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Ottobre a Roma è un mese strano per chi deve scaldare casa. Le mattine iniziano a pungere, dopo la doccia il bagno si raffredda in pochi minuti, ma accendere la caldaia per tutta la villa sembra ancora uno spreco. È proprio in questa terra di mezzo, la mezza stagione, che ho messo alla prova il DREO Whole-Room Heater 720S, il termoventilatore ceramico da 2000 W che Dreo ha presentato a IFA 2026 e che su Amazon trovate semplicemente come termoventilatore Dreo 720S.
Il campione mi è stato inviato direttamente da Dreo e l’ho usato soprattutto nel bagno principale, una stanza di circa 15 metri quadrati, e poi nel salone al piano terra, che misura una sessantina di metri quadrati ed è aperto verso la scala che sale al primo piano. Non l’ho affiancato ai termosifoni gestiti da tado°: li ho lasciati spenti e ho chiesto al 720S di cavarsela da solo, perché volevo capire se scaldasse davvero o se fosse soltanto un oggetto di design ben riuscito.
La sua particolarità è un meccanismo motorizzato che Dreo chiama AutoShift. La parte superiore del corpo si alza o si abbassa e cambia il modo in cui esce l’aria calda: concentrata in avanti, verso chi è seduto davanti, oppure distribuita a 360 gradi nella stanza. Attorno a questa idea ci sono tre livelli di potenza, una modalità ECO, il termostato regolabile da 5 a 35 °C, il timer, il telecomando e il controllo tramite app, con Alexa e Google Home.
Il pubblico a cui si rivolge è abbastanza chiaro: chi non ha i termosifoni, chi deve scaldare in fretta una stanza piccola e chi vuole un apparecchio che non sembri uscito da un magazzino degli anni Novanta. Anticipo che il mio giudizio è positivo, pur con un limite legato agli impianti elettrici delle nostre case, e c’è un’attenzione da avere quando lo si porta in bagno. Entrambi meritano più di una riga. Il 720S si può acquistare su Amazon, mentre le specifiche complete sono sulla pagina ufficiale del 720S sullo store europeo di Dreo.
Unboxing e dotazione
La confezione non punta a stupire e dentro ho trovato solo l’essenziale: il termoventilatore, il telecomando e il manuale, scritto anche in italiano. Non servono basi da montare, staffe o viti, quindi il 720S si estrae, si collega alla presa e funziona.
Una nota pratica sul telecomando: nella mia scatola le batterie non c’erano, mentre la scheda dello store europeo di Dreo indica due ministilo AAA tra il contenuto. Può darsi che i campioni stampa siano confezionati diversamente rispetto alle unità in vendita. In ogni caso conviene tenerne un paio a portata di mano, perché il telecomando è uno dei modi più comodi per gestire l’apparecchio e sarebbe un peccato scoprirlo inutilizzabile la prima sera.

Credits: TecnoAndroid
Il manuale in italiano è un dettaglio meno scontato di quanto sembri. Spiega le modalità, i codici di errore e le avvertenze di sicurezza in modo comprensibile e per un apparecchio da 2000 W queste indicazioni vanno lette davvero, soprattutto la parte sul posizionamento.
Per la fascia di prezzo la dotazione è adeguata: non mi aspettavo accessori e su un termoventilatore non ne sentivo la mancanza. L’unica vera omissione, almeno nel mio caso, restano le batterie.
Design, materiali ed ergonomia
La prima impressione, appena estratto dalla scatola, è stata di solidità. Le plastiche sono di buona qualità, compatte, senza scricchiolii quando lo si prende in mano o lo si appoggia. L’assemblaggio è molto preciso: le giunzioni tra le parti sono regolari, nulla balla e la sezione superiore che si muove con il meccanismo AutoShift non dà l’idea di un elemento fragile.
La forma è quella di una piccola torre cilindrica, con un ingombro dichiarato di circa 25 x 22 x 30 centimetri. Sta sul pavimento senza dare fastidio e trova posto anche accanto al mobile del lavabo, su una mensola larga o vicino al divano. Rispetto ai termoventilatori a parallelepipedo che si trovano ovunque, ha un aspetto più curato: sul frontale c’è il pannello touch con il display e alla base corre una fascia luminosa che cambia colore in base allo stato di funzionamento.

