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Ryanair sceglie Google Gemini per gestire voli ed equipaggi

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Ryanair ha scelto Google come partner tecnologico per i prossimi cinque anni, portando Gemini e l’infrastruttura di Google Cloud dentro la macchina operativa della compagnia, quella parte che i passeggeri non vedono mai ma che decide se un volo parte in orario oppure no. L’accordo, siglato dalla low cost irlandese, coinvolgerà circa 35mila dipendenti e non riguarda soltanto qualche strumento in più per l’ufficio, ma la gestione quotidiana di flotta, equipaggi e manutenzione.

Il contesto è chiaro, perché Ryanair ha messo nero su bianco un obiettivo ambizioso, arrivare a 300 milioni di passeggeri all’anno entro il 2034. Numeri di quel tipo non si raggiungono aggiungendo solo aerei e rotte, servono sistemi capaci di prendere decisioni rapide su una quantità enorme di variabili. Ed è esattamente il punto in cui entra in gioco l’intelligenza artificiale.

Agenti AI su misura per pianificare equipaggi e ridurre le interruzioni

La compagnia svilupperà agenti AI personalizzati attraverso Gemini Enterprise, la versione della piattaforma pensata per le aziende. L’idea è automatizzare una parte delle decisioni operative, migliorare la pianificazione degli equipaggi e limitare l’impatto delle interruzioni, quelle situazioni in cui un ritardo o un imprevisto si propaga a catena su decine di voli. Chi lavora nel settore sa bene quanto sia delicato quel meccanismo, perché un equipaggio bloccato nello scalo sbagliato può trascinare con sé un pomeriggio intero di operazioni.

Gli agenti, in pratica, sono assistenti software costruiti su misura sulle esigenze specifiche della compagnia. Non chatbot generici, ma strumenti addestrati sui processi interni, capaci di suggerire soluzioni o gestire in autonomia passaggi ripetitivi. Con 35mila persone coinvolte, l’effetto potenziale sulla produttività quotidiana è tutt’altro che marginale.

DeepMind entra nella gestione della flotta con AlphaEvolve e WeatherNext

Il capitolo più interessante riguarda i modelli sviluppati da Google DeepMind, il laboratorio di ricerca del gruppo. Ryanair utilizzerà tra gli altri AlphaEvolve e WeatherNext per supportare la gestione della flotta e la programmazione della manutenzione. Due ambiti dove la precisione delle previsioni fa una differenza economica concreta, perché anticipare un intervento tecnico o riorganizzare i turni in base a condizioni meteo attese significa evitare fermi macchina costosi.

La manutenzione programmata, in particolare, è una di quelle voci di bilancio che nelle compagnie aeree pesa sempre. Ottimizzarla vuol dire tenere più aerei in volo e meno a terra, che per un vettore low cost è praticamente il cuore del modello di business.

Non un addio ad AWS, ma una strategia dual cloud

Un dettaglio che vale la pena chiarire, perché è facile fraintenderlo. Ryanair non sta abbandonando Amazon Web Services, l’infrastruttura cloud che già utilizza. Il nuovo accordo con Google si affianca a quella esistente, si somma, dando vita a una strategia dual cloud. Due fornitori distinti, due infrastrutture parallele.

La logica è quella della riduzione del rischio. Se un singolo problema infrastrutturale colpisce un provider, la compagnia non si trova con l’intera operatività paralizzata. Nel trasporto aereo la continuità del servizio conta più che in molti altri settori, perché un blocco dei sistemi non si traduce in una pagina web lenta ma in aerei fermi, passeggeri bloccati negli aeroporti e catene di ritardi che possono durare giorni. Chi gestisce migliaia di voli al giorno preferisce pagare due volte piuttosto che scoprire di dipendere da un unico punto di rottura.

Il quinquennio appena avviato dirà quanto di questa architettura arriverà davvero a incidere sulle operazioni di tutti i giorni, ma la direzione è tracciata e i modelli sono già quelli di casa Google.

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