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Poco meno di due anni fa ho raccontato su queste pagine la mia prima installazione completa di tado° X, con il termostato cablato e otto teste termostatiche distribuite su tutta la casa. Da allora quel sistema ha gestito due inverni senza grandi scossoni, quindi quando tado° mi ha proposto di provare il nuovo Termostato Intelligente Wireless X (2ª gen.) – Kit di Base con 2 Teste Termostatiche Intelligenti X la domanda che mi sono fatto è stata molto semplice: cosa può dare in più a chi ha già un impianto X funzionante?
La risposta non riguarda tanto le teste termostatiche, che restano quelle della generazione precedente, quanto il cuore del sistema. Il vecchio termostato cablato lascia il posto a una coppia di dispositivi: un radioricevitore collegato direttamente alla caldaia e un sensore di temperatura wireless, più sottile e con batteria ricaricabile via USB-C, che si può mettere dove serve davvero. In mezzo c’è tutto il lavoro di tado° sul software, a partire dall’abbonamento AI Assist che ho attivo da tempo.
Il contesto della prova è la mia villa vicino Roma, circa 150 metri quadrati distribuiti su due piani, scaldata da una caldaia a condensazione Baxi Luna Duo-Tec E da 24 kW con otto termosifoni. Ho installato il kit a ottobre 2026, cioè in un periodo in cui a Roma le temperature sono ancora alte e il riscaldamento non serve quasi mai. È un limite che dichiaro subito: ho potuto verificare installazione, stabilità, reattività e integrazioni, ma non un inverno intero di consumi.
Il prodotto è un campione stampa inviato da tado°. Non ho montato le due teste termostatiche incluse nella confezione, perché in casa ne avevo già otto dello stesso modello, ricevute in occasione della recensione precedente e ancora perfettamente funzionanti. La scelta ha un vantaggio pratico: mi ha permesso di valutare la seconda generazione esattamente nello scenario di chi aggiorna un impianto esistente, che è forse il caso più interessante per molti lettori.
Il giudizio, in breve, è molto positivo: il sistema è stabile, reagisce subito e l’app resta il riferimento della categoria. Ma la migrazione mi ha chiesto più pazienza del previsto e un paio di scelte progettuali non mi hanno convinto del tutto.
Cosa c’è nella confezione
Il kit arriva con tutto il necessario per gestire una caldaia e due termosifoni. Secondo la lista ufficiale di tado°, nella scatola trovano posto il Radioricevitore Wireless X, il Sensore di Temperatura Wireless X di seconda generazione, due Teste Termostatiche Intelligenti X con i rispettivi set di adattatori per le valvole dei termosifoni, quattro viti con tasselli per il montaggio a parete, tre cuscinetti adesivi, gli accessori per il cablaggio e i cavi di installazione.

Credits: TecnoAndroid
Gli adattatori meritano una nota: nella mia prima esperienza con tado° X erano stati decisivi per montare le teste sulle valvole dei radiatori senza perdere tempo a cercare raccordi compatibili, quindi è positivo che il marchio continui a includerli in ogni confezione.
Manca invece un dettaglio che, a mio parere, in un kit da quasi 350 euro poteva esserci: il cavo USB-C non è incluso. tado° lo specifica chiaramente nella scheda prodotto. Sia il sensore sia le teste usano batterie agli ioni di litio ricaricabili tramite USB-C e un cavo in casa ormai lo hanno quasi tutti, ma resta una piccola economia che stona con il posizionamento del prodotto.
Design e materiali
Il cambiamento estetico rispetto al termostato cablato che avevo prima è netto. Quel modello aveva un frontale nero satinato con un piccolo display LCD azzurro e il corpo bianco. Il nuovo sensore wireless è invece un quadrato bianco opaco di 110 x 110 millimetri con uno spessore di appena 17,8 mm, un valore che tado° indica come il più contenuto della categoria.