Il peso, secondo le schede tecniche, è di circa 3,1 kg. Nella pratica l’ho trovato leggero e facilissimo da spostare, anche grazie al passante sul retro che funziona da maniglia. Il cavo, lungo circa 1,8 metri secondo i dati in circolazione, lascia un discreto margine nel posizionamento senza costringere a usare prolunghe, che con un carico da 2000 W è sempre meglio evitare.
Dreo dichiara una scocca esterna che resta fredda al tatto anche durante il funzionamento, così da poterlo spostare mentre è acceso. È un dettaglio che conta soprattutto in una casa con animali o bambini, e ci torno più avanti nella parte sulla sicurezza.
La fascia luminosa merita due parole perché secondo il produttore usa cinque colori: tende al blu nella sola ventilazione e scivola verso l’arancione e il rosso quando scalda. È un modo immediato per capire cosa sta facendo l’apparecchio senza leggere il display e si può disattivare. Chi lo tiene in salone la apprezzerà, chi lo usa in camera probabilmente la spegnerà.
La manutenzione esterna si riduce a una passata di panno asciutto sulla scocca e a un controllo periodico delle griglie, dove con il tempo si accumula polvere. Come per qualsiasi apparecchio ventilato, va fatta a spina staccata e ad apparecchio freddo.
Scheda tecnica
| Specifica | Valore |
|---|---|
| Modello | DREO Whole-Room Heater 720S (codice HSH040S) |
| Tipologia | Termoventilatore ceramico PTC |
| Elemento riscaldante | Ceramica PTC Hyperamics |
| Potenza massima | 2000 W |
| Modalità | 3 livelli di calore, ECO, sola ventilazione |
| Diffusione dell’aria | AutoShift: mirata oppure a 360° |
| Velocità dell’aria | Fino a 4,1 m/s (mirata), fino a 2,9 m/s (360°) |
| Superficie consigliata | 15-25 m² in modalità 360° |
| Termostato | Da 5 a 35 °C, passi di 1 °C |
| Timer | Da 1 a 12 ore |
| Rumorosità dichiarata | Da 25 dB |
| Controlli | Pannello touch, telecomando, app DREO, Amazon Alexa, Google Home |
| Sicurezza | Sistema Shield360° a 8 livelli: antiribaltamento, protezione da surriscaldamento, scocca fredda al tatto, cablaggio isolato termicamente, blocco bambini, materiali ignifughi |
| Illuminazione | Luce ambientale RGB a 5 colori |
| Dimensioni | 25 x 22 x 30 cm |
| Peso | Circa 3,1 kg |
| Lunghezza cavo | Circa 1,8 m |
| Garanzia | 24 mesi secondo le condizioni Dreo per l’Europa |
| Prezzo di listino | 119,99 euro |
Tecnologia: come funzionano il PTC e il sistema AutoShift
Il cuore del 720S è un elemento riscaldante in ceramica PTC. La sigla sta per coefficiente di temperatura positivo: è un materiale la cui resistenza elettrica aumenta con il calore. Tradotto in pratica, l’elemento si scalda molto rapidamente all’accensione e poi tende ad autoregolarsi, invece di continuare a salire di temperatura come una resistenza tradizionale. È uno dei motivi per cui i termoventilatori ceramici sono diventati lo standard nella fascia medio-alta: riscaldamento quasi immediato e un comportamento più prevedibile.
Dreo dichiara aria calda in circa due secondi. Non ho cronometrato il dato, ma nell’uso quotidiano la sensazione è proprio quella: si accende e l’aria che esce è già calda, senza la fase di attesa tipica delle stufette più economiche.
A spingere l’aria attraverso l’elemento c’è una ventola mossa da un motore brushless, che secondo il produttore contribuisce sia alla silenziosità sia alla pressione necessaria per far funzionare la diffusione a 360 gradi.

