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Siri AI in Cina userà i modelli Qwen di Alibaba

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Le funzioni Siri AI pensate da Apple per il mercato cinese poggeranno su una base tecnologica diversa da quella che il resto del mondo si troverà tra le mani, e questo apre una serie di interrogativi non da poco sul fronte della privacy. Il motivo è semplice quanto vincolante: in Cina la legge impone l’uso di modelli di intelligenza artificiale locali, e Apple ha dovuto adeguarsi.

Nella maggior parte dei Paesi, infatti, le nuove capacità di Siri arrivano grazie ai modelli Gemini di Google. Questi girano o sui server Private Cloud Compute della stessa Apple, oppure su server messi a disposizione da Google ma dedicati esclusivamente ad Apple, con tutele specifiche pensate per chi usa le funzioni di Siri. In pratica ci sono requisiti di privacy che ricalcano quelli dei server PCC, così da garantire che né Apple né Google possano mettere il naso nelle interazioni degli utenti. In Cina, però, la storia cambia radicalmente. La normativa consente soltanto l’impiego di modelli sviluppati sul territorio, una scelta che con ogni probabilità serve a permettere al governo di monitorare l’utilizzo. E qui casca l’asino, perché diventa difficile immaginare che le stesse garanzie applicate altrove restino in piedi anche lì.

Il ruolo di Alibaba e i modelli Qwen

Apple ha pubblicato una guida in cui spiega che le nuove funzioni si appoggeranno ai modelli Qwen di Alibaba. Il documento è pensato nello specifico per Mac, ma tutto lascia intendere che lo stesso modello verrà adottato anche su iPhone, iPad e Vision Pro. Insomma, non un caso isolato ma una scelta trasversale a tutta la gamma.

La guida aggiornata in lingua cinese chiarisce che gli utenti che decidono di attivare il servizio potranno sfruttare Qwen tramite Siri per ottenere risposte più dettagliate su alcune richieste, comprese analisi di foto e documenti. Anche gli Strumenti di scrittura potranno attingere al servizio, per esempio per generare testi o immagini a partire da una semplice descrizione. C’è un dettaglio che dice parecchio sul tema della riservatezza. Per usare queste funzioni su Mac, gli utenti dovranno disporre di un proprio account Qwen e risultare connessi con le loro credenziali. Un requisito che stona parecchio con l’approccio anonimo garantito altrove, e che lascia intuire come le protezioni sulla privacy viste nel resto del mondo non troveranno lo stesso spazio nel mercato cinese.

Il fatto che serva un login personale al servizio di Alibaba è forse l’indizio più concreto di tutti. Dove nelle altre regioni Apple ha costruito un sistema in cui nessuno, nemmeno i suoi partner tecnologici, può accedere a ciò che l’utente chiede a Siri, in Cina il quadro appare ben diverso, con un legame diretto tra l’utente e il fornitore del modello di intelligenza artificiale.

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