Il display è stato completamente ripensato: al posto dell’LCD c’è una matrice LED da 42 x 18 mm che mostra insieme temperatura e umidità, circondata da un anello luminoso che fa da superficie di regolazione. In cima trova posto un pulsante fisico: la prima pressione accende lo schermo, la seconda richiama una funzione a scelta tra ripresa della programmazione, aumento rapido della temperatura o lettura dell’umidità della stanza.
La scelta del bianco opaco va nella direzione di un oggetto che si nota poco ed è quello che chiedo a un termostato. Il vantaggio della versione wireless, del resto, è proprio la libertà di posizionamento: il sensore non è legato ai fili della vecchia scatola a muro e si può fissare con le viti, con i cuscinetti adesivi oppure appoggiare su un mobile con il supporto dedicato, venduto a parte sullo shop ufficiale.

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Il radioricevitore è un parallelepipedo bianco di 96 x 156 x 27 mm. Non è pensato per essere guardato: va installato vicino alla caldaia, dove si collega ai morsetti del termostato ambiente, e da lì gestisce l’accensione del bruciatore.
Le Teste Termostatiche Intelligenti X sono le stesse che conosco bene: forma a T, 67 x 67 x 49 mm, display touch frontale e ghiera rotante per regolare la temperatura anche a mano. Materiali in policarbonato e ABS, con dado di fissaggio metallico. Non essendo cambiate rispetto alla generazione precedente, ho preferito lasciare al loro posto le mie.
Specifiche tecniche
| Specifica | Valore |
|---|---|
| Prodotto | tado° Termostato Intelligente Wireless X (2ª gen.) – Kit di Base con 2 Teste Termostatiche Intelligenti X |
| Componenti | Radioricevitore Wireless X, Sensore di Temperatura Wireless X (2ª gen.), 2 Teste Termostatiche Intelligenti X |
| Dimensioni radioricevitore | 96 x 156 x 27 mm |
| Dimensioni sensore | 110 x 110 x 17,8 mm |
| Dimensioni testa termostatica | 67 x 67 x 49 mm |
| Alimentazione radioricevitore | 230 V CA |
| Alimentazione sensore e teste | Batteria Li-ion ricaricabile via USB-C (5 V, 0,5 A) |
| Display sensore | Matrice LED 42 x 18 mm con anello LED, temperatura e umidità |
| Interfacce caldaia | Relè on/off e OpenTherm |
| Connettività | Thread, Matter, Wi-Fi (radioricevitore come Thread border router) |
| Ecosistemi compatibili | Apple Casa, Google Home, Amazon Alexa, Samsung SmartThings tramite Matter |
| Precisione dichiarata | Temperatura target raggiunta entro 0,5 °C |
| Requisiti app | iOS 16.4 o Android 9.0 e successivi |
| Materiali | PC, ABS |
| Compatibilità | Tutti i prodotti tado° X, di prima e seconda generazione; non compatibile con tado° V3+ e precedenti |
| Garanzia | 2 anni, Garanzia Premium con Servizio Diretto |
| Prezzo di listino | 349,99 euro |
Come funziona: ricevitore, sensore e rete Thread
Per capire cosa cambia rispetto alla versione cablata bisogna guardare a come è diviso il lavoro. Nel termostato cablato un unico dispositivo misura la temperatura e comanda la caldaia, quindi deve stare dove arrivano i fili. Nella configurazione wireless le due funzioni si separano: il radioricevitore resta accanto alla caldaia e fa da interruttore, mentre il sensore misura la temperatura nel punto della casa che scegliamo noi.
Il radioricevitore supporta due modalità di comando. La più semplice è il relè on/off, che si limita ad accendere e spegnere il bruciatore come farebbe un termostato tradizionale. La seconda è OpenTherm, un protocollo digitale che permette di modulare la potenza della caldaia. Nel mio caso ho collegato il ricevitore alla Baxi in modalità on/off: una soluzione meno raffinata sulla carta, ma immediata da cablare e perfettamente adeguata a un impianto in cui sono le teste termostatiche a decidere quali stanze ricevono calore.