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Poi c’è il meccanismo che dà il nome alla serie: un piccolo motore passo-passo sposta un deflettore conico nella parte alta del corpo. Quando il deflettore è abbassato, l’aria esce concentrata in avanti, con una velocità dichiarata fino a 4,1 metri al secondo: è la modalità mirata, pensata per scaldare una persona seduta alla scrivania o sul divano senza dover portare in temperatura tutto l’ambiente. Quando si solleva, scopre le uscite superiori e l’aria viene distribuita tutto intorno all’apparecchio, a una velocità più bassa, fino a 2,9 metri al secondo. È la modalità 360°, che Dreo consiglia per stanze tra 15 e 25 metri quadrati.
Il senso di questa soluzione è pratico. Un termoventilatore classico ha una direzione sola e, al massimo, un’oscillazione: chi gli sta davanti riceve un getto caldo, il resto della stanza si scalda lentamente. Qui lo stesso apparecchio può comportarsi in due modi diversi. In un bagno piccolo, dove si vuole alzare la temperatura dell’intero locale prima o durante la doccia, ha senso la distribuzione circolare. In uno studio, dove serve calore sulle gambe mentre si lavora, ha più senso il getto concentrato, che consuma meno perché non deve scaldare l’aria di tutta la stanza.
Resta un limite fisico che nessun deflettore può aggirare: i 2000 W sono quelli, e la superficie consigliata, tra 15 e 25 metri quadrati, è un’indicazione da prendere sul serio. Lo si vede bene nella prova in salone, che racconto più avanti.
Comandi, app e controllo smart
Il 720S si può gestire in tre modi: dal pannello touch sul frontale, con il telecomando oppure tramite l’app DREO. Il pannello è chiaro, i tasti rispondono bene e non ci sono bip fastidiosi a ogni pressione, un dettaglio che apprezzo molto. Il telecomando mi è piaciuto ancora di più: compatto, con i comandi essenziali a portata di dito, permette di cambiare temperatura o livello senza alzarsi ed è di fatto il modo in cui ho finito per usare il termoventilatore più spesso.
Di notte il display si spegne, così non diventa una luce fissa nella stanza. Secondo le informazioni del produttore lo schermo si può anche disattivare del tutto, e la fascia RGB si spegne separatamente. Chi pensa di usarlo in camera troverà utili entrambe le opzioni.
Sul fronte smart, il termoventilatore si collega in Wi-Fi all’app DREO, disponibile gratuitamente sia per Android sul Google Play Store sia per iPhone sull’App Store. È la stessa app che Dreo usa per ventilatori, purificatori e climatizzatori, quindi chi ha già altri prodotti del marchio ritrova tutto in un’unica schermata. Dall’app, secondo la documentazione e le prove pubblicate finora, si regolano temperatura, livello di potenza, modalità ECO e diffusione mirata o a 360°, si imposta il timer, si gestisce la luce ambientale e si può calibrare il sensore di temperatura integrato. Il collegamento con Amazon Alexa e Google Home porta i comandi vocali.
La cosa importante, però, è che l’app non è indispensabile. Tutte le funzioni di uso quotidiano sono raggiungibili dal pannello e dal telecomando e chi non vuole un altro dispositivo connesso alla rete di casa può ignorare completamente la parte smart senza perdere nulla di essenziale. L’app diventa interessante soprattutto per chi vuole accendere il bagno da remoto qualche minuto prima di rientrare o inserire il termoventilatore in una routine vocale.
Non manca il blocco bambini, che disattiva i comandi touch sul corpo dell’apparecchio. In una casa con figli piccoli o animali curiosi che camminano vicino ai tasti è una funzione che vale la pena attivare.
Prestazioni e consumi
La potenza massima dichiarata è di 2000 W, distribuita su tre livelli di calore. Dreo non è particolarmente chiara sul valore esatto dei due livelli inferiori, e le fonti non concordano del tutto. Le misurazioni pubblicate da una testata tedesca che ha provato il modello collocano i tre livelli intorno a 1.100, 1.400 e 1.900 W di assorbimento reale, valori coerenti con quanto indicato da altri recensori europei. Li riporto come riferimento, non come misura mia.
