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Renault 8 Gordini Concept: coupé elettrica da 270 CV

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Con la Renault 8 Gordini Concept la casa francese ripesca uno dei nomi più amati della propria storia sportiva e lo riscrive in chiave elettrica, con 270 CV e trazione posteriore. Il risultato è una coupé biposto che della “Gorde” degli anni Sessanta conserva lo spirito e parecchi dettagli, ma non certo le proporzioni: qui si parla di una vettura bassa, larga, piantata per terra, che guarda più alle piccole vetture da competizione che alla berlinetta popolare da cui prende il nome. Un esercizio di stile, va detto subito, non l’anticipazione di qualcosa che finirà in concessionaria.

I numeri aiutano a inquadrare il progetto. Quattro metri e dodici di lunghezza, 1,88 di larghezza e appena 1,27 metri di altezza, con cerchi da 19 pollici davanti e da 20 dietro. Le carreggiate sono larghe, i parafanghi gonfi, la coda decisamente muscolosa. Tutto lavora nella stessa direzione, cioè dare l’impressione di una macchina nata per la pista più che per il traffico urbano. E il richiamo alla R8 Gordini originale passa anche da una scelta tecnica precisa, perché il motore elettrico da 270 CV è sistemato al posteriore, esattamente come accadeva sul modello del 1964.

I dettagli che legano il passato al presente

Il blu di Francia c’è, ovviamente, perché senza quel colore la parola Gordini perde metà del suo significato. Stavolta però è stato reinterpretato con una finitura più profonda, meno piatta. Le due strisce bianche non sono semplicemente appiccicate sopra la carrozzeria come decorazione, ma entrano nel disegno stesso della vettura, diventando parte della struttura estetica. Attorno a questi due elementi si muovono tutti gli altri rimandi: la firma Gordini, l’emblema con il numero 8, i passaruota squadrati, la presa d’aria posteriore e i sei fari rotondi davanti, forse il dettaglio più immediatamente riconoscibile per chi ha in mente l’originale.

Il linguaggio scelto dai designer è quello che in Renault chiamano “café racer”, cioè superfici pulite, pochissimi orpelli e attenzione quasi ossessiva ai volumi della carrozzeria. Niente nervature inutili, niente prese d’aria finte. La stessa logica arriva dentro l’abitacolo, dove la plancia è costruita attorno a una struttura orizzontale in alluminio spazzolato sulla quale sono disposti diversi quadranti digitali rotondi. L’Alcantara riveste una parte degli interni, mentre i sedili sportivi riprendono graficamente il disegno di quelli montati sulla R8 Gordini di allora. Materiali moderni da una parte, citazioni storiche dall’altra, senza aggiungere nulla di superfluo.

Un progetto nato in casa, da un concorso interno

C’è una differenza sostanziale rispetto alla R17 Electric Restomod x Ora Ïto, realizzata con un contributo esterno. La Renault 8 Gordini Concept è stata sviluppata interamente dai team interni della Casa, e il punto di partenza è stato un concorso aperto ai designer del marchio. Hanno partecipato spontaneamente, presentando oltre 300 proposte. Da quella prima selezione sono uscite due interpretazioni diverse, poi lavorate in scala fino ad arrivare alla sintesi che ha dato forma alla concept definitiva. Un processo insolito, se si pensa a come nascono di solito le show car, e che spiega anche perché il risultato finale abbia un carattere così marcato.

Il progetto si inserisce nella strategia con cui Renault sta riportando alla luce alcune delle proprie icone attraverso esemplari unici, senza necessariamente trasformarli in prodotti di serie. La vettura sarà esposta al Salone dell’Auto di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre 2026. Dopo la kermesse parigina entrerà a far parte del patrimonio storico del marchio, con destinazione il futuro museo delle Collezioni Renault a Flins.

Fonte: TecnoAndroid

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