Il secondo compito del ricevitore è meno visibile ma altrettanto importante. Secondo tado°, funziona da Thread border router e si collega alla rete Wi-Fi di casa: in pratica fa da ponte tra la rete Thread, su cui dialogano sensore e teste, e Internet. È il motivo per cui nella lista ufficiale del kit non compare un Bridge X separato. tado° consiglia comunque di aggiungerne uno ogni 100 metri quadrati per garantire una connessione stabile a tutti i dispositivi.

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Su questo punto la mia casa era già attrezzata: il Bridge X della configurazione precedente è rimasto al piano superiore, mentre il sensore wireless l’ho messo al piano terra. Ricevitore e bridge si dividono così il lavoro di instradamento su due livelli, uno schema che su 150 metri quadrati rispetta le indicazioni del produttore.
Thread è un protocollo radio a basso consumo che crea una rete mesh: i dispositivi alimentati possono fare da ripetitori per gli altri e il sistema trova da solo il percorso migliore. Ne avevo già parlato raccontando come Google sta portando Thread nel suo ecosistema ed è la stessa tecnologia su cui si appoggia Matter per far dialogare dispositivi di marchi diversi.

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L’ultimo tassello è il Collegamento Stanza per Stanza. Quando una testa termostatica rileva che il suo ambiente è sotto la temperatura impostata, chiede calore al sistema e il ricevitore accende la caldaia. Quando tutte le stanze sono soddisfatte, quest’ultima si spegne. È il meccanismo che permette di scaldare solo gli ambienti che servono e su cui si basa gran parte delle promesse di risparmio.
Installazione e configurazione
La procedura guidata dell’app tado° è sempre stata uno dei punti di forza del marchio e anche questa volta le istruzioni si adattano al modello di caldaia selezionato. La parte di rete, con il Bridge X già presente in casa, è stata veloce. Il primo ostacolo è arrivato prima ancora di aprire l’app.
Il vecchio termostato cablato funzionava a batterie e si collegava ai fili che arrivavano dalla caldaia. Il radioricevitore richiede invece l’alimentazione a 230 V, quindi ho dovuto portare la corrente nel punto in cui l’ho installato. Non è un’operazione complessa per chi ha un minimo di dimestichezza con gli impianti elettrici, ma è un passaggio in più che chi arriva da una configurazione a batterie deve mettere in conto. Chi non se la sente farà bene a chiamare un elettricista e questo va calcolato nel costo complessivo.
Il secondo intoppo è stato più fastidioso: al primo collegamento del ricevitore, tutte e otto le teste termostatiche sono andate offline. Non ho capito il motivo preciso e l’app non ha fornito indicazioni utili per risolvere il problema senza intervenire. L’unica strada è stata riconfigurarle una per una, stanza per stanza.
Su otto termosifoni distribuiti su due piani significa salire e scendere le scale, rifare l’abbinamento e riassegnare ogni testa alla stanza giusta. Non è un lavoro impossibile, ma è esattamente il genere di attività che un aggiornamento dovrebbe evitare. Online ho trovato diverse segnalazioni di utenti tado° X che descrivono problemi simili quando nella stessa casa convivono più border router Thread, quindi il mio caso non sembra isolato. Non ho però elementi per attribuire con certezza la causa a questo aspetto.
Superata la riconfigurazione, il resto è filato liscio. Il sensore wireless si abbina dall’app in modo semplice e, non avendo fili, si posiziona in pochi secondi. Nell’interfaccia la nuova configurazione appare ordinata: sette stanze con le otto teste, due delle quali nel salone, un ambiente al piano terra dedicato al sensore wireless e il radioricevitore elencato tra gli altri dispositivi.