Io ho fatto una verifica diversa: il termoventilatore era collegato a una presa smart Sonoff che registra l’assorbimento, e i consumi letti nella relativa app sono risultati in linea con quelli dichiarati. Nessuna sorpresa, quindi: quando lavora al massimo, il 720S assorbe quello che deve assorbire un apparecchio da 2000 W.
Per avere un ordine di grandezza in bolletta basta una moltiplicazione: al massimo della potenza, un’ora di funzionamento continuo vale circa 2 kWh. Ipotizzando una tariffa di 0,25 euro al kWh, sono circa 50 centesimi l’ora. Il conto reale è quasi sempre più basso, perché il termostato interviene: quando la stanza raggiunge la temperatura impostata, la potenza cala o il riscaldamento si interrompe.

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Qui entra in gioco la modalità ECO. Secondo le indicazioni ufficiali, in ECO il termoventilatore si spegne automaticamente una volta raggiunta la temperatura impostata e riparte quando serve. Dreo parla di un risparmio fino al 40%, un dato che dipende ovviamente da quanto la stanza trattiene il calore e da quanto è fredda in partenza. Non l’ho potuto verificare con misurazioni dedicate, ma il principio è corretto: un apparecchio che lavora a cicli consuma meno di uno che gira sempre al massimo.
Una precisazione onesta sui limiti del test: ho usato il termoventilatore soprattutto alla potenza massima, che è il modo in cui si vede subito se un apparecchio del genere scalda o no. Anche gli altri livelli mi sono sembrati validi e adatti a mantenere la temperatura una volta raggiunta. Non ho però fatto misurazioni con termometri o con i sensori tado°: a ottobre, a Roma, le temperature non sono abbastanza basse da rendere significativa una prova strumentale. Le mie valutazioni sul calore sono quindi percettive, basate sull’uso reale.
Test sul campo
La prova si è svolta a ottobre, in piena mezza stagione, nella villa dove vivo vicino a Roma. Due ambienti molto diversi tra loro, scelti apposta per capire dove il 720S ha senso e dove inizia a non averne.
Il bagno principale. È una stanza di circa 15 metri quadrati, quindi perfettamente dentro la fascia consigliata da Dreo. È qui che il termoventilatore ha lavorato di più ed è qui che mi ha convinto. Lo scalda abbastanza velocemente e la differenza si sente soprattutto nel momento in cui serve davvero: durante la doccia e subito dopo. Uscire dal box con l’aria già calda intorno, invece che con quella sensazione di freddo che arriva dalle piastrelle, è esattamente il motivo per cui si compra un apparecchio del genere. In questo scenario il 720S fa il suo lavoro senza esitazioni e devo dire che scalda parecchio, più di quanto mi aspettassi da un oggetto così compatto.

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Qui ho usato anche il timer, che trovo una funzione molto pratica in questo contesto: lo si accende, si imposta lo spegnimento automatico e non si rischia di lasciarlo acceso per ore dimenticandosene. Non ho riscontrato problemi di alcun tipo.
Il salone. Qui la situazione è diversa. Parliamo di circa 60 metri quadrati, più del doppio del limite superiore indicato dal produttore. Non solo: il salone è aperto e comunica con la scala che porta al piano superiore. Il calore, come sappiamo, sale, e in un ambiente del genere tende a disperdersi verso l’alto invece di restare dove serve. Il 720S fa fatica ed era prevedibile. Non porta un open space del genere a una temperatura confortevole in tempi ragionevoli, né potrebbe farlo: con 2000 W si scalda bene una stanza, non un piano intero aperto su un secondo piano.

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Questo però non è un difetto del prodotto, è un’indicazione sul suo utilizzo corretto. Un termoventilatore, per quanto ben progettato, resta un riscaldamento di appoggio per ambienti contenuti. Chi pensa di scaldare un grande soggiorno aperto con un apparecchio da 2000 W rimarrà deluso, qualunque marca scelga.
