Reattori SMR sempre più vicini alla realtà negli Stati Uniti, dove l’energia nucleare di nuova generazione sta finalmente lasciando i tavoli da disegno per arrivare ai cantieri veri e propri. Quello che fino a poco tempo fa era materia da convegni e studi di fattibilità adesso comincia a prendere forma concreta, e l’Ohio sud-orientale si candida a diventare uno dei poli più importanti per questa tecnologia.
Il progetto porta la firma di Elementl Power, società americana che ha annunciato l’intenzione di costruire una centrale nucleare da 1,5 gigawatt. Numeri che fanno una certa impressione, perché parliamo di una capacità in grado di alimentare centinaia di migliaia di abitazioni e attività produttive. Mica poco, considerando che fino a ieri di questi impianti si discuteva quasi solo in linea teorica.
La tecnologia dietro al progetto in Ohio
Alla base di tutto c’è il BWRX-300, un reattore sviluppato da GE Vernova che rientra a pieno titolo nella categoria degli small modular reactor. La logica di questi impianti è diversa rispetto alle grandi centrali tradizionali. L’idea è quella di costruire moduli più piccoli, più gestibili, che possano essere realizzati in serie e collegati alla rete man mano che entrano in funzione. Un approccio che teoricamente abbassa i costi e accorcia i tempi, due ostacoli che hanno sempre frenato il nucleare classico.
Non a caso la scelta è caduta su una tecnologia già nota e non su qualcosa di sperimentale. Il BWRX-300 viene visto come una delle soluzioni più mature tra quelle disponibili, e questo dovrebbe dare maggiori garanzie a chi deve valutare l’intero progetto. L’Ohio, dal canto suo, si sta ritagliando un ruolo da protagonista in questo settore, e l’arrivo di Elementl Power conferma la direzione.
L’iter per il collegamento alla rete
Il passaggio cruciale adesso riguarda la burocrazia, perché senza i permessi giusti non si va da nessuna parte. L’azienda ha presentato una richiesta formale a PJM Interconnection, l’ente che gestisce la rete elettrica regionale. Una volta ottenuto il via libera, sarà possibile collegare i primi 600 megawatt prodotti dall’impianto alla rete dell’area.
PJM Interconnection esaminerà la proposta nei dettagli e dovrebbe arrivare a una valutazione entro la fine dell’anno. Si tratta del primo vero scoglio da superare, quello che farà capire se il progetto può davvero camminare sulle proprie gambe oppure dovrà fare i conti con tempi più lunghi.
Quei 600 megawatt iniziali rappresentano solo la prima fetta del totale previsto, ma sono comunque la parte più concreta e immediata del piano. Tutto il resto della capacità, fino a raggiungere il traguardo di 1,5 gigawatt, arriverà in un secondo momento, seguendo proprio quella filosofia modulare che caratterizza questo tipo di reattori.