In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione
El Niño sta accelerando molto più del previsto e i dati raccolti negli ultimi giorni parlano di un fenomeno destinato a toccare livelli difficilmente osservati in passato. A confermarlo è l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, che ha appena diffuso il suo aggiornamento climatico stagionale, un documento che raccoglie previsioni su temperature e piogge attese per i prossimi mesi.
Il quadro che emerge è chiaro. Nel Pacifico centrale e orientale le acque superficiali stanno scaldandosi in modo marcato, e non parliamo di variazioni impercettibili. Nelle regioni utilizzate come riferimento per tenere sotto controllo il fenomeno, le anomalie di temperatura potrebbero arrivare a superare i 2,9 gradi. Un valore che, tradotto in parole semplici, indica un mare più caldo del normale su aree molto vaste, con conseguenze che tendono a propagarsi ben oltre l’oceano.
Quando arriverà il momento più intenso
Secondo le stime, El Niño continuerà a rafforzarsi progressivamente, senza brusche frenate. Il picco di intensità è atteso nel trimestre che va da agosto a ottobre, il periodo in cui l’evento dovrebbe esprimere tutta la sua forza. È una finestra temporale che gli esperti tengono d’occhio con particolare attenzione, perché è proprio in quei mesi che gli effetti su clima e precipitazioni si fanno più evidenti in diverse zone del pianeta.
Il riscaldamento delle acque superficiali resta il segnale più eloquente. Le anomalie di temperatura registrate nel Pacifico rappresentano infatti il cuore del meccanismo, quello che fa scattare le previsioni e permette agli osservatori di capire quanto lontano possa spingersi il fenomeno rispetto alle sue manifestazioni ordinarie.
L’aggiornamento climatico stagionale diffuso dall’organizzazione serve proprio a questo, mettere insieme i numeri e provare a leggere in anticipo cosa aspettarsi nei mesi che verranno. E in questo caso il messaggio non lascia molto spazio a interpretazioni, con un Pacifico che continua a scaldarsi e un evento che promette di crescere ancora prima di raggiungere il suo momento più intenso tra agosto e ottobre.