I termosifoni spenti. Per tutta la durata della prova non ho acceso il riscaldamento centralizzato. Il 720S non lavorava insieme ai termosifoni gestiti da tado°, ma al loro posto. È una prova più severa di quanto sembri, perché un apparecchio di appoggio di solito si limita ad alzare di qualche grado una stanza già tiepida. Anche così, nel bagno, il risultato è stato soddisfacente. Va detto che a ottobre a Roma non fa freddissimo: in pieno inverno la stessa stanza partirebbe da temperature più basse e servirebbe più tempo.
Comandi e uso quotidiano. Ho utilizzato il timer, i diversi livelli e le altre funzioni disponibili sul pannello e sul telecomando senza intoppi. Il termoventilatore non si è mai bloccato, non ha mostrato codici di errore e non si è spento in modo anomalo.
Con i cani in casa. Dafne e Anubi vivono al piano terra e il salone è la loro stanza. Non hanno mai mostrato interesse per il termoventilatore e non si sono mai avvicinati, quindi non ho avuto situazioni critiche da gestire. Un dettaglio che mi ha comunque tranquillizzato, considerando che si tratta di un apparecchio che produce calore e che sta al livello del pavimento.
Approfondimenti
Si può usare in bagno senza rischi?
Visto che il bagno è l’ambiente dove il 720S mi è piaciuto di più, questa domanda va affrontata con serietà. Dreo non dichiara un grado di protezione IP contro l’acqua per questo modello. Non significa che non si possa usare in un bagno, ma che va trattato come qualsiasi termoventilatore portatile non certificato contro gli spruzzi: lontano da doccia, vasca e lavandino, su una superficie asciutta e stabile, collegato direttamente a una presa a muro e mai dove possa essere raggiunto dall’acqua.
Nella pratica significa scegliere con cura il punto in cui appoggiarlo e non spostarlo vicino al box doccia per avere più calore. Il manuale riporta le avvertenze del caso e conviene rispettarle alla lettera. Chi cerca un apparecchio da installare stabilmente in bagno, magari a parete, trova nel catalogo Dreo il convettore 711S, che ha una certificazione IP24 contro gli spruzzi. È un prodotto diverso, senza ventola e più lento a scaldare, ma pensato per quell’ambiente.
Perché fatica negli ambienti grandi e aperti
Il comportamento in salone ha una spiegazione fisica semplice. Un termoventilatore scalda l’aria che passa attraverso l’elemento ceramico e la spinge nella stanza. Se la stanza è chiusa e piccola, quell’aria calda si accumula e la temperatura sale, mentre in un ambiente grande il volume da scaldare cresce enormemente. Se poi è aperta su una scala, l’aria calda sale al piano superiore e viene sostituita da aria più fredda.
La modalità a 360° aiuta a distribuire meglio il calore entro il raggio d’azione dell’apparecchio, ma non aumenta la potenza disponibile. Il dato di 15-25 metri quadrati indicato da Dreo è realistico e lo confermo con la mia esperienza: nel bagno da 15 metri quadrati il risultato è ottimo, nel salone da 60 aperto verso l’alto no. Chi ha ambienti di quel tipo dovrebbe considerare il 720S solo come calore personale, magari in modalità mirata verso il divano, e non come soluzione per l’intera stanza.
Quanto si sente davvero
Sulla rumorosità il termoventilatore mi ha sorpreso in positivo. Non è affatto rumoroso e non mi ha mai dato fastidio, nemmeno usandolo per buona parte del tempo alla potenza massima. Il fruscio dell’aria c’è, come in qualunque apparecchio ventilato, ma resta discreto e si confonde con i rumori di fondo della casa.
Dreo dichiara 25 dB, un valore che secondo le prove pubblicate si riferisce al funzionamento più tranquillo, non al livello massimo. A piena potenza il volume sale, com’è inevitabile per un apparecchio che deve spostare più aria, ma nella mia esperienza resta ampiamente accettabile.
Una cosa la sento, anche se poco: il clic del relè quando il termostato stacca e riattacca il riscaldamento. È un rumore breve e attenuato, che in bagno o in salone passa inosservato. In una camera da letto silenziosa, di notte, qualcuno potrebbe notarlo. Io sono particolarmente sensibile ai rumori mentre dormo e non metto apparecchi del genere in camera, quindi non l’ho provato in quel contesto.