Il mio consiglio per chi deve fare lo stesso percorso è pratico: mettete in conto mezz’ora in più rispetto a quanto suggerisce la guida e, se avete molte teste, preparatevi all’eventualità di doverle riabbinare. Chi parte da zero, senza un impianto X esistente, con buona probabilità non incontrerà questo problema.
L’app tado° e l’abbonamento AI Assist
Se dovessi indicare un solo motivo per scegliere tado°, sarebbe l’app (disponibile per Android ed iOS). Per me è perfetta e dopo quasi due anni di uso quotidiano non ho trovato motivi per cambiare idea. È chiara, veloce e organizzata attorno alle stanze, che è il modo in cui ragiona chiunque pensi al riscaldamento di casa.
La versione gratuita copre già molto: permette il controllo remoto di ogni stanza, la creazione di programmi orari personalizzati per ciascun ambiente e le Funzioni Rapide per spegnere tutto o aumentare la temperatura con un tocco. La programmazione viene memorizzata sui dispositivi e, secondo tado°, continua a funzionare anche senza connessione a Internet. C’è poi la Modalità di controllo, che permette di indicare il tipo di impianto, caldaia a gas, pavimento radiante o pompa di calore, per adattare l’algoritmo ai tempi di risposta del sistema.
Le funzioni più avanzate sono riunite nell’abbonamento AI Assist, che è l’evoluzione di quello che prima si chiamava Auto-Assist. Costa 3,99 euro al mese oppure 29,99 euro all’anno e comprende il riscaldamento adattivo, che impara le caratteristiche delle stanze, la geolocalizzazione per non scaldare una casa vuota, il preriscaldamento prima del rientro, il rilevamento delle finestre aperte, i report sui consumi di Energy IQ, gli avvisi di Care & Protect e la Modalità Vacanza.
Io l’abbonamento lo avevo già attivo con la configurazione precedente e l’ho mantenuto. Ho usato tutte le funzioni disponibili e la mia opinione è netta: vale tutti i soldi, perché quello che si spende si recupera in bolletta. La geolocalizzazione e la gestione automatica delle finestre aperte sono gli strumenti che, nella vita di tutti i giorni, eliminano gli sprechi senza che si debba pensarci.
Nello stesso abbonamento rientra il Bilanciamento Idraulico, che ottimizza la distribuzione del calore tra i radiatori. tado° precisa che funziona solo con caldaia o pompa di calore autonoma e quando tutti i termosifoni hanno una testa tado°. La mia casa soddisfa entrambe le condizioni, con otto teste su otto radiatori, quindi è uno scenario in cui la funzione ha senso. Con il riscaldamento ancora poco sollecitato, però, non posso ancora quantificarne l’effetto.
Gratuita invece la funzione Multi Home, che consente di gestire più abitazioni dallo stesso account, anche con prodotti di linee diverse. Utile per chi ha una seconda casa o vuole aiutare i familiari a gestire il riscaldamento a distanza.
Chi valuta l’acquisto deve comunque sapere che senza abbonamento il sistema resta un ottimo termostato programmabile e controllabile da remoto, ma le automazioni su cui tado° costruisce la promessa di risparmio sono a pagamento. È una scelta commerciale discutibile in astratto, che nel mio caso, considerando il costo annuale, ritengo giustificata.
Test sul campo
La prova si è svolta a ottobre 2026 nella mia villa, con l’impianto completo: caldaia Baxi Luna Duo-Tec E da 24 kW comandata in on/off dal radioricevitore, otto Teste Termostatiche Intelligenti X della generazione precedente, il Sensore di Temperatura Wireless X di seconda generazione al piano terra e il Bridge X al piano superiore. L’abbonamento AI Assist era attivo per tutta la durata del test.
Il primo problema da risolvere era metodologico: a ottobre, a Roma, le temperature esterne sono ancora alte e nessuna stanza della casa scende sotto i valori di comfort impostati. In condizioni normali il sistema non avrebbe mai acceso la caldaia e una prova senza richieste di calore non avrebbe detto nulla.
