La serie Galaxy S26 è finalmente arrivata nei negozi di tutto il mondo e con lei debutta in versione stabile One UI 8.5, il nuovo software Samsung che porta con sé una serie di novità piuttosto interessanti. Molte di queste, com’era facile immaginare, ruotano attorno all’intelligenza artificiale. E stavolta il protagonista assoluto è Gemini, l’AI di Google che Samsung continua a integrare sempre più in profondità nelle proprie app di sistema.
Già con One UI 7.0, il colosso coreano aveva iniziato a collegare Gemini ad alcune applicazioni native come Calendario, Note e Promemoria. Era un primo passo, una sorta di esperimento per capire quanto l’assistente di Google potesse risultare utile nella vita quotidiana degli utenti. Ecco, con One UI 8.5 quel percorso fa un altro balzo in avanti. Perché adesso alla lista si aggiunge anche la Galleria, come segnalato dal portale Sammobile. E questa è una di quelle novità che, una volta provate, potrebbe essere difficile abbandonare.
Cercare foto e video con il linguaggio naturale su Galaxy S26
Ma nella pratica, cosa cambia davvero? In sostanza, Gemini è ora in grado di dialogare con l’app Galleria di Samsung, aprendo la strada a un modo completamente nuovo di cercare i propri contenuti multimediali. La funzione più evidente è la possibilità di usare il linguaggio naturale per trovare foto e video. Niente più scroll infiniti tra centinaia di immagini, niente filtri manuali per data o luogo. Basta digitare o pronunciare a voce qualcosa come “trova foto di me e il mio cane al mare” e l’AI si occupa del resto. Sembra una cosa da poco, ma chiunque abbia mai cercato una vecchia foto in mezzo a migliaia sa quanto possa essere frustrante.
Questa integrazione segna un passo significativo nel modo in cui Samsung sta costruendo l’esperienza software dei suoi dispositivi di punta. Galaxy S26, Galaxy S26 Plus e Galaxy S26 Ultra sono i primi a beneficiare di queste funzionalità in versione stabile, e rappresentano la vetrina perfetta per mostrare cosa può fare l’AI quando viene inserita nei contesti giusti. Non si tratta di funzioni scenografiche pensate per stupire durante una presentazione, ma di strumenti che puntano a semplificare gesti quotidiani.

