In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Il rinnovo dell’accordo di licenza sui brevetti tra Apple e Qualcomm è stato confermato dal produttore di chip, che però ha preferito non entrare nel dettaglio della durata. Un passaggio tutt’altro che marginale, perché consente a Cupertino di continuare ad attingere a una parte del portafoglio di proprietà intellettuale dell’azienda californiana proprio mentre lavora per ridurre, un pezzo alla volta, la dipendenza dai suoi modem.
L’intesa oggi in vigore ha una scadenza fissata al 31 marzo 2027, con un’opzione che permette di allungare il tutto di altri due anni. Una delle ipotesi più concrete è che sia stata attivata proprio quella clausola, portando quindi il rapporto fino al 2029. Conferme ufficiali su questo punto però non ne sono arrivate, e Qualcomm si è limitata a parlare di estensione senza aggiungere altro.
Licenze e modem sono due cose diverse
Qui serve una distinzione che spesso viene persa per strada. Un conto è la licenza sui brevetti, un altro è il contratto di fornitura dei modem. Nel 2023 le due aziende avevano firmato un accordo separato per i chip 5G, valido almeno fino al 2026. La licenza, invece, può restare in piedi anche nel momento in cui Apple monta componenti progettati in casa propria. Detto altrimenti, pagare per usare tecnologie coperte da brevetto non significa necessariamente comprare l’hardware da chi quei brevetti li detiene.
La rotta di Cupertino non è cambiata e punta verso una maggiore autonomia. Qualcomm lo sa bene, tanto che già a luglio aveva messo le mani avanti avvertendo che i ricavi legati ai prodotti Apple sarebbero calati più in fretta del previsto. Per compensare almeno in parte la flessione attesa nel 2027, l’azienda sta spingendo su altri fronti, a partire dal settore dei data center, dove le ambizioni negli ultimi tempi si sono fatte parecchio più esplicite.
Un business che pesa sui conti
Il ramo delle licenze resta comunque una gamba fondamentale per i conti di Qualcomm. Nel trimestre chiuso a giugno valeva intorno al 15% dei ricavi complessivi, una fetta che nessuno si può permettere di lasciare per strada con leggerezza. Ed è anche il motivo per cui il rinnovo, pur senza clamore e senza numeri resi pubblici, va letto come una notizia di peso per entrambe.
Il rapporto attuale tra le due società affonda le radici nell’accordo del 2019, quello che chiuse una disputa legale durata circa due anni. Sul tavolo c’erano le royalty sui brevetti wireless e la fornitura dei modem, con cause incrociate sparse in mezzo mondo. La pace arrivò con un pagamento da parte di Apple, il cui importo non è mai stato reso noto, il ritiro di tutte le azioni legali pendenti a livello globale e la firma di una nuova intesa di licenza. Da allora le acque sono rimaste calme, pur dentro una relazione che entrambe sanno essere destinata a cambiare forma.
Cosa cambia per i prossimi iPhone
Il percorso verso i modem sviluppati internamente da Apple prosegue, ma il rinnovo dell’accordo sui brevetti racconta che il legame con Qualcomm non si spezza in modo netto. Anche con silicio proprietario a bordo, le tecnologie di connettività coperte da proprietà intellettuale altrui vanno comunque licenziate, e questo vale per chiunque produca smartphone. È la ragione per cui un’estensione di questo tipo può convivere senza contraddizioni con la strategia di indipendenza tecnologica portata avanti da Cupertino.
Fonte: TecnoAndroid