Sicurezza: protezioni e codici di errore
Dreo riunisce le protezioni del 720S sotto il nome Shield360°, con otto livelli di sicurezza. Tra quelli dichiarati ci sono lo spegnimento automatico se l’apparecchio si inclina oltre i 45 gradi, la protezione dal surriscaldamento, la scocca che resta fredda al tatto, il cablaggio interno isolato termicamente, il blocco bambini e l’uso di materiali ignifughi. Il prodotto ha la marcatura CE.
Non ho provocato volontariamente un surriscaldamento né ho rovesciato l’apparecchio acceso per verificare il sensore di inclinazione. Riporto quindi queste funzioni come dati del produttore, confermati anche dalle prove pubblicate da altri colleghi europei. Utile sapere che il display segnala eventuali anomalie con codici specifici: secondo la documentazione ufficiale, FF indica l’intervento della protezione da surriscaldamento, P4 quella antiribaltamento, mentre E1 ed E2 segnalano un problema al sensore di temperatura, caso in cui va contattata l’assistenza.
Durante il mio utilizzo non è comparso nessuno di questi codici. Nella vita di tutti i giorni, la protezione più rassicurante è proprio quella antiribaltamento: con un termoventilatore appoggiato a terra, un urto accidentale capita.
Il nodo dei 3 kW del contatore
Questo è il punto su cui voglio essere più chiaro, perché riguarda moltissime case italiane e non dipende dal prodotto. La maggior parte delle utenze domestiche ha un contratto da 3 kW di potenza impegnata. Il contatore elettronico concede in modo stabile circa il 10% in più, quindi intorno ai 3,3 kW, e tollera superamenti oltre questa soglia solo per un tempo limitato prima di staccare la corrente.
Con il termoventilatore al massimo, quasi 2 kW sono già impegnati e ne resta poco più di uno per tutto il resto. Basta accendere il forno, il piano a induzione, la lavatrice in fase di riscaldamento o un asciugacapelli, cosa tutt’altro che improbabile in bagno, per superare il limite e far scattare il contatore.
Prima di acquistare un apparecchio da 2000 W conviene quindi valutare bene le proprie abitudini. Le strade sono tre: usare i livelli di potenza inferiori o la modalità ECO quando altri elettrodomestici sono accesi, evitare la sovrapposizione con i carichi più pesanti, oppure valutare un aumento della potenza del contatore. È un discorso che vale per qualunque termoventilatore di questa potenza, ma va fatto, perché è il primo problema che si incontra nell’uso reale.
La prima accensione e gli odori
Chi ha comprato qualche stufetta conosce il rito della prima accensione: un odore di nuovo, a volte di bruciato, che riempie la stanza e costringe ad aprire la finestra. Con il 720S non ho sentito nessun odore, né alla prima accensione né nei giorni successivi.
Non è un dettaglio scontato: tra i commenti degli utenti in rete si leggono lamentele di questo tipo riferite a vari termoventilatori, anche di fascia non economica. Nel mio caso il problema non si è presentato e per un apparecchio da usare in una stanza piccola e chiusa come un bagno è un vantaggio concreto.

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Prezzo e posizionamento
Il DREO Whole-Room Heater 720S ha un prezzo di listino europeo di 119,99 euro, lo stesso indicato sullo store ufficiale e al lancio su Amazon nei principali mercati europei. Come sempre su questi prodotti, il prezzo può scendere con le promozioni stagionali e l’inverno è il periodo in cui i termoventilatori vengono scontati più spesso.
Il posizionamento è chiaro: siamo nella fascia alta dei termoventilatori portatili. Un modello ceramico basilare, con termostato e due livelli di potenza, si trova spesso a meno della metà. Quello che si paga in più sta in tre elementi: il meccanismo AutoShift con le due modalità di diffusione, il controllo smart con app e assistenti vocali, e una cura costruttiva e di design che si nota appena lo si tira fuori dalla scatola. A questi si aggiungono silenziosità e un pacchetto di protezioni completo.
