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Rosstat hackerato: rivendicato furto dei dati sui soldati morti

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Il servizio statistico federale russo Rosstat è stato violato da un attacco informatico e, secondo chi lo ha rivendicato, il data breach comprenderebbe anche informazioni estremamente delicate come il numero dei militari russi uccisi nella guerra in Ucraina. L’ente ha confermato di aver subito l’intrusione ma ha respinto con decisione l’idea che siano stati portati via terabyte di dati, che è invece proprio ciò che affermano i gruppi di hacker responsabili dell’operazione.

Le due versioni quindi non coincidono affatto. Da una parte c’è l’istituto che ammette l’attacco ridimensionandone la portata, dall’altra ci sono gli autori che parlano di circa 23 TB di informazioni sottratte. La storia insegna che Mosca non si fa grandi scrupoli a dire il falso quando lo ritiene utile, eppure per il momento è giusto concedere il beneficio del dubbio a entrambe le parti, visto che nessuna delle due affermazioni è stata verificata.

Cos’è il Rosstat e perché quei dati pesano così tanto

Per capire la portata della vicenda basta un paragone semplice. Il Rosstat è in sostanza l’equivalente russo del nostro Istat, cioè l’organismo che pubblica le statistiche ufficiali in ambito demografico ed economico. Sono numeri che poi vengono ripresi da altri enti statali e più in generale dal governo, quindi parliamo di una fonte centrale per tutta l’amministrazione del Paese.

C’è però un dettaglio che rende il furto di dati particolarmente scottante. Nel 2024 l’istituto ha smesso di diffondere i dati annuali sulle cause di morte in Russia, e il motivo non è difficile da intuire. A livello ufficioso si stima che il prezzo in vite umane della campagna voluta da Putin sia stato altissimo per la nazione, e riconoscerlo pubblicamente rappresenterebbe un duro colpo all’immagine del Cremlino. Proprio per questo un archivio che contenesse informazioni di quel tipo avrebbe un valore enorme, sia dal punto di vista politico sia da quello mediatico.

Non sorprende allora che la conta dei soldati caduti sia diventata l’elemento più discusso di tutta la faccenda. Si tratta esattamente del genere di numeri che le autorità russe hanno scelto di non rendere più accessibili, e che ora secondo gli attaccanti sarebbero finiti nelle loro mani.

Le cifre diffuse dagli hacker sui militari caduti in Ucraina

I gruppi che hanno firmato l’attacco hanno condiviso un grafico basato sulla loro lettura del materiale trafugato. Stando a questa interpretazione, negli ultimi due anni sarebbero morti tra 25.000 e 50.000 soldati russi ogni mese. Per quanto riguarda la stima relativa a ottobre 2026 il valore indicato andrebbe persino un po’ oltre questa forbice.

Sono numeri impressionanti ma va precisato con chiarezza da dove arrivano. Le cifre provengono dagli stessi hacker e al momento manca una verifica indipendente che ne confermi l’origine, l’integrità dei documenti e il reale significato statistico. In altre parole non è possibile stabilire con certezza se i file siano autentici, se siano stati alterati o se la lettura proposta dagli attaccanti rispecchi davvero ciò che contengono.

Il quadro resta dunque sospeso tra la conferma parziale del Rosstat, che riconosce la violazione ma nega il furto massiccio, e le dichiarazioni dei pirati informatici che rivendicano un bottino di 23 TB con dentro anche i dati sulle perdite militari. La stima più alta diffusa finora, quella su ottobre 2026, supera la soglia dei 50.000 caduti in un solo mese.

Fonte: TecnoAndroid

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