’intelligenza artificiale, il che spiega perché ogni scontro abbia un peso narrativo oltre che meccanico.
Il luogo si chiama Tensor City ed è una enclave tecnocratica di dimensioni enormi, costruita dall’IA per permettere all’umanità di sopravvivere a una catastrofe ecologica globale. Dentro quelle mura vale una regola sola: il valore di una persona corrisponde al suo credito sociale, un numero che decide chi mangia e chi viene tagliato fuori. Da qui la frattura verticale della città, con una zona superiore lucida e patinata e una zona inferiore lasciata a marcire. Un’ambientazione che funziona come commento, non solo come sfondo.
Una rapina finita male e la ricerca che dà il via a tutto
Redline vive nei bassifondi, tra stenti e sopravvivenza quotidiana, fino al momento in cui una rapina prende la piega peggiore possibile. Perde tutto quello che ha, incluso il fratello. Per salvarlo si impossessa della protesi Spine e parte per una missione di ricerca che ha ben poche garanzie di successo. È il classico innesco personale che tiene insieme un’azione altrimenti puramente muscolare, e serve a giustificare la brutalità di ciò che accade sullo schermo.
Chi ha già messo le mani sul gioco in fase di prova ha tirato in ballo due riferimenti che descrivono bene la sensazione: la mobilità e la teatralità dei combattimenti alla Batman da un lato, la freddezza chirurgica di John Wick dall’altro. Il risultato è un sistema in cui l’arma non è un oggetto separato dal corpo, ma un’estensione del movimento, e in cui il Gun Fu smette di essere una citazione cinematografica per diventare grammatica di gioco.
Restano ancora molti spazi bianchi da riempire, dalla durata della campagna alle opzioni di difficoltà, fino al comportamento delle varie tipologie di nemici nelle stanze più affollate. Il trailer mostrato alla gamescom 2026 ha però centrato l’obiettivo principale, cioè far capire che Spine non è più un esperimento vago ma un titolo con una finestra di uscita, un’ambientazione definita e un’identità ludica riconoscibile. L’appuntamento, per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, è fissato nell’estate 2027.