Ho quindi forzato la situazione: ho alzato la temperatura richiesta a 27-28 °C, ben sopra quella presente in casa, per obbligare le teste a chiamare calore e il ricevitore a intervenire sulla caldaia. Il risultato è stato immediato: la richiesta è partita dall’app, è arrivata alle teste, il ricevitore ha acceso la Baxi e i termosifoni hanno cominciato a scaldare senza ritardi percepibili.

Credits: TecnoAndroid
Il secondo aspetto riguardava la gestione selettiva delle stanze, che è la ragione stessa per cui ho otto teste in casa. Nell’app le ho organizzate in sette ambienti: il salone, dove passano gran parte della giornata i miei cani, ne ha due che lavorano come un’unica zona, mentre bagni, ufficio, camera da letto, cabina armadio e stanza degli ospiti hanno ciascuno la propria. Con il nuovo ricevitore questa logica è rimasta intatta: ogni stanza segue il suo programma e la caldaia parte solo quando qualcuno chiede calore. Ho usato tutte le funzioni a disposizione e non ho trovato nulla che non si comportasse come mi aspettavo.
Il punto su cui avevo più curiosità era la stabilità della connessione. Con la vecchia configurazione mi capitava che qualche testa si disconnettesse di tanto in tanto, un problema che avevo già segnalato nella recensione precedente dopo alcune interruzioni di corrente. Dopo la riconfigurazione iniziale imposta dal nuovo ricevitore, durante il periodo di prova nessuna testa è andata offline. È il miglioramento più concreto che ho registrato rispetto a prima.
Ho verificato anche la rumorosità delle teste, in particolare durante la notte. Il motorino che regola la valvola si sente, non è silenzioso in assoluto, ma il rumore è breve e contenuto. Io mal sopporto anche il minimo suono quando dormo, eppure la testa in camera da letto non mi ha mai dato fastidio. Chi ha il sonno leggero può stare tranquillo.
Ho collegato il sistema a tutti gli ecosistemi che uso in casa, compreso Home Assistant tramite Matter, e anche qui non ho incontrato blocchi. La mia rete domestica ospita moltissimi dispositivi IoT, quindi l’arrivo di un secondo border router era un possibile punto debole. A parte l’episodio iniziale delle teste offline, non ho registrato altri problemi.
Devo essere chiaro sui limiti di questa prova: non ho misurato i consumi di gas con strumenti dedicati e il periodo di test non comprende i mesi freddi, quelli in cui un sistema come questo dimostra davvero il suo valore. Non ho montato le due teste nuove incluse nel kit, quindi tutte le osservazioni su questi dispositivi si riferiscono alle mie otto unità già installate, che sono dello stesso modello. Infine non ho provato la modalità OpenTherm, perché ho scelto il collegamento on/off.
Approfondimenti
La batteria ricaricabile cambia davvero qualcosa?
Sul sensore sì. Il vecchio termostato funzionava con tre batterie AAA usa e getta, il nuovo integra una batteria agli ioni di litio ricaricabile via USB-C. tado° suggerisce di ricaricarla prima dell’inizio della stagione fredda e dichiara un’autonomia sufficiente per tutto l’inverno. Non ho potuto verificare questa durata nel periodo di prova, quindi la riporto come dato del produttore.
Il discorso è diverso per le teste termostatiche ed è uno dei punti che mi convincono meno di tutto l’ecosistema X. Anche loro hanno una batteria ricaricabile, ma è un componente proprietario. Se si rovina, bisogna ricomprarla da tado°, senza la possibilità di sostituirla con un elemento standard acquistabile ovunque. Su un sistema pensato per durare molti anni, con otto o più teste in casa, è un aspetto che peserà sui costi di manutenzione nel lungo periodo.
