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Settore edilizio e decarbonizzazione: i recenti interventi
Mentre l’attenzione si è storicamente concentrata sulle emissioni operative, oggi cresce la consapevolezza sull’urgenza di ridurre anche le emissioni incorporate. Nonostante le ricerche su calcestruzzi a basse emissioni e acciai “verdi”, l’impronta ambientale complessiva del settore resta preoccupante. In tale contesto si inserisce l’innovativo progetto degli Eco-voxel. Una soluzione modulare nata dal lavoro di un team internazionale guidato dalla Georgia Institute of Technology. Tali blocchi tridimensionali, descritti come “pixel modulari 3D“, rappresentano una rivoluzione nell’ambito della bioedilizia.
Combinando materiali sostenibili e tecniche ingegneristiche avanzate, gli eco-voxel promettono una riduzione dell’impronta di carbonio fino al 40%. Il tutto senza compromettere la resistenza strutturale. Realizzati in PTT, un polimero bio-based derivato dal mais e rinforzato con fibre di carbonio riciclate da scarti dell’industria aerospaziale, i moduli sono leggeri, resistenti, riconfigurabili. Oltre che quasi totalmente riciclabili.
A differenza di altri materiali innovativi, come il legno CLT o il cemento stampato in 3D, gli eco-voxel offrono un’impronta di carbonio più bassa e una maggiore adattabilità progettuale. In Italia, dove si discute di nuove forme di protezione abitativa contro eventi catastrofici, soluzioni come gli eco-voxel potrebbero guidare un cambiamento importate. Ma i benefici non si limitano al nostro pianeta. Gli eco-voxel sono già stati pensati anche per applicazioni extraterrestri. Le loro caratteristiche, infatti, li rende ideali per costruzioni sostenibili su Marte o sulla Luna.
Fonte: TecnoAndroid








