Chi usa Snapseed Camera su Android trova in questi giorni un aggiornamento che porta con sé due novità piuttosto attese, ovvero i metadati sulla posizione e la possibilità di conservare l’immagine originale. Roba concreta, che cambia il modo di lavorare con gli scatti direttamente dall’app di casa Google. E come spesso capita, arriva senza troppi annunci, quasi in punta di piedi.
La prima aggiunta riguarda il geotag. Le foto realizzate con la fotocamera dell’app possono ora essere associate alla posizione, esattamente come accade con gli altri scatti dello smartphone. Nelle impostazioni della fotocamera compare una nuova voce chiamata “Location Metadata”. Di base è disattivata, quindi chi vuole usarla deve intervenire manualmente. Basta un tocco e parte la richiesta di sistema per concedere il permesso all’app. Niente di complicato, ma è una di quelle cose che prima mancava e che ora completa il quadro.
Snapseed Camera: salvare l’originale per rimettere mano agli scatti
L’altra funzione, forse la più interessante per chi ama pasticciare con i filtri, è quella chiamata “Capture original for re-editing”. Qui il comportamento è diverso, perché risulta attiva di default. In pratica, quando si utilizza uno dei Film Styles o dei Looks disponibili, Snapseed Camera mette da parte l’immagine base. Il vantaggio è evidente, dato che si può tornare sullo scatto in un secondo momento e rieditarlo partendo da zero, senza restare incastrati con l’effetto applicato al momento.
Questa stessa preferenza porta con sé anche un’opzione in più, ovvero la scelta di dove salvare le immagini catturate dalla fotocamera. Attraverso il file picker di sistema diventa possibile creare cartelle nuove dedicate proprio a Snapseed. Un dettaglio che farà piacere a chi tiene tutto ordinato e non ama ritrovarsi le foto sparse ovunque nella galleria.
Le due novità stanno arrivando in modo abbastanza ampio con la versione 4.1.1.x dell’app per Android. Un rilascio graduale, insomma, per cui non tutti potrebbero vederle comparire nello stesso momento.
Le altre migliorie recenti della fotocamera
Non è la prima volta che l’app si muove in questa direzione. Gli aggiornamenti precedenti avevano già introdotto nella fotocamera le linee della griglia e le opzioni per il livello, strumenti utili per inquadrare meglio e tenere l’orizzonte dritto. Cose semplici ma che nella pratica quotidiana fanno la differenza.
C’era poi stato un rilascio più corposo all’inizio del mese, quello che aveva esteso il supporto ai file RAW all’interno dell’editor. Un passo importante, perché apre le porte a una post produzione più seria e a un controllo maggiore sui dettagli dell’immagine. Insieme a questo era arrivata anche la possibilità di annullare e ripristinare le modifiche mentre si lavora con la maggior parte degli strumenti, funzione tanto banale quanto preziosa quando ci si accorge di aver esagerato con una regolazione.