Samsung non poteva mancare all’appuntamento con la nuova generazione di memorie per smartphone, le UFS 5.0, lo standard presentato lo scorso ottobre che promette di ridisegnare le prestazioni dei prossimi top di gamma. La crisi dei chip e i prezzi alle stelle che da mesi mettono in difficoltà sia il mercato consumer sia quello business non bastano a frenare la corsa dell’industria. Lo spettacolo deve continuare, e l’azienda coreana, da leader globale, intende portarlo avanti.
La società ha confermato di essere pienamente coinvolta nel business delle nuove memorie, le più rapide che oggi il settore sia in grado di offrire. Servono per sostenere la prossima ondata di intelligenza artificiale on-device, quella che gira direttamente sul dispositivo senza appoggiarsi al cloud. I modelli linguistici di grandi dimensioni, i cosiddetti LLM, hanno bisogno di latenza ridottissima e tempi di risposta fulminei. Ed è proprio questo il terreno su cui le UFS 5.0 puntano a fare la differenza.
Perché le UFS 5.0 contano per l’AI sugli smartphone
Nell’era dell’intelligenza artificiale integrata nei telefoni, l’archiviazione non è più un dettaglio secondario. È diventata uno degli elementi che definiscono davvero come funzionano le esperienze basate sull’AI. Lo ha spiegato Jangseok Choi, responsabile della pianificazione dei prodotti di memoria di Samsung Electronics, sottolineando come i dispositivi di archiviazione si stiano evolvendo fino a trasformarsi in un fattore chiave. Più la memoria è veloce, più rapidamente un modello può caricare dati, elaborarli e restituire risultati. Per le funzioni di AI che lavorano in tempo reale sul telefono, questo si traduce in reattività concreta, percepibile da chi usa il dispositivo ogni giorno.
Il manager ha aggiunto un dettaglio non da poco. Con il completamento della fase di sviluppo della prima soluzione UFS 5.0 del settore, l’azienda sta definendo un nuovo standard per l’archiviazione in mobilità. L’obiettivo dichiarato è continuare a guidare l’innovazione per le piattaforme mobili di prossima generazione, quelle su cui poggeranno gli smartphone dei prossimi cicli.
Cosa aspettarsi dai prossimi top di gamma
Il messaggio che arriva da Samsung è abbastanza chiaro. Le nuove memorie non sono pensate solo per far salire i numeri nei benchmark, ma per rendere possibile un certo tipo di esperienza. Gli assistenti basati sugli LLM, le funzioni generative, l’elaborazione locale dei contenuti: tutto questo richiede un sottosistema di archiviazione capace di tenere il passo. E le UFS 5.0 nascono proprio con questa idea in testa.
C’è poi il contesto di mercato, che non è marginale. La pressione sui prezzi dei componenti continua a farsi sentire, eppure lo sviluppo non si ferma. Samsung ha scelto di muoversi per prima, completando la fase di sviluppo della sua soluzione e posizionandosi come riferimento per chi, nei prossimi mesi, costruirà i dispositivi di fascia alta.