Wireless, ma non del tutto
Il nome del prodotto può trarre in inganno. Il sensore è davvero senza fili, ma il radioricevitore ha bisogno della 230 V. È una scelta tecnica comprensibile: un dispositivo che fa da border router per la rete Thread e resta sempre connesso al Wi-Fi non potrebbe funzionare a lungo a batterie. Resta il fatto che io avrei preferito una configurazione completamente a batteria, come quella che avevo prima, e che per qualcuno questo significherà un intervento elettrico vicino alla caldaia.
Stabilità della rete in una casa su due piani
Con un border router al piano terra, il ricevitore, e uno al piano superiore, il Bridge X, la rete Thread copre entrambi i livelli della villa senza zone d’ombra. Prima, con la sola presenza del bridge, qualche testa si disconnetteva saltuariamente, ora non è più successo. Il consiglio di tado° di aggiungere un Bridge X ogni 100 metri quadrati, alla luce della mia esperienza, va preso sul serio da chi ha una casa grande o distribuita su più piani.
Integrazioni smart home e Matter
Il supporto a Matter è ormai uno degli argomenti principali per scegliere tado° X rispetto alla linea V3+, che avevo provato anni fa nella recensione dello Starter Kit V3+. Il sistema si integra con Apple Casa, Google Home, Amazon Alexa e Samsung SmartThings. Io l’ho collegato anche a Home Assistant, che gira sul NAS UGREEN NASync DXP8800 Ultra che uso come server principale, e tutte le integrazioni sono andate a buon fine. Va ricordato che le due famiglie di prodotti non si mescolano: chi ha un impianto V3+ deve considerare X come una piattaforma nuova.
Risparmio sul gas: cosa si può dire a ottobre
tado° dichiara un risparmio medio del 22% sui costi di riscaldamento e offre una garanzia di rimborso del prezzo d’acquisto entro 12 mesi per chi non è soddisfatto dei risultati. Sono dati del produttore, che non posso confermare con misurazioni mie.
Quello che posso dire è che, già con la configurazione precedente, la gestione selettiva delle stanze ha ridotto in modo evidente i consumi di gas in casa mia e che le ottimizzazioni dell’intelligenza artificiale lavorano nella stessa direzione. Su una casa di 150 metri quadrati con stanze usate in modo molto diverso, dall’ufficio alla camera degli ospiti, scaldare solo dove serve fa una differenza concreta. Per una valutazione completa della seconda generazione servirà però un inverno intero.
Ho già tado° X: conviene aggiornare?
Prima e seconda generazione sono pienamente compatibili, quindi nessuno è costretto a cambiare. Chi ha il termostato cablato e ne è soddisfatto può continuare a usarlo senza problemi. L’aggiornamento ha senso soprattutto per chi vuole spostare il punto di misura della temperatura lontano dalla vecchia scatola a muro, per chi è stanco di cambiare le pile o per chi, come me, aveva qualche disconnessione occasionale e una casa abbastanza grande da beneficiare di un secondo border router. In tutti i casi conviene partire sapendo che potrebbe essere necessario riabbinare le teste.
Prezzo e posizionamento
Il tado° Termostato Intelligente Wireless X (2ª gen.) – Kit di Base con 2 Teste Termostatiche Intelligenti X ha un prezzo di listino di 349,99 euro sullo shop ufficiale tado°, cifra che al momento in cui scrivo non risulta scontata. Esistono anche versioni con tre e con sei teste termostatiche, oltre al kit di base senza teste, che ha un listino di 199,99 euro ed è attualmente proposto a 149,99 euro sullo stesso shop.
La differenza tra il kit di base e quello con due teste è di circa 150 euro a listino, in linea con il prezzo delle teste vendute singolarmente. Il bundle ha quindi senso per chi parte da zero e vuole subito controllare le due stanze più importanti, mentre per chi, come me, ha già le teste X il kit di base è la scelta più razionale.
Al costo dell’hardware va aggiunto quello dell’abbonamento AI Assist, 29,99 euro all’anno nella formula annuale, se si vogliono geolocalizzazione, rilevamento delle finestre aperte e report sui consumi. Va considerato anche un eventuale intervento dell’elettricista per portare la 230 V al radioricevitore.