Chi deve semplicemente alzare di qualche grado una stanza, e non è interessato a controllo smart, distribuzione a 360° o estetica, può risparmiare con un modello più semplice, anche all’interno della stessa gamma Dreo, dove i Solaris Slim costano meno e rinunciano proprio al meccanismo AutoShift. Chi invece cerca un apparecchio da bagno da fissare a muro, con protezione contro gli spruzzi, dovrebbe guardare al convettore 711S, proposto a 149,99 euro. Per chi vuole un termoventilatore versatile per stanze tra 15 e 25 metri quadrati e da usare anche in vista, il prezzo è giustificato. Il 720S si può acquistare su Amazon, mentre le specifiche complete sono sulla pagina ufficiale del 720S sullo store europeo di Dreo.
Chi segue TecnoAndroid ricorderà che avevamo raccontato il debutto del modello nell’articolo dedicato a le novità Dreo presentate a IFA 2026. Chi invece ha già un riscaldamento centralizzato e vuole ottimizzarlo prima di aggiungere apparecchi elettrici può leggere la mia recensione del Termostato Intelligente Wireless X di seconda generazione o quella precedente sul kit tado° X per la gestione stanza per stanza. Per chi produce energia in casa, infine, un termoventilatore diventa molto più conveniente se alimentato dal fotovoltaico, un tema che ho affrontato nella prova del sistema di accumulo EcoFlow STREAM Ultra X. In estate, invece, la modalità di sola ventilazione non sostituisce un ventilatore dedicato come il Levoit Windi Mini Pro che ho provato tra scrivania e comodino.
Il verdetto
Il DREO Whole-Room Heater 720S fa bene quello per cui è stato pensato: nel bagno, una stanza di circa 15 metri quadrati, scalda in fretta e con decisione e lo fa in silenzio, senza odori e senza dare mai l’impressione di essere un apparecchio economico. La costruzione è solida, i comandi sono immediati, il telecomando è comodo e i consumi rilevati sono quelli promessi.
Lo consiglio senza riserve a chi non ha i termosifoni, a chi vive in una casa dove il riscaldamento centralizzato si accende tardi e a chi ha bisogno di scaldare rapidamente un ambiente piccolo: un bagno, uno studio, una camera, una mansarda chiusa. In questi casi il prezzo, più alto di un termoventilatore qualunque, si giustifica con la qualità generale e con la flessibilità della doppia modalità.
Chi dovrebbe guardare altrove? Chi spera di scaldare un grande soggiorno aperto, come il mio salone che comunica con il piano superiore: lì nessun termoventilatore da 2000 W può fare miracoli. E chi cerca un apparecchio fisso per il bagno, con protezione contro gli spruzzi, troverà soluzioni più adatte.
Il compromesso più importante, però, non riguarda il prodotto ma il contatore. Con un contratto da 3 kW, il 720S al massimo occupa due terzi della potenza disponibile e basta un forno acceso per far saltare tutto. Prima dell’acquisto va fatto questo conto, onestamente. Se torna, lo scenario ideale è chiaro: una stanza piccola, una doccia d’inverno, il termoventilatore acceso cinque minuti prima con il timer. È lì che il Dreo 720S trasforma una mattina fredda in un piccolo lusso quotidiano.
La nostra valutazione
Pro
- Scalda in fretta un bagno di circa 15 metri quadrati, con un effetto ben percepibile durante e dopo la doccia
- Plastiche solide e assemblaggio preciso, ma resta leggero e facile da spostare
- Silenzioso, con il clic del relè appena udibile quando il termostato interviene
- Consumi verificati con presa Sonoff in linea con i valori dichiarati
- Nessun odore alla prima accensione
Contro
- Al massimo assorbe quasi 2 kW: con un contratto da 3 kW resta poco margine per gli altri elettrodomestici
- Negli ambienti grandi e aperti verso altri piani fatica a portare la stanza in temperatura
- Nessun grado di protezione IP dichiarato: in bagno va posizionato con attenzione
- Nella mia confezione mancavano le batterie del telecomando
Fonte: TecnoAndroid


