Capcom riesce a portare sul mercato un videogioco di Resident Evil quasi ogni anno, e per molti appassionati questo ritmo ha sempre avuto qualcosa di misterioso. Come fa una software house a mantenere una cadenza così serrata su una saga tanto amata, con tutto il lavoro e gli investimenti che ci sono dietro ogni singolo capitolo? A togliere un po’ di velo su questo meccanismo ci ha pensato una figura che di certo conosce bene la macchina interna, ovvero Masachika Kawata, produttore storico della casa giapponese. Kawata è uno di quei nomi che i fan della serie riconoscono al volo. Ha legato buona parte della sua carriera proprio al franchise horror, seguendone da vicino l’evoluzione nel corso degli anni. Ed è per questo che le sue parole hanno un peso particolare quando si parla di come Capcom organizzi il proprio lavoro attorno a un marchio tanto importante quanto delicato da gestire.
Un produttore che sogna anche un Resident Evil più rilassato
La cosa curiosa è che tra chi ha contribuito a dare forma a Resident Evil c’è pure chi si immagina qualcosa di completamente diverso dal solito. Uno dei papà della serie, infatti, coltiva l’idea di un capitolo più cozy, più rilassato, lontano dalle atmosfere di tensione e paura che hanno reso celebre il brand. Un pensiero che, detto così, stona quasi con l’immagine classica della saga, fatta di corridoi bui e nemici pronti a saltarti addosso.
In mezzo a queste suggestioni, il compito di Masachika Kawata resta molto più concreto. Il produttore ha spiegato in che modo la software house giapponese riesca effettivamente a sfornare un videogioco di Resident Evil praticamente ogni dodici mesi, nonostante la mole di lavoro necessaria e le risorse economiche che un progetto del genere richiede. Non si tratta di un’impresa da poco, considerando quanto sia complesso costruire un titolo che rispetti gli standard qualitativi a cui il pubblico è ormai abituato.
Il ritmo tenuto da Capcom con questa serie è qualcosa che poche realtà nel panorama videoludico possono permettersi. Portare avanti un franchise storico con questa continuità significa avere una struttura ben rodata alle spalle, capace di gestire più fronti contemporaneamente senza far calare l’attenzione sulla qualità finale. E le spiegazioni di Kawata offrono uno sguardo raro dietro le quinte di un colosso che ha fatto della costanza uno dei suoi tratti distintivi, tenendo vivo l’interesse attorno a uno dei nomi più celebri del settore.


