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Sega ha staccato la spina a Sonic Blitz, il gioco di carte collezionabili sviluppato da Rovio, e insieme al progetto se ne va anche lo studio di Copenaghen, destinato a chiudere i battenti dopo un processo di gestione degli esuberi già avviato. Una doppia notizia che arriva a distanza di pochi giorni e che, messa in fila con quanto successo negli ultimi mesi, racconta parecchio del rapporto complicato tra la casa giapponese e la società finlandese finita nel suo perimetro.
Il titolo era stato lanciato in soft launch nel giugno del 2025, ma solo in alcuni mercati selezionati come Brasile e Filippine. L’idea, sulla carta, aveva senso: pubblicare una versione preliminare, raccogliere i feedback dei giocatori e costruire il resto dello sviluppo su quelle indicazioni. Un approccio graduale, prudente, molto comune nel settore mobile. Nel febbraio 2026 Rovio aveva poi ritirato la versione in soft launch, spiegando di voler lavorare più a fondo sul prodotto. Sembrava una pausa tecnica. Invece era l’anticamera della fine.
Sonic Blitz cancellato del tutto, anche per chi lo aveva scaricato
La settimana scorsa è arrivata la decisione definitiva. Sega ha cancellato completamente il progetto, e questo significa che il gioco non è più utilizzabile nemmeno da chi lo aveva già installato sul proprio dispositivo durante la fase di test. Nessuna versione offline, nessun archivio, nulla. Le carte di Sonic Blitz restano solo negli screenshot che circolano in rete. Difficile stabilire con precisione cosa abbia causato cosa. Non è chiaro se la cancellazione del gioco sia arrivata prima della chiusura dello studio o se sia stata la conseguenza diretta di quella scelta. Più probabile che si tratti di dinamiche intrecciate, decisioni prese in blocco all’interno di un quadro finanziario che, per quanto riguarda Rovio, non è mai stato particolarmente sereno da quando l’azienda è entrata nell’orbita di Sega.
Circa 20 persone coinvolte e la chiusura delle attività in Danimarca
Le parole ufficiali arrivano direttamente dalla compagnia. “A seguito di un processo di gestione degli esuberi, Rovio cesserà tutte le sue attività in Danimarca”, ha fatto sapere l’azienda. E poi la precisazione sui numeri, che restano parziali proprio perché la procedura è ancora in corso: “Poiché il processo non è ancora concluso, al momento non siamo in grado di confermare il numero esatto di esuberi. Complessivamente, circa 20 dipendenti hanno lavorato al progetto Sonic Blitz, ora cancellato”. Un portavoce ha aggiunto che per i membri del team si cercheranno nuove collocazioni professionali all’interno dell’organizzazione.
Il tono del comunicato non nasconde la difficoltà del momento. “La decisione di cessare le nostre attività a Copenaghen è stata estremamente difficile. Siamo pienamente consapevoli dell’impatto che ciò avrà sul nostro team, soprattutto alla luce delle sfide che il settore dei videogiochi nel suo complesso sta attualmente affrontando”. Una frase che vale come fotografia generale di un’industria che continua a tagliare.
I conti di Rovio restano un problema per Sega
Sia Sega sia Rovio, va detto, continuano a difendere l’impianto del progetto. Concetto, struttura, meccaniche: secondo le due aziende funzionavano. Il punto è che Sonic Blitz non è riuscito a generare il livello di coinvolgimento atteso, almeno nella fase di lancio preliminare, e senza quei numeri portare avanti lo sviluppo diventa un investimento difficile da giustificare.
Il contesto aiuta a capire. Qualche mese fa Sega aveva affrontato apertamente la questione Rovio, commentando i 200 milioni persi nell’ultimo trimestre e il fatto che lo studio non abbia mai prodotto profitti da quando è stato acquisito. Nonostante questo, la casa giapponese aveva dichiarato di voler rinnovare l’impegno sulla società specializzata in giochi mobile, puntando su una riorganizzazione più che su un ridimensionamento. La chiusura della sede danese e la cancellazione di Sonic Blitz sembrano andare in quella direzione, con tutto il peso che comporta per chi ci lavorava.