Nella fascia dei termostati smart per caldaia il kit si colloca nella parte alta del mercato. Esistono soluzioni più economiche, spesso basate sul solo Wi-Fi e con un controllo meno granulare delle singole stanze, e alternative premium con ecosistemi più chiusi. Il valore di tado° sta nella combinazione tra un’app matura, la gestione stanza per stanza, il supporto a Matter e Thread e la compatibilità totale con la prima generazione X, che protegge l’investimento di chi aveva già acquistato.
Il prezzo mi sembra corretto per quello che offre, soprattutto se si coglie una delle frequenti promozioni del marchio, che negli ultimi mesi hanno riguardato sia lo shop ufficiale sia i principali rivenditori online.

Credits: TecnoAndroid
Il verdetto dopo l’aggiornamento
Il tado° Termostato Intelligente Wireless X (2ª gen.) – Kit di Base con 2 Teste Termostatiche Intelligenti X mi ha convinto praticamente su tutto. Il sistema reagisce subito, la rete Thread è diventata più solida rispetto a prima e l’app continua a essere la migliore che abbia usato per gestire il riscaldamento. Il sensore wireless, sottile e ricaricabile, è un passo avanti concreto rispetto al termostato cablato a pile che avevo in casa.
Lo consiglio a chi vuole risparmiare sul riscaldamento, a chi tiene a un uso più rispettoso dell’energia e a chi vuole rendere la propria casa davvero domotica, magari integrandola con Home Assistant o con l’ecosistema smart che già usa. È particolarmente indicato per le case grandi o su più piani, dove la possibilità di misurare la temperatura nel punto giusto e di affiancare più border router fa la differenza. Chi pensa a un’abitazione sempre più attenta ai consumi, magari con un sistema di accumulo come EcoFlow STREAM Ultra X per l’elettricità, trova in tado° il tassello giusto per il gas.
Dovrebbe invece valutare con attenzione chi ha già un impianto tado° X cablato che funziona bene e non ha problemi di connessione: il guadagno esiste, ma va pesato contro la necessità di portare la 230 V vicino alla caldaia e il rischio concreto di dover riabbinare tutte le teste. Lo stesso vale per chi ha una casa piccola con due o tre termosifoni, dove soluzioni più semplici possono bastare.
Il compromesso più importante resta quello dell’alimentazione. Un sistema che si chiama wireless ma ha bisogno della corrente al ricevitore, insieme alle batterie proprietarie delle teste, è il prezzo da pagare per una rete più stabile e un’architettura più moderna. Per me ne è valsa la pena.
Lo scenario ideale è una casa indipendente con caldaia autonoma, tanti termosifoni e una famiglia che usa le stanze in modo diverso durante la giornata. Lì tado° smette di essere un gadget e diventa il modo più semplice per non scaldare ambienti vuoti. Il vero test arriverà con il primo freddo, ma la base su cui partire è solida.
La nostra valutazione
Pro
- Reazione immediata della caldaia ai comandi, verificata forzando la richiesta a 27-28 °C
- Nessuna testa offline durante la prova, contro le disconnessioni saltuarie della configurazione precedente
- App chiara e completa, con gestione stanza per stanza e abbonamento AI Assist che ripaga il suo costo
- Sensore sottile da 17,8 mm con batteria ricaricabile USB-C, posizionabile ovunque
- Teste termostatiche poco rumorose, accettabili anche in camera da letto
Contro
- Il radioricevitore richiede la 230 V, mentre il vecchio termostato funzionava a batterie
- Al primo collegamento tutte le otto teste esistenti sono andate offline e ho dovuto riconfigurarle
- Batteria delle teste proprietaria, da riacquistare da tado° se si danneggia
- Cavo USB-C per la ricarica non incluso nella confezione
Fonte: TecnoAndroid


