Un nuovo Galaxy Watch senza Wear OS starebbe prendendo forma nei laboratori di Samsung, e la cosa fa storcere il naso a chi era abituato a vedere la casa sudcoreana puntare tutto sulla piattaforma di Google per i suoi indossabili. A poche settimane dall’arrivo sul mercato dei modelli premium Galaxy Watch9 e Galaxy Watch Ultra2, spunta infatti un leak che racconta di un orologio diverso, costruito su basi software completamente differenti.
Il tempismo non è casuale. Samsung sembra voler allargare il proprio ventaglio di prodotti wearable, e questo misterioso dispositivo si aggiunge alle voci circolate da poco sul Galaxy Fit 4, atteso a breve con parecchi passi avanti sul fronte della connettività. Il nuovo smartwatch, di cui per ora si conosce pochissimo, potrebbe collocarsi in una fascia intermedia, cioè tra lo stesso Galaxy Fit 4 e il più completo Galaxy Watch FE.
Cosa si sa del presunto Galaxy Aero
Nel codice sono stati trovati riferimenti a un indossabile chiamato Galaxy Aero, e la particolarità sta proprio qui, ovvero l’utilizzo di un sistema operativo RTOS, ossia un real-time operating system. Si tratta di una soluzione che di solito trova casa su dispositivi economici, come appunto quelli della gamma Galaxy Fit. Una scelta che dice già molto sul posizionamento e sulle ambizioni di questo prodotto.
Le informazioni concrete finiscono più o meno qui. Non è chiaro nemmeno che forma avrà il display, se circolare, quadrato oppure rettangolare. Che uno schermo ci sia comunque pare confermato dal codice dell’app Galaxy Wearable, dove compare la voce “galaxyrtoswatch”. Un indizio piccolo ma sufficiente a far pensare che il progetto sia reale e non un semplice esperimento interno.
Se davvero verrà piazzato un gradino sopra Galaxy Fit 4, il presunto Galaxy Aero, ammesso che si chiami così alla fine, dovrebbe montare tutta la sensoristica classica di uno smartwatch. Parliamo di accelerometro, giroscopio e del sensore per il monitoraggio del battito cardiaco. Il vantaggio dell’approccio RTOS sta nei consumi, perché i processori impiegati in questi casi sono meno potenti ma molto più parchi, e questo permette di arrivare tranquillamente a una settimana intera di autonomia. Un dettaglio che per molti utenti conta più della potenza pura.










